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Recensione: “L’urlo dell’universo”, di Dario Menasce

Quando la Terra era ancora popolata da semplici esseri unicellulari, quando la rivoluzione biologica che portò alla formazione dei due…

Elisa Re · 2022-02-23 17:05 · 66 claps · 2.2 min read
#universo #libros #divulgazione-scientifica #fisica #onde-gravitazionali
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Recensione: “L’urlo dell’universo”, di Dario Menasce

Photo by Mathew Schwartz on Unsplash

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Quando la Terra era ancora popolata da semplici esseri unicellulari, quando la rivoluzione biologica che portò alla formazione dei due generi era ancora in atto, quando dell’uomo non vi era neanche l’ombra, ad una distanza di più di un miliardo di anni luce, nell’assoluta indifferenza dei primitivi abitanti del nostro pianeta, l’universo scatenò tutta la sua potenza, in una frazione di secondo, dando origine ad uno dei fenomeni più misteriosi di sempre: le onde gravitazionali. Dario Menasce, laureato in Fisica a Milano e con esperienze lavorative al CERN di Ginevra, con il suo libro “L’urlo dell’universo”, edito Hoepli, avvicina il lettore al vasto mondo delle onde gravitazionali.

Il libro si apre con la semplice vita di un ragazzo, Jacopo, da poco uscito dal mondo del liceo, che lavora i campi con il padre. Il lavoro di Jacopo è ostacolato da alcuni tubi, da cui è incuriosito. Dopo aver incontrato un uomo, Carlo Brodaschia, scopre che quei tubi provengono da un laboratorio: VIRGO. Jacopo viene invitato a visitare il laboratorio e, spinto dalla passione per la fisica che non ha mai alimentato, accetta. Nel laboratorio scopre l’affascinante mondo delle onde gravitazionali, provocate da scontri quasi istantanei tra buchi neri, di una forza inimmaginabile, in grado di modificare lo spazio-tempo e far sentire la propria “voce” anche agli umani. Jacopo apprende che il primo incontro con le onde gravitazionali è avvenuto il 14 settembre 2015, e che fu un italiano il primo ad accorgersene. Oltre a Carlo, Jacopo entra in contatto con molti altri scienziati, i quali mostrano le diverse aree del laboratorio e ne spiegano le funzioni.

I concetti di fisica che sono riportati sono di un livello molto avanzato, ma è incredibile il perfetto equilibrio trovato dall’autore tra linguaggio scientifico e quotidiano. Già dal primo capitolo, Menasce fa uso di esempi concreti, paragonando lo scontro tra boe in acqua a quello tra buchi neri e spiegando la successiva formazione di onde gravitazionali. La lettura è ulteriormente facilitata dalla “cronologia”, ovvero descrizioni delle prime scoperte scientifiche nell’ambito delle onde gravitazionali.

Da sottolineare è l’importanza del protagonista, Jacopo, in cui il lettore è automaticamente spinto ad immedesimarsi: seppure non abbia molte nozioni di fisica, si sforza di capire i vari concetti che gli sono presentati, ammettendo più volte di essere in difficoltà e ponendo agli scienziati le domande che a chiunque, leggendo, verrebbero in mente. A partire dal quinto capitolo, questo personaggio passa da statico a dinamico, mostrando tutto il suo interesse per la fisica.

Al termine del libro, seppur non esplicitamente, il lettore percepisce il messaggio lasciato tra le righe da Menasce: un invito allo stupore, alla curiosità, alla voglia d’indagare sul perché delle cose, ad alzare gli occhi al cielo e meravigliarsi perché, come scrive lo stesso fisico “La natura sa sempre stupire gli scienziati, ben più di quanto loro si aspettino”.


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