Il Padrone del tempo
Il Padrone del tempo
Rohan Dennis vince la cronometro da Trento a Rovereto. Yates difende la Maglia Rosa dall’assalto di Dumoulin che ora è a 56". Pozzovivo sempre più a podio, Froome si rilancia.
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Il vincitore di tappa Rohan Dennis[/caption]
Il tempo è tiranno, è denaro, è concetto indecifrabile e indescrivibile. Il tempo nel ciclismo è l’essenza del tutto, un infinito compagno di viaggio, l’avversario più duro da battere. Il tempo è cronometro, una lancetta che scorre inesorabile con il passare dei metri, biciclette che sembrano razzi, corridori che diventano parte integrante del mezzo. Imponente è Tom Dumoulin, nella guida, nella classe e in quella sua abilità unica nello sprigionare potenza sulle pedivelle. Imponente è anche Simon Yates, uno scricciolo rispetto al rivale olandese. Il britannico ha dato tutto per difendere la Maglia Rosa cucita addosso sotto forma di body superaerodinamico. L’impresa è riuscita. È cambiato tutto ma non è cambiato nulla. La classifica è mutata nei piazzamenti e nei distacchi ma al comando c’è sempre lui, il più forte, il più spettacolare, il più solido. La vittoria di tappa va a Rohan Dennis, una rivincita dopo la beffa di Gerusalemme ed una conferma di quanto buono fatto sinora. È cambiato tutto dalla prima cronometro e tutto è rimasto come prima.
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La cronometro da Trento a Rovereto, 34 km piatti intervallati da qualche saliscendi, è questione di potenza, roba per specialisti. Il Giro 101 attraversa il limbo di terra trentina che guarda le Alpi col naso all’insù. Un percorso che comporta distacchi ampi ma non abissali, un modo come tanti per tenere ancora aperti i giochi fino a Roma. Sulla pedana riecheggiano le note di “Time”, l’inno pinkfloydiano al tempo e allo scorrere inesorabile di ogni istante. I volti sono tesi, gli occhiali nascondono la tensione di chi ha tutto da perdere e nulla da guadagnare. Simon Yates è l’ultimo a partire, Dumoulin ha già iniziato la propria rincorsa al primato. Al traguardo intanto arriva Fabio Aru, con rabbia, carattere, forse frustrazione. Una prova d’orgoglio che vale più di mille parole dopo la debacle fisica e (soprattutto) psicologica di Sappada. Dennis fa registrare il tempo migliore, Tony Martin rimanda ancora l’appuntamento con la vittoria perduta nella specialità preferita. I piccoli sudamericani López e Carapaz si difendono come possono, la lotta per la Maglia Bianca si deciderà in montagna, il terreno prediletto da entrambi. Chris Froome lancia un altro segnale, non altisonante come quello dello Zoncolan ma comunque importante. Il keaniano bianco è pronto a lottare, per il podio o per un piazzamento poco importa. Il Giro va onorato, sempre. Domenico Pozzovivo fa un altro passo verso il sogno del podio, un risultato insperato e reso concreto dalle difficoltà odierne di Thibaut Pinot.
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Tom Dumoulin, campione del mondo a cronometro[/caption]
Le campagne trentine si illuminano allo sfrecciare della maglia iridata di Dumoulin. L’olandese è il solito esempio di stile ed eleganza, le tossine accumulate nel weekend di alta montagna fanno però fatica ad assorbirsi. Il sogno di riprendersi la Rosa svanisce col passare dei chilometri e con le informazioni che giungono dalla radio circa la prestazione di Yates. Lo scalatore della Mitchelton-Scott si difende egregiamente, il vantaggio accumulato tra Zoncolan e Sappada è quanto basta per iniziare la terza settimana ancora al comando della classifica generale. Il Giro ha cambiato fisionomia ma non padrone, ha riaperto lotte già chiuse e ne ha chiuse altre che sembravano aperte.
Dopo l’interlocutoria frazione di domani nel cuore della Franciacorta, la Corsa Rosa calerà il tris decisivo per il destino di molti. A Pratonevoso, Jaffreau e Cervinia l’onore e l’onere di esprimere il giudizio definitivo sulla affascinante ed intensa battaglia per la Maglia Rosa numero 101. Dumoulin ci proverà, Yates si difenderà. Ma la filosofia del britannico è quella di difendersi attaccando. Lo ha fatto dalla Sicilia alle Alpi, su salite lunghe, muri in pavé e a cronometro. Padrone della montagna e ora anche del tempo. Il Simon Yates di oggi non conosce limiti.
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CLASSIFICA DI TAPPA: 1. Rohan DENNIS (Aus — Bmc) 34,2 km in 40’00’’, media 51,3 km/h; 2. Martin (Ger) a 14’’; 3. Dumoulin (Ola) a 22’’; 4. Van Emden (Ola) a 27’’; 5. Froome (Gb) a 35’’; 6. Aru a 37’’; 7. Dowsett (Gb) a 40’’; 8. Ulissi; 9. Haga (Usa) a 47’’; 10. De La Cruz (Spa) a 1’01’’; 22. Yates (Gb) a 1’37’’; 33. Pozzovivo a 2’20’’; 50. Lopez (Col) a 2’47’’; 52. Carapaz (Ecu) a 2’57’’; 66. Pinot (Fra) a 3’19’’.
CLASSIFICA GENERALE: 1. Simon YATES (Gb — Mitchelton-Scott); 2. Dumoulin (Ola) a 56’’; 3. Pozzovivo a 3’11’’; 4. Froome (Gb) a 3’50’’; 5. Pinot (Fra) a 4’19’’; 6. Dennis (Aus) a 5’04’’; 7. Lopez (Col) a 5’37’’; 8. Bilbao (Spa) a 6’02’’; 9. Carapaz (Ecu) a 6’07’’; 10. Konrad (Aut) a 7’’13’’.
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