← Back to list

Kim Jong Un: comunicazione e propaganda

Qual è il rapporto tra Kim Jong Un e i new media?

Noemi Anconitano · 2024-07-08 16:42 · 0 claps · 7.7 min read
#social-media #propaganda #corea-del-nord #comunicazione #social-network
Open on Medium ↗
Wiki topics: 🔒 · Cybersecurity

Kim Jong Un: comunicazione e propaganda

Qual è il rapporto tra Kim Jong Un e i new media?

© All rights reserved to the rightful owner of the image.

© All rights reserved to the rightful owner of the image.

Introduzione

Kim Jong Un, nato a Pyongyang nel 1983, è un politico, militare e dittatore nordcoreano, successore diretto del Presidente Eterno, Kim Il Sung. Ha ereditato il ruolo di leader supremo della Repubblica Democratica Popolare Coreana (d’ora in poi, R.D.P.C.) nel 2011 dal padre Kim Jong Il, nonché la posizione di Segretario Generale e Presidente del Partito del Lavoro di Corea (d’ora in poi, K.W.P. — dalla dicitura inglese “Korean Workers’ Party”). È importante notare anche che, dal 2011, ricopre la carica di Comandante Supremo dell’Armata del popolo coreano.

Kim Il-sung, Kim Jong-il e ora Kim Jong-un hanno mantenuto il loro seguito tra le masse popolari trasmettendo non solo terrore ma anche coraggio e fiducia, guidando i nordcoreani nelle loro scelte e proteggendoli dai pericoli. Anche grazie al nucleare.

Nella vita di tutti i giorni l’ideologia che supporta i dittatori coreani è ben precisa, basata sulle gesta dei leader, sul loro passato dai tratti mitologici ed eroici. L’escalation nucleare è solo l’ultima dimostrazione di forza da parte di un regime che continua a credere nella visione del mondo raccontata da Kim Il-sung. Con riferimento alla situazione politico-istituzionale odierna e passata della Corea del Nord, è semplice desumere come le informazioni sul Paese e sul suo leader siano imparziali, intrise di propaganda da una e l’altra parte e, soprattutto, limitate nella realtà che raccontano. In questo elaborato si vuole, quindi, prescindere da posizioni e ideologie politiche, cercando di affrontare l’argomento nel modo più oggettivo possibile.

Comunicare con le masse: analisi dei metodi comunicativi del Presidente con il popolo nordcoreano

Essere al potere in una dittatura e ricoprire il ruolo di leader supremo non è semplice come sembra: controllare e tenere a bada le masse attraverso una comunicazione efficace e piena di slogan, affiancata al monopolio della forza, è l’unica strada da percorrere.

Il Presidente Kim è avvolto, ai nostri occhi, da una coltre di mistero e carisma. Come è possibile gestire una popolazione di poco meno di 25 milioni di persone? Per trovare una risposta, è essenziale fare riferimento anche a Kim Il Sung e Kim Jong Il. Qualunque siano le scelte del giovane leader, non può assolutamente accennare al fallimento della politica di “autosufficienza” del Juche di suo nonno o delle politiche del Songun (“prima i militari”, N.d.A.) di suo padre: ciò mostrerebbe debolezza e inviterebbe a sfidare il suo potere, sia dall’interno che dall’esterno.

© All rights reserved to the rightful owner of the image.

© All rights reserved to the rightful owner of the image.

Nonostante ciò, Kim Jong Un è stato in grado di circuire questa difficoltà, assumendo un proprio slogan ideologico: Byungjin (“progresso parallelo”, N.d.A.), che implica progresso economico e militare in crescita reciproca. Kim ha, poi, consolidato la sua presa sul potere abbracciando gli strumenti coercitivi usati da suo padre e suo nonno. Il suo regime ha, difatti, usato la forza e la minaccia di violenza combinate con incentivi e controllo per reprimere il dissenso interno e rafforzare la sicurezza interna. La Corea del Nord, in particolare, si è posizionata ultima nella classifica stilata nel 2017 da Reporter senza frontiere, mentre nella classifica del 2021 si trovava nella penultima posizione. Tutti i media del Paese sono di proprietà del governo; pertanto, la loro unica fonte di informazioni è la Central Press Agency, la quale — attraverso un dedito e totale controllo dei mezzi di informazione — dedica gran parte delle proprie risorse alla propaganda politica e alla promozione del culto della dinastia Kim. Un esempio di quanto appena affermato è dato dal quotidiano Rodong Sinmun (letteralmente,“Giornale dei lavoratori”) che è il giornale ufficiale del Comitato centrale del KWP. La sua importanza si riflette non solo sul suolo nazionale, ma anche a livello internazionale. Ciò è dimostrato anche dal fatto che, nel 2012, è stata lanciata la versione in lingua inglese, facilmente reperibile sul web.

© All rights reserved to the rightful owner of the image.

© All rights reserved to the rightful owner of the image.

Il Rodong Sinmun, sulla linea della Central Press Agency, dal 1996 ha iniziato a pubblicare un’edizione speciale di Capodanno, volta all’indicazione delle politiche del nuovo anno, contenendo lodi all’ideologia del leader, al governo e incentivando la crescita del Paese. Sono presenti anche articoli critici sulle politiche della Corea del Sud, del Giappone, degli Stati Uniti d’America e dei paesi occidentali nei confronti della Corea del Nord. Questa tradizione, però, ha avuto fine nel 2013, quando Kim Jong Un tenne, in radiotrasmissione, il primo discorso di Capodanno dopo 19 anni.

© All rights reserved to the rightful owner of the image.

© All rights reserved to the rightful owner of the image.

L’uso di quotidiani come mezzi di comunicazione è accompagnato dalla TCC (Televisione Centrale Coreana), principale canale televisivo della Corea del Nord, avente sede nella capitale Pyongyang. Questo fa parte del Sistema centrale coreano delle trasmissioni radiotelevisive, la sola azienda radiotelevisiva del paese di proprietà pubblica che gestisce altre tre reti televisive ed alcune stazioni radiofoniche. La sua peculiarità, in particolare, è data dalla programmazione: questa, dal 2013 — nei giorni feriali — fissa l’orario di inizio delle trasmissioni alle 15:00; il termine, invece, dei programmi è fissato attorno alle 23:00. Negli orari di inattività, il canale trasmette di solito barre colorate e tono audio continuo. La programmazione è in gran parte improntata alla glorificazione nazionale e alla propaganda politica e patriottica, e si può definire sottoposta a censura. Tutto ciò che viene trasmesso, infatti, è atto ad esaltare la nazione e denigrare i “nemici” (primi fra tutti gli Stati Uniti d’America e i fratelli del Sud).

Prescindendo dal mezzo utilizzato dal leader, è sempre comune il linguaggio. Nelle notizie di portata esclusivamente nazionale, viene usata la lingua coreana con registro formale e il riferimento a Kim Jong Un avviene sempre con l’onorifico “dongji” (Camerata, N.d.A.), quasi a ricordare sia la sua vicinanza al popolo, che la sua superiorità di rango.

Una comunicazione sempre più social: modernizzazione o strategia?

Una delle più importanti differenze tra Kim Jong Un e i suoi predecessori sta nella “modernizzazione” dei mezzi comunicativi. Se Kim Il Sung e Kim Jong Il hanno sempre fatto appoggio su mezzi di comunicazione di massa tradizionali — i c.d. “mass media” –, l’attuale leader ha incominciato a sfruttare i nuovi media digitali, attuando un innovato stile comunicativo sulle reti sociali. L’idea, alla base di questo progresso, è quella di far percepire la R.D.P.C. come un paese “normale” dove le persone vivono vite semplici ed ordinarie, proprio come succede nel Sud e in Occidente.

A fronte di ciò, il giovane Presidente sta utilizzando con sempre più frequenza i social network, capaci di raggiungere in millisecondi un’audience più ampia e internazionale. Un esempio è il canale YouTube “Echo of Truth”, progettato con lo scopo di alterare il più possibile l’immaginario comune globale sulla Corea del Nord. Prima della sua rimozione nel 2020 — se ne parlerà in modo più approfondito in un secondo momento –, contava oltre due milioni di visualizzazioni e quasi 35.000 iscritti e fungeva da vetrina sulla vita quotidiana di un nordcoreano comune. In ogni video pubblicato, una giovane donna di nome Un A, guida lo spettatore straniero attraverso un mondo lontano dall’immaginario occidentale, venduto come verità assoluta dai nemici del regime (il riferimento è agli Stati Uniti e alla Corea del Sud) e che vede il Paese come un tumulto di violenza, carestie, abusi e accumulo di armi nucleari.

© All rights reserved to the rightful owner of the image.

© All rights reserved to the rightful owner of the image.

Questi contenuti sono, quasi con sicurezza, sottoposti al vaglio delle autorità di censura e la giovane Un A, piuttosto che una semplice e indipendente cittadina che ha spontaneamente aperto il canale, è un braccio del governo di Kim con il fine di costruire un’immagine moderna e globalizzata della R.D.P.C.

È curioso notare come il canale e la proprietaria dello stesso hanno affrontato le testate giornalistiche straniere sul tema della mancata e scarsa gestione degli approvvigionamenti alimentari in tempi di COVID-19. Nel video in questione, Un A si appresta ad accertare la disponibilità dei prodotti e la stabilità dei prezzi — intervistando anche dei clienti di un supermercato. Il video si conclude con una frase d’effetto: “penso che le fake news siano l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno in questo periodo di dura battaglia contro il Covid-19”.

E sembrerebbe essere proprio la diffusione di fake news la motivazione per l’abolizione del canale. Si potrebbe dire, davanti a un contenuto simile, che l’arrivo della decisione di YouTube fosse solo una questione di tempo. L’unica cosa che ha impedito alla piattaforma di rimuoverlo prima è stato il rischio di limitare i diritti di libertà di parola. In realtà, non è stato specificamente annunciato il motivo per cui YouTube lo abbia rimosso; tuttavia, possiamo ipotizzare che fosse dovuto alla promulgazione della propaganda rivolta a un pubblico straniero e lo abbia fatto in modo sottile e allettante. YouTube, in caso contrario, avrebbe rischiato di essere visto come un sostenitore di un regime così pericoloso, come viene percepito da fuori, quale quello della Corea del Nord.

I social network, quindi, sembrano fungere da moderno rinforzo ai tradizionali canali di comunicazione governativa: figure come quella di Ri Chun Hee — la storica presentatrice in abito tradizionale rosa della KCTV, divenuta celebre per il trasporto e lo stile roboante con cui accompagnava gli annunci importanti, dalla morte dei Grandi Leader al successo dei test nucleari — cedono il passo a giovani video blogger che, con uno stile decisamente più informale e accattivante, presentano la vita mondana dei nordcoreani, o meglio, di coloro i quali hanno tratto i maggiori benefici dall’arrivo al potere di Kim Jong-un.

© All rights reserved to the rightful owner of the image.

© All rights reserved to the rightful owner of the image.

I moderni contenuti multimediali, spesso offerti in lingua inglese sui social più utilizzati all’estero, risultano particolarmente attrattivi per l’audience straniera. In aggiunta, il coinvolgimento della classe media emergente permette, da un lato, di dare ampia visibilità all’operato di Kim in termini di performance economica, nella speranza di trarne una maggiore legittimazione sul piano internazionale, e, dall’altro, di incontrare la sensibilità del pubblico occidentale che potrebbe iniziare a considerare la Corea del Nord sempre meno come un outsider.

Bibliografia e sitografia

“Kim Jong Il’s leadership, key to victory”, Naenara, 2006

“North Korea ranked the world worst in Freedom of Press”, Voice of America, 2015

“Corea del Nord, Kim Jong Un cavalca al tramonto in spiaggia nel documentario di propaganda”, Repubblica, 2022

Min Byung-won, Cho Dong-jun, Kim Kim-wook, International Relations and Changes in North Korea After the Cold War, Korea Institute for National Unification, 2009

Kim In-tae, Analysis of North Korea’s Nuclear Threat Readiness Posture — Focusing on the Government’s Non-Military Area Readiness Posture, Korean Association of Security Guards — No. 42 (2015): 205–227

Loretta Napoleoni, Kim Jong Un: il nemico necessario, Rizzoli, 2018

“North Korean Propaganda Gets a YouTube Makeover: Fewer Parades, More Pizza”, New York Times, 2020

“Study: North Korea, China, and Russia top internet censorship charts”, TheNextWeb, 2020

Andei Lankov, THE RESURGENCE OF A MARKET ECONOMY IN NORTH KOREA, Carnegie Endowment for International Peace, 2016


메타데이터
post_id
35689755c682
slug
kim-jong-un-comunicazione-e-propaganda-35689755c682
url
https://medium.com/@noemianconitano/kim-jong-un-comunicazione-e-propaganda-35689755c682
canonical_url
https://medium.com/@noemianconitano/kim-jong-un-comunicazione-e-propaganda-35689755c682
author_url
https://medium.com/@noemianconitano
status
ok
fetched_at
2026-07-17 21:41:29