Giro al mattino, Pioggia e cadute (11 maggio)
Freddo, pioggia e cadute. La quinta tappa di questo Giro doveva essere una frazione semplice, adatta agli sprinter. Ma le condizioni…
Giro al mattino, Pioggia e cadute (11 maggio)

Lo sprint vincente di Groves
Freddo, pioggia e cadute. La quinta tappa di questo Giro doveva essere una frazione semplice, adatta agli sprinter. Ma le condizioni climatiche avverse l’hanno resa molto pericolosa, e ha finito per regalarci parecchie emozioni.
Cade due volte Remco Evenepoel, che poco dopo la partenza colpisce un cane. Nel ciclismo, un grande giro si può perdere per una crisi di fame in salita o una giornata no a cronometro, ma anche per una caduta in cui non si hanno responsabilità. Marco Pantani nel ’97 fu costretto a lasciare il Giro dopo un incidente con un cane sul Valico di Chiunzi, che la Corsa Rosa affronterà proprio oggi.
Poi, quando si trova nei 3 km finali di neutralizzazione, Evenepoel ha un contatto con Kirsch della Trek e finisce a terra. In entrambe le cadute è rimasto a lungo a terra prima di rialzarsi, e nella seconda si è anche arrabbiato per un presunto errore dell’avversario. Il dolore c’è, ma la Soudal Quick-Step ha confermato che oggi Remco sarà alla partenza e proverà a continuare a correre e lottare per la maglia rosa. “Ho molto dolore, ma va bene”, sono state le uniche parole del campione del mondo.
Rimane coinvolto in un incidente anche il suo rivale Primoz Roglic, che ai 7 km dall’arrivo è costretto a cambiare la bicicletta con quella del gregario Bouwman per non perdere troppo tempo. Mentre davanti le squadre rivali tirano, lui, aiutato dai compagni della Jumbo-Visma, è costretto a un inseguimento complicato. Alla fine riesce però a riportarsi sul gruppo dei favoriti. Non riesce a fare lo stesso l’australiano Jay Vine, anche lui rimasto indietro, che arriverà al traguardo con 1’11” di ritardo.
La caduta più brutta è però quella che ha visto protagonista prima Cavendish, e poi altri velocisti in prossimità della linea d’arrivo. Lo sprinter dell’isola di Man è in volata, ma si sbilancia su una striscia pedonale bianca, che diventa scivolosa e pericolosa con l’asfalto bagnato. Allora rallenta, e con il sorpasso di Dainese (poi retrocesso, non so quanto sono d’accordo) finisce per perdere completamente il controllo della bici. Prima impatta contro Filippo Fiorelli, che rimane in piedi appoggiandosi contro le barriere, e poi scivola andando a fare strike sugli altri corridori. Ha le conseguenze peggiori il povero Andrea Vendrame, portavo via in ambulanza.
La tappa l’ha portata a casa il velocista della Alpecin-Deceuninck Kaden Groves, alla seconda vittoria in un grande giro dopo il successo dello scorso anno alla Vuelta. I compagni lo hanno posizionato alla perfezione, e Groves è riuscito a rimanere sempre davanti in uno sprint lunghissimo. Arriva secondo Jonathan Milan, aiutato anche lui in modo perfetto dalla Bahrain, e in particolare da Andrea Pasqualone. Milan ha provato a uscire dalla scia di Groves per superarlo, ma l’australiano ieri era imbattibile.
La tappa di oggi dovrebbe continuare a regalare emozioni. Si attraversano alcune delle zone più belle d’Italia, e la partenza e l’arrivo saranno a Napoli. La città festeggia da settimane la vittoria dello scudetto e, tinta d’azzurro, accoglierà a braccia aperta la carovana rosa. Si attraverseranno luoghi stupendi: prima i paesi vesuviani dell’entroterra e Pompei. Il valico di Chiunzi, salita dura e gpm di seconda categoria, aprirà al paesaggio della costiera amalfitana. Il percorso della penisola sorrentina è ricco di difficoltà aritmetiche e planimetriche. Dopo il traguardo volante di Sorrento ci si affaccia sul Golfo di Napoli, completando la circumnavigazione del Vesuvio. “Il Vesuvio è il core, è l’anima, è il sunto di tutti gli splendori del Golfo; è il rubino gigantesco che sta come il fermaglio in questa collana di perle composta nel cielo”, scrisse Renato Fucini.
La tappa è aperta a molteplici finali: potrebbe essere decisa allo sprint, ma i velocisti dovranno resistere alla difficoltà della prima parte del percorso, soprattutto il valico di Chiunzi. Può arrivare anche la fuga, se sarà composta da corridori di qualità.
메타데이터
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