Astronauti con la febbre
Un effetto spiacevole della permanenza nello spazio in condizioni di assenza di peso

L’astronauta della NASA Scott Kelly ha trascorso ben 340 giorni nello spazio a bordo della ISS, mettendo a dura prova la resistenza del corpo umano in condizioni di assenza di peso. In quest’immagine del 4 marzo 2015 Kelly si trova all’interno di un simulatore della Soyuz, presso il Gagarin Cosmonaut Training Center di Star City in Russia (NASA/Bill Ingalls)
Astronauti con la febbre
Un effetto spiacevole della permanenza nello spazio in condizioni di assenza di peso
Gli esseri umani sono stati forgiati dall’evoluzione per vivere in un ambiente costantemente immerso nel campo gravitazionale terrestre. Vivere a lungo in assenza di peso produce, pertanto, una serie di adattamenti fisiologici non proprio favorevoli per il benessere e la salute degli astronauti. Tra questi, vi è un inevitabile innalzamento della temperatura corporea.
Uno studio pubblicato su *Nature*, condotto da ricercatori dell’Istituto di Fisiologia della Charité Universitätsmedizin di Berlino, ha analizzato le variazioni della temperatura corporea di 11 astronauti (7 uomini e 4 donne) a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, per mezzo di sofisticati sensori in grado di misurare la temperatura della pelle, il flusso di calore emesso dal corpo e la temperatura del sangue arterioso.
Dal complesso delle osservazioni, compiute sugli astronauti prima, durante e dopo le missioni spaziali, sia in condizioni di riposo sia durante le sessioni di esercizio fisico, è emerso che nel giro di due mesi e mezzo dall’inizio della permanenza nello spazio la temperatura media corporea sale di circa 1 grado, dai normali 37 °C misurati sulla Terra a 38 °C. Durante l’esercizio fisico, poi, la temperatura interna degli astronauti supera facilmente i 40° C.
La ragione di questa febbre costante a cui il corpo umano è sottoposto nello spazio è da ricercarsi nell’assenza di peso: in condizioni di microgravità, infatti, il sudore evapora più lentamente e ciò impedisce al corpo di dissipare con la necessaria velocità il calore in eccesso. Se mai si deciderà un giorno di inviare esseri umani su Marte, sarà perciò importante aver già sviluppato per allora sistemi in grado di migliorare lo scambio di calore tra il corpo umano e l’ambiente circostante in assenza di peso. Le eccessive fluttuazioni della temperatura corporea possono infatti peggiorare le capacità fisiche e cognitive degli astronauti, nonché danneggiare a lungo termine la loro salute.

Le variazioni della temperatura interna (CBT = core body temperature) degli astronauti prima, durante la missione spaziale e dopo, misurate sia a riposo (“Rest”, a sinistra) sia durante l’attività fisica (“Exercise”). Fonte: Alexander C. Stahn et al., Scientific Reports 7, Article number: 16180 (2017)
Questo blog ha una newsletter settimanale a cui è possibile iscriversi da qui. In caso di generosità, è possibile persino inviare una donazione libera all’autore degli articoli.
메타데이터
- post_id
- 5bcd36f1b2a4
- slug
- astronauti-con-la-febbre-5bcd36f1b2a4
- url
- https://medium.com/spazio-tempo-luce-energia/astronauti-con-la-febbre-5bcd36f1b2a4
- canonical_url
- https://medium.com/spazio-tempo-luce-energia/astronauti-con-la-febbre-5bcd36f1b2a4
- author_url
- https://medium.com/@md64
- status
- ok
- fetched_at
- 2026-06-09 15:37:30