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Metal, politica e batteria: l’incredibile ascesa di Sanae Takaichi, Premier del Giappone — Hardigor

Siamo onesti: quanti di noi, qui, seguono regolarmente la politica interna giapponese? È un mondo che spesso percepiamo come distante…

Hardigor. Rock 'n' Roll e Riflessioni · 2025-10-23 22:00 · 0 claps · 3.8 min read
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Metal, politica e batteria: l’incredibile ascesa di Sanae Takaichi, Premier del Giappone — Hardigor

Photo by JJ Ying on Unsplash

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Siamo onesti: quanti di noi, qui, seguono regolarmente la politica interna giapponese? È un mondo che spesso percepiamo come distante, formale, quasi impenetrabile. Eppure, questa settimana, da Tokyo è arrivata una notizia che ha fatto discutere, e forse alzare anche un paio di corna, nel mondo metal.

Il Giappone ha eletto la sua prima Premier donna nella storia. Il suo nome è Sanae Takaichi.

I media internazionali l’hanno subito soprannominata la Iron Lady del Giappone. Un nomignolo che, ovviamente, richiama Margaret Thatcher, la Lady di Ferro originale, che la stessa Takaichi cita spesso come modello politico. Ma per chi mastica hard rock, quel soprannome ha una doppia, quasi comica, assonanza. E se vi dicessi che la nuova leader della terza economia mondiale è una fan sfegatata degli Iron Maiden?

Non si tratta affatto di una battuta o di una trovata pubblicitaria. La sua passione per il metal è un aspetto autentico e noto del suo personaggio, un dettaglio che suona quasi assurdo se messo accanto alla sua immagine pubblica: quella di una leader ultraconservatrice.

Questa è la storia di una donna che vuole riformare l’esercito giapponese e, nel tempo libero, scarica la tensione suonando linee pesanti di batteria.

Per avere un quadro più chiaro, dobbiamo tornare indietro nel tempo, nel Giappone degli anni ’60 e ’70. Sanae Takaichi, nata nel 1961, cresce in una società ancora profondamente gerarchica e maschilista. La giovane Sanae sviluppa passioni decisamente atipiche per una ragazza giapponese dell’epoca.

Mentre le sue coetanee si dedicavano ad attività più tradizionali, lei amava la velocità delle motociclette (una passione che ha poi abbandonato) e, soprattutto, amava la musica dura.

La sua non è un’infatuazione tardiva. È un amore nato prestissimo. In diverse interviste, ha raccontato di aver scoperto i Black Sabbath quando era ancora alle scuole elementari. Parliamo di dischi come Paranoid e Sabbath Bloody Sabbath. Non proprio la colonna sonora che ci si aspetterebbe da una futura leader conservatrice.

Il passo successivo fu quasi obbligato. Alle scuole medie, come ha raccontato lei stessa, arrivò l’illuminazione: i Deep Purple. Burn e Smoke on the Water diventarono la sua bibbia musicale. E come per molti di noi, l’ascolto non bastava.

Takaichi voleva suonare. Dopo aver sperimentato con basso e tastiere, trovò la sua vera vocazione dietro le pelli. Al liceo, fondò una band scolastica, un gruppo tutto al femminile.

E cosa suonavano? Il loro repertorio era fatto di cover hard rock di un certo peso. Nelle cronache si citano brani come Doctor Doctor e Rock Bottom degli UFO, roba da intenditori, con Michael Schenker alla chitarra e I Surrender dei Rainbow di Ritchie Blackmore.

Immaginate la scena: la ragazza che un giorno avrebbe gestito ministeri chiave, impegnata a concentrarsi su passaggi complessi, alle prese con lo la replica del drumming di Cozy Powell o Ian Paice.

Questa passione non è poi morta con l’inizio della carriera politica negli anni ’90, è semplicemente diventata privata. Takaichi ha ammesso di possedere tuttora una batteria elettronica nella sua casa.

Il set viene regolarmente utilizzato come valvola di sfogo. “Quando sono irritata dalle parole o dal comportamento di mio marito,” ha confessato candidamente in un’intervista, “suono la batteria dopo che lui è andato a letto”.

Il suo pezzo preferito per scaricare la tensione? Ovviamente, Burn dei Deep Purple.

Negli ultimi anni, con la sua ascesa politica, questo lato della sua vita è tornato prepotentemente alla ribalta.

Poco prima della sua elezione a leader del partito, Takaichi è stata ospite di un programma radiofonico che definire di culto è riduttivo: il Metal Radio delle Babymetal. Pensateci un attimo. La futura Premier del Giappone, una donna di 64 anni, che chiacchiera amabilmente di musica heavy metal in un programma dedicato a questo stile.

Durante la trasmissione, ha confermato la sua passione, citando tra i preferiti anche i Judas Priest e, come detto, gli Iron Maiden. Ha parlato del suo amore per Michael Schenker e persino per i Riot, una band americana seminale per la New Wave of British Heavy Metal, citando specificamente il loro album Narita del 1979.

Ma se il metal occidentale è stato la sua formazione, il suo cuore batte oggi per una leggenda nazionale. Il suo musicista preferito in assoluto, ha dichiarato, è Yoshiki: il geniale, tormentato e iconico batterista, pianista e leader degli X Japan.

E qui, amici, la storia si complica.

Il personaggio di Sanae Takaichi rappresenta l’ala più dura, nazionalista e reazionaria del Partito Liberal-Democratico. È un falco in politica estera, che spinge per abolire l’articolo pacifista della Costituzione giapponese. È nota per le sue continue visite al controverso santuario Yasukuni, un luogo che onora i caduti in guerra giapponesi, inclusi noti criminali di guerra della Seconda Guerra Mondiale.

Cosa ci dice, quindi, la storia di Sanae Takaichi?

Ci dice che la musica è davvero un linguaggio universale, capace di unire in modi imprevedibili. Ci dice che l’heavy metal non è un monolite e non appartiene a una sola ideologia. Non è (solo) la musica della ribellione giovanile, ma è una forma d’arte complessa che può appassionare una ragazzina di Osaka negli anni ’70 e la politica che quella ragazzina è diventata 50 anni dopo.

Alcuni possono tranquillamente non condividere a pieno la sua linea politica e, allo stesso tempo, riconoscere che ha un ottimo gusto musicale.

Resta una certezza, quasi comica. In questo momento, da qualche parte nei palazzi del potere di Tokyo, c’è una donna che, dopo una giornata passata a pianificare la strategia di difesa nazionale potrebbe concedersi qualche minuto ascoltando Be Quick Or Be Dead.

Originally published at https://igorpedrazzini.com on October 24, 2025.


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