← Back to list

7 domande ai BlackStars

A cura di Sergio Grossi

Rock Per Tutti · 2026-01-15 20:02 · 0 claps · 4.9 min read
#hard-rock #rnr #sergio-grossi #intervista
Open on Medium ↗

7 domande ai BlackStars

A cura di Sergio Grossi

In un momento storico in cui l’hard & heavy sembra vivere una nuova stagione di riscoperta, i BlackStars arrivano con un debutto che unisce nostalgia autentica e consapevolezza moderna. Per capire meglio la visione dietro questo progetto, abbiamo scambiato qualche parola con il cantante Tony Pecere, che ci ha raccontato come è nata la band, quali sono le sue intenzioni artistiche e cosa significa oggi riportare sul palco l’attitudine ribelle degli anni ’80.

  1. Da dove nasce l’urgenza di formare i BlackStars proprio adesso, in un panorama che sembra oscillare tra nostalgia e modernità?

Più che urgenza parlerei proprio di un’esigenza nata dall’amore per la musica con la quale siamo cresciuti, e indubbiamente i tempi erano maturi. Il panorama musicale attuale, con un tempismo ciclico, sta riscoprendo la musica degli anni ’80, e in questo contesto è maturata in Max l’idea di suonare il genere che amiamo, e tornare a farlo con il gusto compositivo proprio di quegli anni, una nostalgia compositiva che non vuole però rinunciare al contemporaneo apporto tecnologico, che oggettivamente semplifica diverse fasi della produzione e conferisce alle canzoni finite, dei suoni moderni. Con questa precisa idea Max ha poi coinvolto gli altri membri della band cercandoli tra persone che fossero allineate a questa idea.

  1. Qual è stato il punto di incontro tra le vostre diverse esperienze musicali, quello che vi ha fatto dire “ok, questa è la direzione giusta”?

In effetti è un continuo confrontarci, proprio perché veniamo da esperienze variegate, tutte di un certo spessore, e che quindi hanno determinato per ognuno la formazione di un differente approccio personale ai brani e alla composizione. Non è sempre facile trovare il punto di incontro, ma ci riusciamo, anche grazie all’ampio bagaglio di conoscenza della musica degli anni ’80 che ci accomuna, sebbene a volte con sfumature diverse. Forse sono proprio queste sfumature diverse che arricchiscono il risultato finale. Non parlerei di “direzione giusta” nel senso che non abbiamo stabilito a tavolino una direzione cui attenerci, ma siamo consapevoli del mood che vogliamo esprimere con le nostre canzoni, e cerchiamo di affinarle, fino a quando non siamo soddisfatti del risultato finale.

  1. Il vostro sound richiama volutamente una certa tradizione hard & heavy: è una scelta identitaria o un linguaggio naturale per voi?

Credo di poter dire che è entrambe le cose. Sia una scelta identitaria, per la precisa volontà di tornare a fare quel tipo di musica; sia un linguaggio naturale, perché quella musica fa parte di noi, è nel nostro DNA, ed è quindi naturale voler esprimere quella identità connaturata.

  1. Quanto è stato importante lavorare con Underground Symphony per definire l’estetica e la visione del progetto?

In realtà il contatto con questa ottima e storica label è avvenuto a disco praticamente già definito, sia per la parte musicale che per la parte grafica. Si trattava solo di chiudere i mix con eventuali correzioni ed eseguire la sessione fotografica nella location che avevamo già scelto e con il look che avevamo sostanzialmente già definito durante la lavorazione dei brani. La copertina invece è stata concordata con l’etichetta, come il formato digipack, proprio perché essendo la presentazione della band, fosse dell’impatto desiderato, ed è volutamente ispirata da una certa irriverenza tipica dell’hard & heavy degli anni ’80. Infatti gli algoritmi AI dei social, che sono addestrati dal miope e fazioso puritanesimo moderno, ci stanno dando spesso dei grattacapi, dato che la copertina ritrae una ballerina vestita il minimo indispensabile, ma che negli anni ’80 sarebbe passata inosservata, segno che viviamo in tempi molto meno liberi di quanto ci raccontiamo. In questo senso, oserei dire che il nostro disco è una boccata di aria fresca che ci voleva proprio, perché riscopre, ora che è necessario, quella vera volontà di trasgressione e ribellione tipica degli anni ’80, ma che oggi si è persa in un conformismo manicheo, dove la ribellione viene solo rappresentata, e solo con i linguaggi consentiti dal sistema del politicamente corretto che è diventato un crimine sottoporre ad analisi critica. Come diceva Debord ne “La società dello spettacolo”, la rappresentazione della ribellione NON è ribellione.

  1. Nel processo creativo, siete più istintivi o più metodici? C’è qualcuno che tende a tirare il gruppo da una parte o dall’altra?

Anche in questo caso devo dirti che valgono entrambe le cose in fasi diverse. Per la composizione iniziale l’approccio è sempre istintivo per cogliere al meglio l’immediatezza e la forza dell’idea così come arriva con il suo riff. Poi arriva la fase più metodica, nella quale si arrangia il brano, si definisce la struttura e le diverse parti, cercando di rispettare la forma canzone tipica del genere. A questo punto può capitare che una parte o la struttura non ci convinca, e si cercano soluzioni che ci convincano tutti, che possono essere frutto di metodo compositivo, o di intuizione. In ogni caso è il tenere in debito conto entrambi gli aspetti, istinto e metodo, che ci ha fatto arrivare ai brani che sentite nell’EP. Per ora non c’è un personaggio unico che traina la band in una specifica direzione, ci sono stati momenti in cui è capitato a tutti di dare il proprio contributo che ha orientato il brano verso una soluzione piuttosto che un’altra.

  1. Qual è l’aspetto del vostro debutto di cui andate più fieri, quello che rappresenta davvero “chi sono i Black Stars”?

Beh, le canzoni ovviamente, che sono frutto del nostro lavoro autentico e di cuore, ma anche la presentazione grafica fatta con delle foto di qualità ed un look curato. Senza trascurare il video promozionale del singolo Dead Shots che riunisce musica e immagine, con la precisa idea di ciò che volevamo trasmettere su entrambi i piani, anche con un po’ della trasgressione e irriverenza di cui dicevamo prima, e che dovrebbe tornare a farsi vedere nelle produzioni artistiche. Ma non quella addomesticata che piace al mainstream, esattamente l’opposto, perché se piace ai padroni del discorso non trasgredisce proprio nulla.

  1. Guardando avanti: vi sentite già proiettati verso un full‑length o preferite consolidare prima l’identità live e il rapporto con il pubblico?

In questo momento ci stiamo preparando nell’eventualità di qualche show, ma qualche brano nuovo è già in cantiere. Non abbiamo ancora deciso se pubblicheremo un album o se continueremo con la formula dell’EP, che ci sembra vincente e forse più adeguata ai tempi attuali, ma quando faremo uscire qualcosa, lo saprete. Il rapporto col pubblico sarà sicuramente fondamentale, tornare sul palco è tra le nostre priorità, sia per godere dell’energia dei live, sia anche per proporre qualche canzone in più rispetto all’EP, con una scaletta più sostanziosa. Detto questo, non posso che ringraziarvi per lo spazio dedicato e invito a sentire il nostro lavoro sulle piattaforme, guardare il video di Dead Shots, e a seguirci sui canali social. Ciao!

La conversazione con Tony restituisce l’immagine di una band determinata, lucida e profondamente legata alle proprie radici, ma allo stesso tempo pronta a confrontarsi con il presente senza compromessi. I BlackStars hanno le idee chiare, sia sul piano estetico che su quello musicale, e il loro EP ne è la prova concreta. Ora non resta che vederli dal vivo, dove quella miscela di energia, identità e spirito old‑school potrà esprimersi al massimo. Nel frattempo, il consiglio è semplice: recuperate l’EP, guardate il video di Dead Shots e tenete d’occhio i loro canali, perché il viaggio è appena iniziato.


메타데이터
post_id
418e6edb037d
slug
7-domande-ai-blackstars-418e6edb037d
url
https://medium.com/@RockPerTutti/7-domande-ai-blackstars-418e6edb037d
canonical_url
https://medium.com/@RockPerTutti/7-domande-ai-blackstars-418e6edb037d
author_url
https://medium.com/@RockPerTutti
status
ok
fetched_at
2026-07-13 09:35:19