Giochi in coffa d’albero
Pirati nel bosco di Laura Tenorini e Mirka Ruggeri, Natura e Cultura editrice, 2021
Giochi in coffa d’albero
Pirati nel bosco di Laura Tenorini e Mirka Ruggeri, Natura e Cultura editrice, 2021

Il titolo è un esercizio di fantasia. La storia ha una trama semplice. Semplice non vuol dire banale.
Il racconto si svolge in un pomeriggio. Protagoniste due bambine Irma e Clara, un bosco, la fantasia, i giochi all’aria aperta. Sono amiche hanno in comune la passione per le storie di pirati.
Irma, che vive in città, un pomeriggio va a trovare Clara che vive in una casa immersa nella natura: alberi, ruscelli, laghi e cascate, un vero paradiso dove ti aspetti di essere interpellata da un momento all’altro da Talpa, Topo e Rospo.
Una corsa nel bosco, la libertà, l’autonomia, un albero caduto, un lago offrono mille possibili scenari ai giochi.
Irma e Clara ci proiettano attraverso il loro immaginario, nutrito di storie avventurose, su una nave da pirati, in mari sconosciuti e isole che non c’erano, cambuse e gallette ai vermi!
L’albero abbattuto è la nave da pirata, qualche ramo spezzato si trasforma nelle necessarie sciabole.
Un pomeriggio spensierato di quelli che spero tutti noi abbiamo avuto modo di trascorrere e far trascorrere ai nostri bambini.
Racconto a fumetto, curato nei particolari sin dai risguardi, il volume ha il formato dell’albo che garantisce il giusto respiro alla storia.
Dietro questa storia ariosa, scritta da Laura Tenorini e illustrata da Mirka Ruggeri con grande cura, c’è tutto il loro portato culturale, la loro capacità di creare un’architettura equilibrata tra uso sapiente della parola e tratto elegante delle immagini.
Quello che ho apprezzato è la naturalezza nella costruzione dei giochi di immaginazione delle bambine, niente di smielato o artificioso, ma neanche minimizzato.
In quei giochi messi in atto dalle due protagoniste vi è tutta la complessità che le esigenze di messa in scena comportano come le trasformazioni simboliche di oggetti e luoghi in funzione della sua elaborazione.
Scriveva il filosofo Eugen Fink: “Il gioco non ragiona e tuttavia non è affatto privo di pensiero”.
Il gioco infatti è ricco di pensiero! Questo racconto mi ha rammentato che il gioco ha il potere di trattenerci nel presente pur aprendo una parentesi di tempo e spazio speciali e intrisi di gioia.
Il gioco sovverte la routine e quindi è sovversivo delle abitudini di pensiero.
Irma e Clara, le due piratesse, sono liberate da ogni condizione di vita reale e si regalano favolose possibilità.
Sappiamo che il gioco nei bambini è il centro felice dell’esistenza e contribuisce alla costruzione del sé.
Un altro elemento che ho apprezzato è la sana relazione con la natura, una vera integrazione con l’oikos, che mi ha riportato a riflessioni, per me urgenti, sul rapporto tra noi e l’altro, che implica l’idea di **Umwelt nel suo più intrinseco significato di ambiente come spazio di esistenza ed empatia.**
Il libro è corredato da un bel segnalibro che ai lettori fa sempre piacere e un poster con le illustrazioni di copertina da appendere in camera per viaggiare sulla nave dei pirati che solca mari d’erba!
Buona lettura.
Età 6+

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