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Scopri di più sulla Mostra: “Modelli. Il sapere in 3 dimensioni” seguendo i social del Centro di Ateneo per i Musei dove vengono pubblicati frequentemente dei post che raccontano la mostra: modelli per il disegno, modelli di ponti, modelli matematici, modelli di funghi…
MODELLI PER IL DISEGNO: FORMARE IL GUSTO

A Padova, l’insegnamento del disegno ha origini nella Scuola di architettura fondata nel 1771 da Domenico Cerato, ma è a partire dal 1806 che diventa ufficialmente di competenza universitaria. Diversi corsi di disegno destinati alla formazione degli ingegneri-architetti conoscono alterne vicende, fino al Corso di disegno d’ornato e di architettura elementare, istituito nel 1871–72 presso la Facoltà di scienze fisiche matematiche e naturali, obbligatorio tra l’altro per poter accedere alla Scuola di applicazione per ingegneri.
I modelli che gli studenti dovevano disegnare spaziavano dalla meccanica alla carpenteria, dall’idraulica all’architettura classica. Questi modelli confluiscono nel 1871–72 nel Gabinetto di Disegno, che diventa Gabinetto di disegno e d’ornato nel 1875–76, dapprima sotto la direzione di Andrea Hesse e dal 1914 di Guido Fondelli, che amplia la collezione con copie in gesso di sculture antiche e rinascimentali intese a educare il gusto estetico degli allievi.
Accanto alla Venere Medici e il Fauno con cembali, trovano così spazio all’interno della collezione calchi dal Briosco e da Canova, da Donatello e da Desiderio da Settignano, con una particolare attenzione al patrimonio locale, cui gli studenti venivano educati anche attraverso visite guidate ai monumenti della città. Di particolare fascino è poi una copia in gesso in dimensioni ridotte della Nike di Samotracia, che presenta un curioso particolare: le ali si innestano infatti a baionetta sulla schiena!
QUANDO LA SCIENZA SI FA ARTE: I MODELLI MATEMATICI

La mostra “Modelli: la scienza in 3 dimensioni”, in corso al Museo Giovanni Poleni, presenta anche una straordinaria varietà di modelli legati all’insegnamento della matematica, che permettono di visualizzare e manipolare diverse superfici matematiche.
La loro produzione si deve a matematici famosi, quali Felix Klein, che promossero la creazione nelle università tedesche di veri e propri atelier in cui professori e studenti collaboravano alla progettazione e alla realizzazione dei modelli, mentre negli anni successivi la produzione assunse un carattere semi industriale.
A Padova furono i matematici Giuseppe Veronese ed Enrico N. Legnazzi a introdurre l’uso di simili modelli negli anni 1880, acquistandone rispettivamente per il Gabinetto di Geometria superiore, avviato nel 1888, e per il Gabinetto di Geometria descrittiva, creato nel 1867. Veronese tentò di istituire a Padova un’officina per la costruzione di modelli, anche per far esercitare gli studenti della Scuola di Applicazione per gli Ingegneri, ma il progetto non ebbe seguito.
Alcuni dei modelli matematici ispirarono poi fotografi e pittori, tra cui Man Ray e Max Ernst: quest’ultimo in particolare impiegò il modello di superficie di Kuen (esemplare n. 10 in esposizione) per la copertina del catalogo della “International Surrealist Exhibition”, che si tenne nel 1936 alle New Burlington Galleries di Londra. Nella mostra erano esposte anche le fotografie dei modelli matematici realizzate da Man Ray.
DIGHE, PONTI E STRADE: MODELLI PER LA FORMAZIONE DEGLI INGEGNERI

Tra i beni esposti alla mostra “Modelli: il sapere in 3 dimensioni”, ospitata presso il Museo Giovanni Poleni, un posto di rilievo rivestono i modelli realizzati tra fine Ottocento e inizio Novecento per il Gabinetto di Ponti e strade dell’allora Scuola di Applicazione per Ingegneri: qui venivano impiegati per illustrare agli studenti le caratteristiche costruttive dei ponti più innovativi realizzati in Europa o delle nuove opere idrauliche costruite anche grazie alla collaborazione degli specialisti dell’Ateneo.
Accanto al modello del ponte sul Piave a Ponte delle Alpi (BL), riproducente il ponte di legno lungo 40 metri inaugurato il 18 agosto 1850 presso quella che all’epoca era chiamata Capodiponte e poi incendiato dagli austriaci nel 1866, e al modello della tristemente nota diga di Pontesei, progettata da Carlo Semenza per conto della SADE e costruita per l’impianto idroelettrico sul Maé, a valle dell’abitato di Forno di Zoldo, nel 1955–57, troviamo il curioso modello delle chiuse del Bassanello: probabilmente realizzato in occasione di un’esposizione propagandistica fascista, rappresenta il sistema di chiuse idrauliche costruite per regolare la portata idrica del Canale Scaricatore del Bassanello, a Padova. Il Canale e le relative chiuse servivano a smaltire le piene del fiume Bacchiglione in caso di alluvione, mentre in caso di secca avevano il compito di tenere alto il livello delle acque interne per consentire la navigazione. Sia il Canale che il suo sostegno vennero previsti nel 1843, a seguito del piano di regolazione dei fiumi Brenta e Bacchiglione presentato dagli ingegneri idraulici Vittorio Fossombroni e Pietro Paleocapa. Realizzato tra gli anni 1840 e il 1875, il sostegno scaricatore venne parzialmente demolito negli anni 1940, quando il sistema di chiuse venne spostato al termine del canale, a Voltabarozzo. Il ponte venne allungato con una campata più ampia e oggi vi passa il tram.
MODELLIZZARE LA NATURA: I MODELLI DI FUNGHI

Per secoli l’uomo ha rappresentato la Terra e l’Universo attraverso modelli, ma è col ‘700 e soprattutto dall’800 i che i modelli diventano cruciali per le scienze naturali, affiancando altri ausili didattici quali tavole parietali o erbari.
In ambito botanico, un particolare interesse rivestirono i modelli di funghi, impiegati per insegnare agli studenti a riconoscere specie così simili tra loro e tanto facilmente deperibili. Nella raccolta di modelli in cera creata negli anni trenta dell’Ottocento da Carlo Avogadro degli Azzoni sono ben messi in evidenza i tessuti interni, mentre le basi d’appoggio presentano colori diversi, verde, rosso e nero, a rappresentare rispettivamente la commestibilità, la pericolosità o la tossicità delle particolare tipologia di fungo.
Di particolare fascino sono anche i modelli in creta, realizzati probabilmente intorno agli anni settanta dell’Ottocento da Egisto Tortori, apprendista e in seguito direttore dell’Officina di Ceroplastica del Museo di Fisica e Storia Naturale di Firenze, e a lui commissionati dal Prefetto dell’Orto botanico patavino Roberto De Visiani.
A breve altri racconti.
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Visita la Mostra tutte le domeniche dalle 14:30 alle 18:30 a Museo Giovanni Poleni. Prenota la visita: https://unipd.link/PrenotaMostra
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