Beppe Fenoglio: lo scrittore della Resistenza
Primavera 1963. Quando Garzanti pubblica Una questione privata, il romanzo rinvenuto tra carte e scartoffie da Lorenzo Mondo, Beppe…
Beppe Fenoglio: lo scrittore della Resistenza

Primavera 1963. Quando Garzanti pubblica Una questione privata, il romanzo rinvenuto tra carte e scartoffie da Lorenzo Mondo, Beppe Fenoglio è morto da pochi mesi. Si era spento a Torino il 18 febbraio 1963, lasciando un capitale letterario inedito immenso. Il libro viene riconosciuto come qualcosa di nuovo nella tradizione della letteratura della resistenza, che ormai imperava in Italia da circa venti anni. In cento pagine febbrili, intense, Fenoglio rilancia le ragioni pubbliche, comunitarie e politiche della lotta partigiana, intrecciando la questione pubblica — la guerra civile — a quella privata — il triangolo amoroso dei protagonisti, mai parte effettiva della storia ma solo evocati.
È Italo Calvino a consacrare al grande pubblico il romanzo, dicendo che «il libro che la nostra generazione voleva fare, adesso c’è», ponendo un punto fermo a quella tradizione che andava da Il sentiero dei nidi di ragno dello stesso Calvino, che raccontava della guerra vista dagli occhi di un bambino, in termini picareschi e fiabeschi — coerentemente alla cifra stilistica dell’autore — alla disillusione de La casa in collina, al coraggio de L’Agnese va a morire. Bisogna aspettare Fenoglio per avere il miglior romanzo sulla Resistenza — sempre a detta di Calvino — perché è solo con il tempo che si possono tirare le somme su un evento pregnante come la guerra civile che si è combattuta nelle Langhe. Quelle verdi colline che si perdono a vista d’occhio Fenoglio le conosce bene: ci nasce e ci combatte, le difende da ragazzo, le racconta da uomo. Tutto avviene lì, tra i boschi e le strade scoscese, ma soprattutto ad Alba. È naturale, allora, che l’esordio dell’autore avvenga con la raccolta di racconti dedicata alla sua città.
«Alba la presero in duemila il 10 ottobre e la persero in duecento il 2 novembre dell’anno 1944».
Nel lapidario incipit de I ventitré giorni della città di Alba si dipana il nucleo tematico su cui si concentra tutta l’opera di Fenoglio; non la grande vicenda o il conflitto militare, ma la pura osservazione empatica dei comportamenti degli esseri umani: coraggiosi, vili, ipocriti, sofferenti. È un’umanità sincera e spaventata quella che trapela dalle pagine dell’autore, che la guerra l’ha vista e l’ha fatta assieme ai protagonisti delle sue storie. È per questo che in lui è assente qualsiasi intento celebrativo: non c’è onore nella guerra di Fenoglio, solo morti. Cosa resta dopo il conflitto? Forse niente, solo l’incapacità di tornare alla vita normale. Per questo, quando i racconti vengono bocciati da varie case editrici cambia strada, prova a scrivere di altro, ma di cosa può parlare un uomo che ha conosciuto solo la causa partigiana? Tra i tanti scrittori del neorealismo italiano, Fenoglio è quello che più di tutti ha sacrificato se stesso durante la guerra, che più fatica a tornare alla normalità: per sostenersi accetta l’impiego presso un’azienda vinicola per cui cura la corrispondenza con l’estero, esperienza dalla quale prenderà spunto per La paga del sabato. Il romanzo, di cui è protagonista un ex partigiano che stenta a reinserirsi nella vita civile, doveva inizialmente essere pubblicato nella nuova raccolta Einaudi curata da Elio Vittorini, I gettoni, ma lo scrittore siciliano non è convinto: dopo aver persuaso Fenoglio a riscrivere il finale della storia, la boccia. Vedrà la luce solo nel 1969, ancora una volta un’opera postuma, ancora una volta un’opera che sarà poi accolta calorosamente, al contrario dei giudizi sferzanti ricevuti ai tempi dell’esordio. La critica non fu clemente con I ventitré giorni, tant’è che il periodico L’Unità li definì «ignobili racconti», una «rappresentazione qualunquista, tendenziosa, falsa, meschina», giudizi approssimativi derivanti dall’equivoco dello sguardo che l’autore rivolge alla Resistenza. A una letteratura del dopoguerra che crea il feticismo per il martire partigiano, per il soldato che muore in nome di un’idea come la patria, la libertà, la giustizia, Fenoglio oppone la letteratura che narra la tribolata vicenda umana dei partigiani: soldati allo sbando, a volte senza piani, a volte senza valori, descritti tra luce e ombra. Fenoglio non traccia una linea netta tra partigiani e nazisti, tra giusto e sbagliato — al contrario di tante altre narrazioni della Resistenza, come Uomini e no di Vittorini — ma condanna la guerra tutta senza distinzioni. La scrittura diventa l’unico modo per ricordare, per puntare il dito, perché la letteratura non è solo istinto, ma è un impegno morale arduo, è esercizio civile. È per questo che fa dire al partigiano Johnny, il protagonista di quello che lui definiva “il libro grosso”, di sentirsi «partigiano in aeternum», sottolineando la necessità di non dimenticare mai i fatti tremendi di quegli anni, di raccontarli fino all’ultimo giorno, proprio come farà lui, consumato a poco più di quarant’anni dai suoi due grandi amori: le sigarette e la scrittura. Narrare diventa la pratica inquieta che non gli diede soddisfazioni in vita e che lo rilegò ai margini di un panorama letterario a lui ostile, incapace di cogliere la grande lucidità delle sue pagine.
Uomo duro e leggermente ombroso, come lo descrivevano i suoi amici, Fenoglio è rimasto in penombra per gran parte della sua vita, coerentemente alla sua figura errabonda e solitaria, che esce allo scoperto solo in quella primavera del ’63, quando Una questione privata viene alla luce. Come ha scritto Piergiorgio Bellocchio, dopo le varie delusioni editoriali e dopo la morte, Fenoglio dal silenzio al quale era stato rilegato diventa “quasi improvvisamente” un grande scrittore. Lo scrittore per eccellenza della Resistenza, forse un titolo riduttivo per un autore così complesso che prova a fare i conti col passato, che racconta il modo in cui vincitori e vinti si specchiano l’uno nel dolore dell’altro, senza differenze.
메타데이터
- post_id
- 2129aab35971
- slug
- beppe-fenoglio-lo-scrittore-della-resistenza-2129aab35971
- url
- https://medium.com/@sarapaolella12/beppe-fenoglio-lo-scrittore-della-resistenza-2129aab35971
- canonical_url
- https://medium.com/@sarapaolella12/beppe-fenoglio-lo-scrittore-della-resistenza-2129aab35971
- author_url
- https://medium.com/@sarapaolella12
- status
- ok
- fetched_at
- 2026-07-21 08:44:55