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La banca vaticana al servizio della sussidiarietà e della solidarietà?

Molti si ricordano ancora l’una delle importanti raccomandazioni di Gesù mentre mandava i suoi discepoli affinché prolungassero e…

Point de vue · 2018-12-03 22:30 · 2 claps · 2.6 min read
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La banca vaticana al servizio della sussidiarietà e della solidarietà?

Molti si ricordano ancora l’una delle importanti raccomandazioni di Gesù mentre mandava i suoi discepoli affinché prolungassero e compiessero la missione espressamente a loro affidata, non prendendo né denaro, né borsa. Rispetto a quest’ordine, diventa strano l’atteggiamento della Chiesa e in modo particolare quella cattolica che ha ereto all’interno del Vaticano una banca dove i suoi eminenti personaggi e molte congregazioni e istituzioni religiosi lasciano tanti soldi. Si può infatti con ragione e in prima reazione pensare che una banca è contro i principi evangelici.

In verità molti sono tentati di chiamare questo ufficio banca rispetto a ciò a pena descritto. Ma si tratta di un Istituto per le Opere di Religione che non funziona a cento per cento come una banca ordinaria. È un organismo assai utile per sostenere la diffusione del Vangelo fino ai confini della terra.

Gente di valore mi diranno che la Chiesa non deve stabilire un regno della terra mentre il suo Signore la chiama a lavorare affinché venga piuttosto il Regno di Dio. Altri possono denunciare l’atteggiamento della stessa Chiesa cattolica che invece di credere nella provvidenza come l’insegnano i suoi ministri ai poveri cristiani, cerca una sicurezza nei beni materiali, dando una testimonianza contraria a ciò che è predicato. Altri aggiungeranno che lo stesso denaro che dovrebbe aiutare a dare sollievo ai bisognosi serve in realtà a comprare le macchine e appartamenti lussuosi dei cardinali, vescovi, parroci e superiori degli ordini religiosi. Un altro può insistere sul fatto che le ordini che chiedono l’elemosina nel conto dei poveri si arricchiscono sul pretesto di aiutarli mettono il loro avere in sicuro nella banca vaticana. Questo può pure essere un ostacolo al loro ingresso nel regno dei cieli poiché Gesù stesso afferma che sarà difficile a un ricco di entrarci. La prova si verifica nei molteplici scandali di gestione di questa banca della quale molte istituzioni fuori della Chiesa hanno denunciato l’opacità e l’inadeguatezza con le regole di trasparenza internazionali.

È vero che avere una banca non fa parte dei compiti assegnati dal Signore alla Chiesa. Ma ben pensato, c’è bisogno almeno di una organizzazione per portare il lieto annunzio del Vangelo fino ai confini della terra. Non si può parlare di Dio con successo a uno che è affamato perché non sentirà né capirà niente. Perciò la Chiesa ha bisogno di risorse per nutrire le migliaia di persone verso di chi si rivolge per parlargli di Dio e fa estendere il suo Regno nella loro vita. L’altra realtà è che la stessa missione evangelica necessita risorse materiali espresse talvolta in termini di denaro per aiutare i missionari ad andare fino ai confini della terra. La banca della quale stiamo parlando è destinata proprio al compimento di questa esigente missione evangelica. Non si deve dimenticare che i missionari non hanno mai avuto tutto il necessario e devono sempre contare sulla Provvidenza come si vede attraverso la vita di Madre Teresa e di tanti altri religiosi dappertutto. Quindi, quest’Istituto è voluto per l’indipendenza della chiesa nelle transazioni finanziari per non frenare l’annunzio del Vangelo e affinché le altre banche non prendano troppi interessi sui beni dei poveri. Così i fedeli e gli uomini di buona volontà possono senza difficoltà sostenere la Chiesa nella sua missione.

Con quest’Istituto per le Opere di Religione, la Chiesa si dedica in modo concreto al servizio della carità e promuove la solidarietà nel suo interno. La banca vaticana come si suole dire è quindi uno strumento tramite il quale la Chiesa promuove la sua dottrina sociale mettendo in rilievo i principi di giustizia, di sussidiarietà, di solidarietà. Questi principi e gli altri hanno la loro radice nel Vangelo proclamato da Gesù stesso. La Chiesa non usa la banca vaticana per fare beneficio ma per metterla al beneficio dei poveri. Sono i beni dei poveri che vi sono custoditi.

Appare dunque importante avere questo ufficio all’interno della Chiesa per provvedere ai bisogni dei poveri e affinché non si fermi mai l’opera di diffusione del lieto annunzio a tutti i popoli.


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