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Programmazione, dubbi di inizio carriera: come si diventa programmatori? | Becoming Dev

Come si diventa programmatori? Sarò bravo? Troverò lavoro? La mia esperienza tra corsi e da autodidatta

Mao · 2020-02-17 21:10 · 0 claps · 6.3 min read
#italian #programming #coding #programmare
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Programmazione, dubbi di inizio carriera: come si diventa programmatori? | Becoming Dev

Come si diventa programmatori? Sarò bravo? Troverò lavoro? La mia esperienza tra corsi e da autodidatta

Indice:

# Introduzione

# Conviene diventare programmatori?

# E’ facile trovare lavoro?

# Come faccio a sapere se mi piacerà e se sarò bravo?

# Come imparo a programmare?

# Conclusioni

Introduzione

Dicembre 2016: addetta front office / commessa

Gennaio 2017: inizio corso di 300 ore di programmazione Android per principianti

Giugno 2017: ottenuto uno stage, in teoria di programmazione, in realtà di tutt’altro. Ho dunque continuato a studiare da autodidatta al di fuori del lavoro.

Gennaio 2018: primo lavoro vero come programmatrice

Ora(Marzo 2020): continuo a lavorare con soddisfazione come programmatrice mobile.

Sono sempre stata un po’ nerd, sempre stata attaccata al computer, ma non mi sono mai ritenuta abbastanza nerd da poter effettivamente lavorare nel campo informatico.

A 25 anni circa, con un background di liceo umanistico, un anno di università e zero esami dati, lavoretti vari, mi sono imbattuta in un corso gratuito offerto dalla regione Toscana per la programmazione Android e da lì è iniziata la mia avventura.

Non avendo quasi minimamente un background informatico e non conoscendo nessuno che facesse questo mestiere, tentai di informarmi su come fosse la vita del programmatore e di capire se poteva fare al caso mio cercando su Google.

Ovviamente uscì fuori tutto ed il contrario di tutto. I programmatori guadagnano poco, guadagnano tanto, c’è poco lavoro, c’è tantissimo lavoro, serve la laurea, non serve la laurea, non arrivi da nessuna parte se non sei bravo in matematica, devi iniziare con Python, no C è meglio, devi studiare Pascal, prima studia algebra…Insomma, ognuno aveva la sua opinione e spesso le varie discussioni in cui mi imbattevo erano guerre di religione che mi creavano più confusione che altro.

Con questo articolo vorrei quindi riportare la mia esperienza e magari aiutare qualcuno che si ritrova in questa situazione.

Conviene diventare programmatori?

La risposta, come sempre, è: dipende. Il settore informatico, in confronto a molti altri è fiorente. C’è richiesta e soprattutto è aperto a chiunque dimostri di valere qualcosa e di aver voglia di imparare. La laurea non è indispensabile, potete anche inviare un CV a Google e non verrete rifiutati perché non siete laureati.

Però questo non significa che chiunque possa diventare programmatore o essere felice di esserlo, è un mestiere che richiede un costante studio ed aggiornamento. Se volete un lavoro da imparare in 6 mesi/1 anno e poi spegnere il cervello fino alla pensione, non diventate programmatori.

E’ facile trovare lavoro, anche se sono poco esperto?

Per la mia esperienza, la risposta è assolutamente sì. Il primo lavoro probabilmente sarà uno stage poco pagato, ma dopo appena 300 ore di corso su 5 curriculum inviati ottenni 3 colloqui. Un risultato strabiliante per me, che avevo già vissuto l’esperienza di mandare CV a nastro e ricevere un tasso risposte quasi pari a 0.

Dopo pochi mesi addirittura ricevevo(e ricevo tutt’ora) messaggi su LinkedIn da parte di recruiter che mi invitavano ad applicare per un colloquio. Adesso con il tempo ho imparato che spesso questi messaggi sono puro spam, ma è ugualmente straordinario: è un settore in cui sono i selezionatori a cercare te.

Come faccio a sapere se mi piacerà e se sarò bravo?

La cosa più facile per scoprirlo è provare. Tanto facile a dirsi quanto difficile a farsi.

In realtà internet è pienissima di risorse gratuite che possono dare un assaggio di programmazione, ma per i principianti districarsi è terribilmente difficile.

Con quale linguaggio di programmazione iniziare? Qui di solito iniziano le guerre di religione, ma la realtà è: non importa. L’importante è capire i concetti fondamentali di variabili, for e if statements, funzioni e liste.

Tanto alla fine di un corso base di programmazione la vostra conoscenza sarà talmente limitata da essere inutile a fini lavorativi.

Personalmente mi sono trovata bene con questo corso gratuito di Python 2 su codacademy https://www.codecademy.com/learn/learn-python

Ormai da svariati anni è uscito Python 3 e Python 2 era già vecchio nel 2017 quando iniziai a studiarlo io, ma, ripeto: lo scopo è imparare i concetti generali, non imparare uno specifico linguaggio di programmazione. Semplicemente il corso di Python 3 è a pagamento e quello di Python 2 è gratuito.

Come imparo a programmare?

Fondamentalmente le scelte sono due: studiare da autodidatta cercando materiale online, oppure cercare un corso in zona ed andare in aula.

Vediamo entrambi gli approcci, vantaggi e svantaggi secondo la mia esperienza.

Studiare da autodidatti:

Pro:

  • Risparmio di denaro
  • Si può studiare seguendo i propri ritmi
  • Dichiararsi autodidatta significa dichiarare di essere autonomi, determinati, organizzati ed in grado di apprendere rapidamente. Tutte soft skill apprezzate nel mondo del lavoro.

Contro:

  • Difficile orientarsi e capire cosa va studiato e in che ordine. Le community sui forum e su facebook possono aiutare, ma è difficile trovare un parere unanime di quale sia il percorso più adatto.
  • Problemi banalissimi possono sembrare insormontabili senza un adeguato supporto/confronto.
  • E’ difficile mantenere la costanza e non farsi prendere dallo sconforto durante gli argomenti più ostici.
  • E’ difficile valutare se si sta procedendo bene o se siamo negati per l’argomento. A volte si ha la sensazione di essere poco portati anche quando non è vero, solo perché non si hanno altri metri di paragone se non noi stessi.

La più grande difficoltà che ho avuto nello studiare da sola, è stata appunto capire cosa studiare. La programmazione è una materia multidisciplinare, e gli argomenti da approfondire sono veramente tantissimi. A volte decidevo di studiare un argomento, poi mi imbattevo in parti che non capivo appieno e allora approfondivo, trovando nuovi argomenti sconosciuti e così via. Un po’ quando si cerca una parola sconosciuta su un dizionario e la spiegazione di quella parola costringe a cercare altre parole ancora.

Come soluzione a questo problema consiglio di investire un po’ di denaro e comprare un corso sull’introduzione alla programmazione, preferibilmente in lingua inglese.

Inizialmente avevo provato a seguire qualche lezioni su YouTube, e nonostante ci sia moltissimo materiale di buona qualità gratis, per un principiante è veramente troppo dispersivo e caotico.

Le piattaforme che ho avuto modo di provare e consiglio sono https://www.udacity.com/school-of-programming e https://www.udemy[.com/](https://www.udemy.com/)

Udacity è decisamente più costoso ma offre maggior supporto durante lo studio, sessioni di mentoring anche 1 a 1 ed in generale i corsi hanno una buona qualità ed un programma abbastanza completo.

Udemy propone continuamente corsi in offerta a 10–15 euro rendendolo enormemente più economico rispetto a Udacity(e come Mastrota diranno sempre che è l’ultimo giorno di offerta, ma non è vero), ma la qualità non è sempre garantita. Consiglio vivamente di comprare un best buy con molte recensioni per andare sul sicuro. Alcuni insegnanti offrono supporto durante le lezioni, ma dipende dal singolo corso e non è un supporto costante ed approfondito come quello di Udacity.

Un altro strumento utilissimo è il forum di Stack Over Flow. Quando vi imbattete in un errore criptico come NullPointerException, abituatevi a cercare su Google “NullPointerException what is it stackoverflow”.

Vi salverà la vita, e continuerà a farlo anche quando diventerete programmatori più esperti.

Seguire un corso in aula:

Pro:

  • Hai un insegnante che ti segue passo passo e dei compagni con cui confrontarti dal vivo, rendendo più facile rimanere costanti e motivati
  • C’è un percorso prestabilito e non si rischia di saltare di palo in frasca.
  • Alcuni prevedono uno stage finale in azienda, il che è un buon modo per “toccare con mano” ed entrare nel mondo lavorativo. A volte però questi stage si rivelano essere stage fuffa in stile “fare fotocopie e portare caffè”, quindi può essere un pro come no.

Contro:

  • Di solito sono molto costosi(1000/2000 euro), soprattutto rispetto ai corsi online.
  • Può essere difficile conciliare gli orari di un corso con la vita di tutti i giorni se si ha già un lavoro full time
  • Il corso sarà quasi sicuramente in italiano. Se da una parte ciò può semplificare l’apprendimento, dall’altra forse rallenta il processo di autonomizzazione dello studente. Sarà necessario imparare i termini corrispettivi in inglese ed abituarsi a cercare in inglese
  • Probabilmente ciò varia da corso a corso, ma dopo un corso di 300 ore le mie conoscenze erano veramente molto basilari. Probabilmente se non avessi continuato da autodidatta non avrei mai trovato un lavoro.

Ho avuto modo di seguire anche un corso in aula(scriverò un articolo più dettagliato al riguardo) con insegnante e compagni.

E’ stata una bella esperienza che sicuramente mi ha aiutato sicuramente tantissimo, ma nel mio caso era un corso gratuito. Avessi dovuto pagare, probabilmente non l’avrei fatto.

I corsi in aula di solito richiedono un impegno economico abbastanza importante, ma forse offrono maggiori garanzie di completarlo effettivamente. I corsi online hanno un tasso di abbandono molto alto. Non perché siano di qualità inferiore, anzi, ma perché molte persone non hanno la costanza e la disciplina di seguirli regolarmente fino alla fine.

Conclusioni

Non c’è una scelta giusta, io personalmente a chi me lo chiedo consiglio di iniziare con un corso online e vedere come va, soprattutto se non avete grandi disponibilità economiche.

In qualsiasi modo decidiate di iniziare però, ricordatevi che diventare programmatori è un percorso che non avrà mai fine, e che richiederà costante aggiornamento e studio.

Detta così può risultare impegnativo e far paura, ma questo continuo cambiare è anche uno dei motivi per cui apprezzo questo lavoro.

C’è sempre tanto da imparare, ma, almeno dal mio punto di vista, non è come dover studiare materie noiose a scuole, quanto piuttosto l’uscita di un nuovo gioco che bisogna imparare ad usare : )

Originally published at https://becomingdev.altervista.org on February 17, 2020.


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