IL TEATRO SECONDO LIGUORI: TRE COMPARI MUSICANTI.
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IL TEATRO SECONDO LIGUORI: TRE COMPARI MUSICANTI. Storie minime nella grande storia: briganti, borbonici, francesi
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Giorno: 29/04/2022
Luogo: Teatro Diana, Nocera Inferiore (SA)
Genere: Drammatico
Produzione: Italia, 2022
Durata: circa 90 min.
Regia di: Paolo Apolito
Attori: Paolo Apolito e Antonio Giordano
Un docente universitario di Antropologia Culturale, nonostante la sua età, ha ancora tanta forza fisica e verbale, tale da permettergli di fornire allo spettatore con suggestione ed ottima capacità narrativa una materia spesso assente o dimenticata nei libri di Storia: le tradizioni, il folklore, le leggende, i sentimenti, gli aneddoti e le vite della povera gente, quelle “storie minime” che sono la Storia più dei condottieri e delle battaglie militari.
Il suo spettacolo “Tre compari musicanti” (2022), da lui scritto, diretto ed interpretato, ce lo vuole ricordare, tra fluidità di racconto e reminiscenze, cambio di tonalità per la miriade di personaggi che da solo Apolito mette in scena, tra parole e gesti, non senza riscontrare all’inizio qualche difficoltà recitativa in relazione a due o tre incertezze. Degna di nota e di attenta ricerca, oltre che di impianto teorico edificante, è la citazione di Rocco Scotellaro, un altro furto alla Memoria come l’intera materia trattata. I ponti con la cosiddetta “Grande Storia” e con la contemporaneità sono tanti. Tuttavia, mentre per i primi, tra metafore e concretezze ci s’affida bene all’intuito del pubblico, con i fatti del mondo di oggi si chiude in poesia, con eleganza evocativa, ma non basta: Apolito avrebbe potuto osare di più, non solo con un piccolo riferimento conclusivo alla tragedia dei migranti del Terzo Millennio.
Perché, in fondo la Storia è tale solo se continua, se la si legge da una prospettiva diacronica, oltre che sincronica. Le musiche popolari suonate o intonate da Antonio Giordano con diversi strumenti, tra cui la zampogna, sono belle, ritmiche come il susseguirsi della Storia attraverso le “minime storie”, ma manca un equilibrio, oltre che spesso un’interazione raggiunta tuttavia due o tre volte, tra i due interpreti (inoltre, le parole sono di gran lunga maggiori rispetto alle melodie), e quest’aspetto è tale da non riuscire a dare all’intera opera quella veste emozionale che avrebbe potuto garantire, affascinando senza incanto.

VOTO: DISTINTO 🌟🌟🌟
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