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Un pezzo di Venezia in mano ai russi

Budva città montenegrina sull’adriatico

Gianluigi Cogo in Gigi Cogo travel blog · 2013-10-06 10:22 · 2 claps · 4.3 min read
#montenegro #becici #budva #podgorica #europa
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2013 Ottobre — Un pezzo di Venezia in mano ai russi

Photo by Ender Vatan on Unsplash

Photo by Ender Vatan on Unsplash

Non ricordo più quanti anni son passati dall’ultima volta che ho visitato una qualche località nei Balcani ma, sicuramente, era prima della recente guerra che sconvolse quei luoghi.

Alcuni giorni fa, in occasione di un impegno di lavoro inerente un progetto europeo, assieme ai miei colleghi ho avuto modo di conoscere il Montenegro e le località costiere degli ex domini veneziani.

Già il tassista che ci ha condotto da Podgorica a Budva (sede della nostra convention) in un misto di inglese/serbo/italiano ci ha erudito su questo paese tanto vicino ai nostri confini quanto sconosciuto ai più. In poco meno di un ora ci ha confermato che il reddito medio è fra i 300 e 400 euro mensili, che il turismo russo è una delle fonti principali di reddito e che il termine curva significa tutt’altro :)

Prima di svoltare in direzione del tunnel che conduce alla costa, attraversiamo il ponte sul lago di Scutari (il più grande lago dei Balcani) che è anche un grande parco nazionale, dove vivono circa 842 specie d’alghe, 50 specie di pesci e 270 specie di uccelli, dei quali alcuni sono molto rari come il pellicano riccio o il cormorano pigmeo.

Foto di Gigicogo

Foto di Gigicogo

Sulle sue rive, sulle isolette e sulle colline circostanti durante l’antichità erano situate importanti città, fortezze, monasteri e chiese dell’impero illirico, i resti delle quali son ancora ben visibili.

Arriviamo dunque sulla costa dell’Adriatico (Jadran è la traduzione in lingua slava del mare che bagna queste località) a sud di Becici e precisamente al bivio verso Bar dove poi ci fermiamo per ammirare e fotografare la penisola di Sveti Stefan, un villaggio fortificato che nel medioevo offriva un rifugio sicuro agli abitanti della zona spesso prese di mira dalle incursioni dei turchi e di altri pirati.

Foto di Gigicogo

Foto di Gigicogo

Arriviamo infine a Becici, sobborgo turistico a poche centinaia di metri da Budva dove ha sede il nostro Hotel. E’ pomeriggio, caldo e vien voglia di vedere la spiaggia prima di visitare la cittadina veneziana che già abbiamo intravisto dalla strada costiera.

La spiaggia, l’albergo e le vie commerciali di Becici e di Budva sono ancora brulicanti di turisti, in gran parte russi, che qui hanno costruito (letteralmente un enclave. C’è addirittura un villaggio chiamato ‘russian village’ proprio sopra le colline di Becici. La giornata è calda e le attività pomeridiane son quelle tipiche delle località di vacanza, ovvero bagni al mare, gite in barca, localetti/disco sulla spiaggia e persino surf.

La speculazione edilizia ci lascia un po’ basiti. Sembra non esista un piano regolatore, il cemento arriva fin sulla spiaggia ed ovunque ci sono alberghi in costruzione o residence che si affacciano direttamente sul mare mangiandosi letteralmente le colline e i boschi ….

Foto di Gigicogo

Foto di Gigicogo

Prima di sera decidiamo dunque di visitare la ‘Ciutadela’ di Budva, ovvero la rocca veneziana.

L’antica città di Budva, cinta dalle mura di difesa, è un vero gioiello urbanistico ed architettonico. Fondata, secondo la leggenda, in tempi remoti da Cadmo ed Armonia che arrivarono in questa zona alla ricerca della principessa fenicia Europa, rapita da Zeus, ha conservato il suo aspetto medievale, nonostante i frequenti assedi e terremoti.

Di origine greca e romana, dopo la divisione dell’Impero si trovò al confine tra Impero Romano d’Oriente e d’Occidente: la città visse dunque un’esperienza storica unica, al confine di due mondi. Nel medioevo Budva venne governata da re Serbi, da aristocratici del regno di Zeta e infine entrò a far parte dei domini della città di Venezia. La dominazione veneta durò per più di tre secoli fino a quando alla fine del XVIII secolo subentrarono gli Asburgo d’Austria che la conservarono fino al 1918, anno in cui entrò a far parte del regno di Yugoslavia.

La città vecchia di Budva, caratterizzata da un’architettura tipicamente mediterranea, sorge su un’isoletta collegata alla terraferma da una lingua di sabbia che con il tempo si trasformò in penisola. È circondata da bastioni risalenti al XV secolo che formano un sistema di fortificazione medievale con porte, mura difensive e torri.

Foto di Gigicogo

Foto di Gigicogo

E questo è tutto quello che Budva riesce ad offrire al di fuori di una operazione turistico/commerciale che tenta di elevare questo luogo a perla del Mediterraneo con esiti alquanto discutibili.

Non nascondo che l’offerta, per un certo tipo di turismo, non è malvagia. Stabilimenti balneari gestiti, alberghi dotati di ogni comfort a prezzi indiscutibilmente appetibili, ristoranti di pesce molto abbordabili e di qualità, un’infinità di bancarelle e shopping center con cianfrusaglie di ogni tipo.

Insomma tutto ciò che ai russi piace da morire e li fa sentire dentro un’immenso parco giochi che, personalmente, anche in soli 4 giorni mi ha lasciato parecchio indifferente.

Il mare, invece, è il nostro adriatico, ancora caldissimo a Ottobre (ci ho fatto il bagno) ma con delle spiagge rosse di sabbia granulosa e ciottoli che, personalmente, non mi invogliano.

Foto di Gigicogo

Foto di Gigicogo

Dopo 4 giorni il nostro tassista viene a riprenderci (40 Euro per un’ora di taxi) e stavolta ci regala il percorso di montagna che consente una visita alla parte più rurale e incontaminata del paese.

Infine, prima di raggiungere Podgorica e l’aeroporto, riusciamo anche a passare per l’antica capitale dei re montenegrini, ovvero Cettigne che diede i natali alla pia regina d’Italia Elena di Savoia, sposa di Vittorio Emanuele III.

Alcuni testi sono tratti e poi riadattati dal portale : http://www.newmontenegro.eu/


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