The final countdown
Dopo aver analizzato in dettaglio le implicazioni del settlement agreement tra Roma e UEFA e aver cercato di ricostruire quanto più…
The final countdown

Tony D’Amico, neo DS della Roma
Dopo aver analizzato in dettaglio le implicazioni del settlement agreement tra Roma e UEFA e aver cercato di ricostruire quanto più fedelmente possibile la cifra da racimolare per raggiungere l’obiettivo della football earning rule entro il 30 giugno, il punto centrale diventa ora un altro: la struttura dei costi della rosa e la capacità reale di generare valore immediato a bilancio.
In sostanza, la Roma deve migliorare il bilancio della stagione appena conclusa di circa 60 milioni rispetto al precedente esercizio per generare quei 30 milioni necessari a raggiungere un deficit aggregato degli ultimi tre anni pari a 60 milioni. L’aumento dei ricavi — tra piazzamenti TV, accordo con la lega e IMG, la vicenda Calafiori con il Basilea, la polizza legata a Bove e il contratto Adidas Elite — è stato di fatto compensato dall’aumento di stipendi e ammortamenti, oltre che da un minor volume di plusvalenze rispetto all’anno precedente.
Di conseguenza, il margine di manovra residuo è uno solo: generare circa 55 milioni entro il 30 giugno attraverso operazioni in uscita.
La rosa può essere letta attraverso tre livelli di ammortamento: sotto i 5 milioni, tra 5 e 10 milioni e sopra i 10 milioni. La prima fascia include Angelino, Celik, Cherubini, Cristante, Dybala, Gollini, Hermoso, Mancini, Mannini, Ndicka, Pellegrini, Pisilli, Rensch, Romano, Svilar, Vazquez e Zelezny. Nella fascia più pesante rientrano invece Dovbyk, Malen, El Aynaoui, Soule, Robinio Vaz, Wesley e Koné. Nel mezzo si collocano Baldanzi, Ghilardi, Kumbulla, Salah-Eddine e Ziolkowsky, con Ghilardi che al momento sembra il meno cedibile per indicazioni tecniche.

Valori a bilancio rosa Roma al 30 giugno 2026
Il primo gruppo è naturalmente quello più efficiente dal punto di vista contabile: il basso valore a bilancio fa sì che quasi ogni euro incassato si trasformi in risultato positivo. All’interno di questa fascia, però, le uscite realmente probabili sono poche. Angelino resta uno dei profili più monitorati, con il Betis interessato dopo il ritorno in Champions. Una cessione intorno ai 5 milioni genererebbe una piccola plusvalenza di quasi 2.5 milioni.
Discorso simile per Alessandro Romano, reduce da una stagione positiva allo Spezia e tra i giovani con maggiore mercato, con Torino, Sassuolo, Cagliari e Fiorentina alla finestra. Il suo impatto contabile sarebbe nell’ordine dei 3 milioni. Stessa logica per Cherubini, che dopo due prestiti positivi tra Carrarese e Sampdoria e l’esordio in Nazionale rappresenta un asset facilmente monetizzabile. Più marginali le possibili uscite di Mannini, mentre non risultano offerte concrete per Vazquez e Zelezny. Nel complesso, da questo blocco si possono ipotizzare tra i 5 e i 10 milioni di plusvalenze.
Nel gruppo intermedio si concentra invece una delle opportunità più interessanti. Ziolkowsky, valutato a bilancio circa 5,4 milioni, è seguito dal Nottingham Forest con un’offerta che si aggira sui 20 milioni: l’impatto sarebbe di circa 14,5 milioni di plusvalenza. Baldanzi è ormai vicino al Genoa per circa 9,5 milioni, che si tradurrebbero in poco meno di 3 milioni di plusvalenza netta. Per Salah-Eddine, nonostante il rifiuto al trasferimento al PSV, il mercato resta aperto: una cessione alle cifre già discusse con il club olandese (8 milioni) porterebbe poco meno di 2 milioni di plusvalenza.
In totale, questo blocco può contribuire per circa 20 milioni, portando il totale da accumulare in un range tra 25 e 30 milioni complessivi.
Soldi da trovare tra i giocatori del terzo gruppo, quelli con alto valore a bilancio. Esclusi gli incedibili Malen e Wesley, e Vaz, appena arrivato e destinato eventualmente a un prestito, il perimetro si restringe a tre nomi: Dovbyk, Koné e Soule.
Dovbyk è probabilmente il caso più complesso. Nonostante sia il centravanti meno centrale nel progetto tecnico, il suo valore residuo — circa 25 milioni — e una stagione difficile rendono complicata una cessione immediata a titolo definitivo. Più probabile una soluzione ibrida o un’uscita in una fase avanzata del mercato.

Potenziali plusvalenze Roma
Restano Koné e Soule, rispettivamente a bilancio per 11,8 e 17,5 milioni. Tra i due, l’argentino sembra quello più sacrificabile nelle valutazioni tecniche. Su di lui si è mosso con decisione il Borussia Dortmund: una cessione intorno ai 40 milioni genererebbe una plusvalenza di circa 22,5 milioni. Sommata alle operazioni già in essere, permetterebbe alla Roma di avvicinare l’obiettivo dei 55 milioni senza dover sacrificare più di un titolare della passata stagione.
Uscire dal settlement agreement rappresenterebbe una vittoria fondamentale per la Roma, che sarebbe finalmente libera di programmare la propria stagione senza rincorrere obiettivi e scadenze finanziarie imposte dalla UEFA con la spada di Damocle di multe o esclusioni dalle Coppe. Naturalmente non tutte le trattative menzionate potrebbero avere un esito positivo e lo scenario nel quale il deficit aggregato non sia raggiunto è quantomeno verosimile. Probabile in tal caso che, visto il trend positivo delle finanze giallorosse e considerando il certo incremento di introiti dalla partecipazione alla Champions League 26/27, Roma e UEFA raggiungano un accordo e chiudano il settlement agreement con una multa.

L’opera di risanamento economico deve continuare ed in quest’ottica s’inquadrano i probabili rinnovi al ribasso di due dei giocatori che pesano di più a bilancio, Dybala e Pellegrini. Ad entrambi sono stati offerti contratti da 3 milioni netti più bonus, che, se accettati, porterebbero ad un risparmio a bilancio di 12 milioni lordi. Un’altra fonte di risparmio importante arriva dalle scadenze dei prestiti: Bailey, Ferguson, Tsimikas, Zaragoza e Venturino liberano circa 21 milioni. Soldi che, uniti ai circa 5 milioni risparmiati per la partenza di El Shaarawy, permettono maggiore forza nelle trattative per i nuovi acquisti. È così che si possono finanziare il riscatto di Malen (30 milioni di cartellino e 4 di stipendio per un costo annuo di 13.7 milioni) ed il possibile acquisto di Greenwood (45 milioni di cartellino e 4.5 di stipendio per 5 anni per un totale di 18 milioni annui).
Al neo DS D’Amico rimangono una decina di giorni per raggiungere l’obiettivo. Il conto è serrato, ma non impossibile. E se anche il settlement non dovesse arrivare, una multa per il club non sarebbe una sconfitta — sarebbe il prezzo di una transizione intelligente. Cedere Soulé, Ziolkowski, e giocatori marginali sembra la soluzione più intelligente per non toccare titolari inamovibili come Konè, Ndicka e Svilar. La Roma sa dove vuole arrivare, ormai manca poco per arrivarci.
메타데이터
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