Manifesto degli Amici in Dadaville
Monologo della Terrazza di Palazzo Verbania, recitato nella prima parte del Documentario Dadaville
Manifesto degli Amici in Dadaville
Monologo della Terrazza di Palazzo Verbania, recitato nella prima parte del Documentario Dadaville

Tutti a me!
Siamo qui per sondare persone, ruoli, amicizie, distrazioni, avvertenze…
Per prevenire una volta per tutte la disperazione solenne, vagheggio da molti anni un progetto assurdo:
Mi rivolgo a voi come nuovi, anche se incontrandomi conoscete già un certo presagio…
Siamo qui perchè tutti voi vi siete manifestati sul mio cammino, ed io sul vostro. Bene, per gli interessi che abbiamo insieme, e si sa che le divergenze nell’amicizia costringono alla giustizia!
A volte vedendoci, come oggi, siamo diventati buoni conoscenti. Nei nostri incontri non sondiamo gli orizzonti dello spirito, ma le possibilità di divertimento, in cui procacciare nuovi amici immaginari.
Quel che Piero Chiara osserva realisticamente è che gli amici si formano solo dopo aver vissuto delle avventure, dure prove, come la reclusione forzata, la scuola o il militare.
Con voi ho condiviso soltanto momenti leggeri, al più dei piacevoli impegni, non ci siamo consolati per delle tragedie né abbiamo vissuto il calvario degli esami o l’unione di una squadra agonistica.
Se stessi per suicidarmi al vostro cospetto, mi sentirei un ottuagenario salutato all’aeroporto dagli ultimi amici.
Secondo alcune teorie l’adolescenza termina a quarant’anni, ma si può dire che la maggior parte di noi si è conosciuta sul finire dell’adolescenza, con l’io responsabile già formato.
Vorrei dare il giusto rilievo ai traguardi intermedi: dobbiamo, in quanto amici, istruirci regolarmente sul progresso della torta! Al fine di ricavare un piacere più intenso pensando al futuro.
Siamo tutti fortemente soggetti alle leggi di dispersione che dividono in lungo e in largo chi altrimenti avrebbe voluto incontrarsi molto più sovente.
Noi dobbiamo ingraziarci, per amicizia, la virtù sola!
Sento molto distanti gli amici che ho acquisito durante l’infanzia e la prima adolescenza, li chiamo raramente e non sempre mi vengono in mente quando passo dove abitano.
Quando sale la tensione emotiva dei nostri amici, li sento molto vicini, mentre analizzo i cambiamenti del mio carattere, si riattiva la loro funzione speculare.
Avrei voluto smentire Piero Chiara. Sollevare punti di rivalsa rispetto ad alcune negatività, invece ciò che scrive non è solo cauto, ma virtuoso nella speranza; si enuncia infatti la possibilità di riunire finalmente tutti gli amici in un sol luogo: “una gran casa, un castello o un addirittura un villaggio”.
Dovete sapere che l’intenzione immaginaria di Piero Chiara è anche la mia.
Per questa sfida servirebbero amici sciamani ed eventi programmabili. Il dolore degrada balzando su dal materasso!
Nella dimora, le conoscenze che si possono trasformare in vera amicizia troveranno il loro ambiente ideale.
Il mistero della congiunzione persegue proprio la sintesi degli opposti. Se sembra anche a voi l’intento più nobile da perseguire, bisogna tenersi pronti e allenati!
Cari amici, così fini e intelligenti, potremo non solo discutere tra noi, ma lavorare insieme.
Non certo quel lavoro che solitamente tiene lontani gli amici, ciascuno in un ufficio. Ma un lavoro dada. Dada è una complessa immagine, che associa la metafora all’amicizia. Dada ricorda gli amici di sempre.
Se fossi d’improvviso felice e potente come un Re, saprei come scoprire quel che ogni nuovo conoscente vuole davvero, in base ai suoi gusti, alla sua visione imprenditoriale più personale.
È il doloroso privilegio dell’amicizia questo intimo sapere; gli amici ci concedono la grazia di non farsi ripregare.
Chiara non dice il perchè di un castello. Potrebbe essere per una questione di spazio. Ma c’è dell’altro: un castello brutto non è un castello.
Faremo un Festino MBG! (Molto Brava Gente) dal titolo Gli amici sono come le donne. Gli amici porteranno le amiche e le amiche gli amici…
Al momento opportuno, ci ricorderemo a oltranza, che i nomi amici sono i conosciuti, che i falsi amici non sono utili come i nemici e… la prossima volta, vi racconterò come i rastrelli stavano per prendermi, ma gli amici m’hanno dato un vestito.
메타데이터
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