Better Data, Better Performance, Better Experience
“È davvero possibile che le macchine un giorno possano arrivare a pensare?” Questa è la domanda che si pone Alan Turing, il matematico…

Intelligenza Artificiale e Deep Tech: un Valore esteso per tutta la filiera
Better Data, Better Performance, Better Experience
“È davvero possibile che le macchine un giorno possano arrivare a pensare?” Questa è la domanda che si pone Alan Turing, il matematico considerato uno dei padri dell’informatica, nel suo articolo Computing Machinery and Intelligence pubblicato sulla rivista Mind nel 1950.
Oggi, è considerato naturale parlare a una macchina come se fosse un essere dotato di capacità cognitive di apprendimento e di interazione simili, per alcuni aspetti, a quelle degli esseri umani. Ma tutto ciò è il frutto di ingenti investimenti e della Ricerca che in questi decenni si sono focalizzati sullo sviluppo di soluzioni di Intelligenza Artificiale, per il controllo e l’attuazione di risposte a eventi in tempo reale.
Possiamo considerare l’Intelligenza Artificiale come una “costellazione di tecnologie che abilitano macchine evolute volte a integrare le capacità e l’intelligenza umana tramite l’ascolto, la comprensione, l’azione e l’apprendimento, consentendo ai sistemi uomo-macchina il raggiungimento di risultati e prestazioni significativamente maggiori a quelli ottenibili in precedenza”.
La definizione sottolinea tre aspetti fondamentali:
- Non si tratta di una singola tecnologia con un potenziale di applicazione definito, ma di un insieme di tecnologie che possono essere combinate, integrate e applicate in modi molto diversi abilitando un numero di soluzioni che oggi ancora non conosciamo.
- L’Intelligenza Artificiale nasce con l’obiettivo di aumentare le potenzialità umane e, in quanto tale, non va intesa come una sua sostituzione ma bensì come un complemento, che può e deve favorire sia la qualità del lavoro umano sia la sua efficacia. E’ destinata quindi a ridisegnare la relazione tra l’uomo e le macchine sia nell’ambito dello sviluppo di prodotti e servizi sia nella loro fruizione, consentendo di ottenere risultati significativamente diversi e di raggiungere obiettivi oggi inimmaginabili.
- La natura trasversale dell’Intelligenza Artificiale rispetto alle diverse tecnologie e ai settori industriali la rende un elemento pervasivo, alla base di buona parte delle future evoluzioni tecnologiche. In un contesto competitivo dove la costante capacità di innovare è diventata una delle principali chiavi di successo, la piena comprensione del potenziale offerto dall’AI si traduce in una leva competitiva molto importante.
Non si tratta quindi di una semplice tecnologia ma di un qualcosa di più articolato che mi piace considerare come esempio di tecnologia dirompente, con impatti potenziali maggiori rispetto a molte delle precedenti ondate tecnologiche trasformative alle quali abbiamo assistito.
Per dare una misura della rilevanza del potenziale di queste soluzioni, PwC nel suo Global Artificial Intelligence Study ha stimato che l’Intelligenza Artificiale porterà a una crescita del 26% (pari a 15,7 trilioni di dollari) nel PIL globale entro il 2030.
Tutto questo è possibile grazie a tre aspetti determinanti connessi con lo sviluppo di soluzioni di AI nelle imprese:
- Automazione Intelligente — l’utilizzo di tecnologie di AI permette alle aziende di superare i tradizionali limiti dei processi di automazione. Robot e Bot possono oggi supportare le aziende in tutti i loro reparti — dai processi produttivi alla Ricerca e Sviluppo fino al Customer Service — creando una vera e propria forza lavoro virtuale capace di effettuare lavori complessi che richiedono un certo grado di adattabilità, apprendimento e flessibilità. Per esempio, Machine Learning e Natural Language Processing hanno permesso ad alcune aziende di automatizzare la catalogazione e la gestione dei reclami.
- Potenziamento di persone e asset — l’AI permette alle aziende di aumentare l’efficienza e la produttività delle proprie persone e dei propri asset, agendo a supporto dell’attività umana e garantendo risultati non solo più rapidi ma migliori per l’azienda. Le stesse tecnologie, applicate ai processi produttivi e manutentivi, possono aumentare la capacità degli impianti produttivi, riducendo i tempi di fermo grazie a sistemi evoluti di Manutenzione Predittiva basati su Machine Learning, e di conseguenza migliorare l’efficienza nella gestione dei capitali aziendali.
- Diffusione dell’Innovazione — come osservato in passato per altre innovazioni radicali, l’AI rappresenta un motore di innovazione indotta per le aziende e un’opportunità per l’intera società. Per esempio, la diffusione di autovetture a guida autonoma può generare aziende nuove opportunità di interazione e vendita di servizi ai guidatori per le aziende permettendo alle municipalità di ripensare i propri modelli di gestione dei flussi di traffico nelle città.
Dalle esperienze professionali fatte sul campo in questi ultimi anni trasversalmente a più settori economici, come consulente Accenture prima, manager di aziende e Advisor per il Sistema Confindustriale poi, sull’onda della così detta Trasformazione Digitale supportata dai Governi mondiali secondo il modello dell’Industry 4.0, l’Italia si posiziona ancora in totale controtendenza rispetto agli altri Paesi rispetto alle potenzialità dell’AI. Oltre 1 su 2 tra i CXO — Chief Experience Officer — italiani ritiene che tali tecnologie possano generare una riduzione della forza lavoro nei prossimi 3 anni, mentre in tutti gli altri Paesi la maggioranza prevede un impatto positivo sulle dinamiche occupazionali.
Questo conferma che ancora non sono state comprese appieno le potenziali sinergie tra i nostri settori di eccellenza (legati alla creatività e alla bellezza) e l’AI. Da sempre infatti, l’innovazione tecnologica ha rappresentato un moltiplicatore delle capacità creative dell’essere umano: si pensi all’evoluzione degli strumenti musicali e al potenziale creativo abilitato da trasformazioni tecnologiche quali l’invenzione del pianoforte a sostituzione del clavicembalo. Si pensi quindi a cosa l’AI può fare nella moda, nel design, nel turismo. Per questo abbiamo preferito affrontare l’argomento con una logica trasversale rispetto a quella tradizionale “per settori” con il fine di illustrare tutti i possibili impatti positivi dell’AI, ciascuno di questi supportato e avvalorato da specifici casi di successo che in molti casi sono italiani.
È comprovato che l’AI può aiutare invece:
- “La contaminazione tra settori ed Ecosistemi” — le tecnologie possono essere l’innesco che abilita trasmissione di valore tra settori diversi o addirittura dalla pubblica amministrazione al settore privato. Si creano quindi nuovi ecosistemi cross-settoriali dove gli investimenti iniziali si ripartiscono su una scala maggiore incrementando il profitto e il Valore creato.
- “Lo sviluppo di nuovi modelli di business” — l’attenzione si sposta sulla singola realtà aziendale e su come l’applicazione combinata di nuove tecnologie di AI rappresenti sempre di più un momento di revisione dei modelli di funzionamento se non addirittura un punto di rottura con il passato, in favore di un nuovo approccio alla creazione di valore per i diversi stakeholder dell’azienda.
- “L’abilitazione del cambiamento in chiave di sostenibilità e impatto sociale” — si sviluppa una riflessione sui potenziali benefici a livello di sistema derivanti dall’adozione dell’AI nell’ambito delle infrastrutture, evidenziando le efficienze in termini di consumi energetici e sostenibilità ambientale derivanti da tale tecnologia come esempio del Valore sociale e dell’impatto dell’AI.
- “Il cambiamento di modello operativo a supporto del modello di business” — il focus torna a porsi sulla singola realtà aziendale e su come devono essere ripensati i modelli operativi e i relativi processi alla luce dei nuovi modelli di business. Per cogliere a pieno i vantaggi dell’AI è infatti indispensabile riuscire a individuare quali parti dell’attività automatizzare e quali rendere più flessibili
- “Le opportunità di sviluppo della forza lavoro” — superando la visione luddista che vede nell’introduzione dell’AI un pericolo per l’occupazione, si illustrano i nuovi mestieri che vedranno la luce nei prossimi anni, il valore sistemico creato dall’accesso di crescenti quote di consumatori a servizi ad alto valore grazie all’automazione e la necessità di acquisire sempre nuove competenze per rimanere competitivi.
La finestra temporale per adottare queste tecnologie è già aperta e nel prossimo futuro il nostro modo di fare e vivere il business verrà profondamente trasformato. In aggiunta, la crisi sanitaria ed economica che stiamo vivendo, comporterà un’accelerazione di tutto questo. Tutte le società si troveranno a essere divise in due gruppi: quelle capaci di integrare strategicamente all’interno del loro business tutte le potenzialità offerte da queste tecnologie e quelle che invece non lo sono.
Ora, perché tutto questo possa realisticamente trovare attuazione e pervasività in tutti gli ambiti del nostro vivere quotidiano è necessario che alla base di questa profonda trasformazione ci siano Soluzioni Cyber Fisiche capaci di:
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Raccogliere dati anche laddove sembra impensabile individuarli;
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Analizzare e interpretare i dati raccolti da diverse fonti in tempo reale al fine di individuare tutte le potenziali azioni di controllo e le diverse conseguenze rispetto alla correlazione di molteplici modelli di simulazione;
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Permettere attuazioni automatiche e istantanee, il più possibile in tempo reale, per ottimizzare la correzione dei sistemi gestiti tramite la condivisione dei dati raccolti con i Partner coinvolti.
Le tecnologie alla base di queste Soluzioni entrano a pieno titolo nella categoria delle cosiddette Deep Tech che utilizzano 7 fronti tecnologici del futuro ad alto impatto sociale: intelligenza artificiale, robotica, blockchain, biotecnologia e informatica quantistica.
Le Deep Tech possono trasformare il mondo, proprio come hanno fatto Internet e il Web. Basti vedere Tesla e Space X per capire come le startup innovative possono scuotere interi mercati consolidati grazie anche all’approccio problem-oriented e non più technology-driven con la quale nascono e si evolvono. Tecnologie emergenti che avranno un impatto su tutti gli aspetti della nostra economia, dando alle aziende la possibilità di creare e ampliare il Valore all’interno dell’ecosistema e abilitare nuovi modelli di business che consentono di ottenere nuovi flussi di ricavo indipendenti dalla vendita del singolo prodotto come ad esempio l’integrazione di servizi terzi a subscription.
Come si legge nel report Deep Tech: The Great Wave of Innovation pubblicato da BCG e Hello Tomorrow, queste tecnologie sono ormai un fenomeno globale, con oltre 8 mila società in 69 mercati e con investimenti che superano i 5.2 miliardi di dollari nel 2020. Purtroppo, nel nostro Paese siamo ancora a parlare non di Deep Tech, ma solo di deep fake.
Per collocarsi in una posizione di forza nel mondo Phygital, l’Europa deve aumentare la produzione di innovazioni ad alto impatto, lanciare e far crescere più imprese innovative e formare un numero ancora maggiore di talenti imprenditoriali di cui il mercato ha bisogno nel campo dell’innovazione.
Ad oggi, la tecnologia in sé non è più da considerarsi come una dimensione definitiva e a sé stante, bensì diventa sempre più marginale: uno strumento da utilizzare per ampliare l’esperienza di utilizzo all’interno di uno o più ecosistemi e risolvere i problemi che ogni giorno ci troviamo ad affrontare.
Il cambiamento è qui e ora. Tutte le realtà che vogliono diventare o rimanere leader nei propri mercati di riferimento devono cominciare a programmare, pianificare e prepararsi per questa nuova trasformazione.
메타데이터
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