Tenerife e il suo vulcano
Febbraio 2025 — Seconda parte: Il tour dell’isola.
Tenerife e il suo vulcano

Febbraio 2025 — Seconda parte: Il tour dell’isola.
Dopo aver goduto del caldo e del sole di Costa Adeje e dei suoi dintorni (qui il resoconto della prima parte) abbiamo deciso di noleggiare un auto per scoprire i luoghi simbolo e più caratteristici di quest’isola canaria.
Ovviamente al centro di ogni percorso c’è sempre il vulcano Teide, perchè su quest’isola, qualsiasi direzione tu voglia prendere, qualsiasi strada tu voglia percorrere, prima o poi devi fare i conti con l’ingombrante ma affascinante presenza del vulcano. Il Teide è di fatto Tenerife. E Tenerife esiste perchè il Teide l’ha formata e conformata.
Dunque il primo tour che ci apprestiamo a fare è quello che inevitabilmente ci porterà il più vicino possibile alla sua cima e, partendo dal sud dell’isola, la scelta ricade nuovamente sull’autostrada TF-1 che ci condurrà fino a Santiago del Teide.
Qui devo aggiungere una nota relativa alle autostrade di Tenerife. Di fatto, oggigiorno è già possibile percorrere tutto l’anello dell’isola sfruttando l’Autostrada Tf-1 che va da Santiago del Teide fino alla capitale Santa Cruz costeggiando il lato sud est dell’isola stessa e da li prendere la TF-5 per fare metà del percorso a ritroso sul lato occidentale per poi proseguire sulla Tf-82, una strada provinciale di montagna in salita lungo il costone del vulcano, che si ricongiunge nuovamente alla Tf-1 e chiude l’anello. Il tratto mancante che chiuderà completamente l’anello autostradale a sud-ovest è già in lavorazione e prevede una galleria di quasi 6 Km. nella zona di Erjos.
Questa nota mi permette di sostenere che, come sempre, gli spagnoli non badano a spese quando devono affrontare il tema delle infrastrutture viarie e, come già succede ed è visibile nel loro paese natio continentale, nulla li frena di fronte alle difficoltà. Dunque a breve, tutta l’isola sarà coperta da una rete autostradale efficiente e soprattutto gratuita.
Dopo questa digressione torniamo al nostro tour che, poco prima di Santiago del Teide, ci indirizza fuori dall’autostrada verso la TF-38. Qui, siamo di fronte a una strada di montagna che rapidamente passa dal livello del mare a quasi 2000 metri per poi congiungersi alla TF-21 ovvero la vera strada panoramica del Teide che lo costeggia tutto verso est, toccando in alcuni tratti altitudini di 2400 metri a ridosso della cima del vulcano. Cima che misura esattamente 3715 metri e posiziona il Teide come terzo vulcano del mondo per altitudine dalla sua base, dopo il Mauna Loa e il Mauna Kea nelle isole Hawaii.




Il Teide (foto di Gigicogo)
Lungo tutto il percorso in auto, i punti di osservazione (miradores) sono tantissimi, quindi è più il tempo che passiamo in sosta di quello che si impiega nell’attraversare tutto il Parco Nazionale del Teide.
E così ogni sosta diventa occasione per fotografare i paesaggi creati dalle eruzioni vulcaniche che si son succedute nei secoli. Le rocce virano dal rosso al nero scurissimo come la pece, e ancora al bianco lavato dal sole e dalla neve. I canyon e i bastioni rocciosi sono impressionanti e spesso intervallati da deserti di lava o di sabbia bianchissima e/o rossa come il fuoco che l’ha creata.
Noi ci fermiamo praticamente in tutte le aree dove è possibile parcheggiare e ci incamminiamo per i sentieri che da ogni mirador si diramano lungo il parco:
Mirador de los Poleos Mirador de Samara Mirador de las Narices del Teide Boca Tauce teide Llano de Ucanca Centro dde Visitantes de Cañada Blanca Roques de García Teleférico del Teide Montaña Majúa Mirador El Tabonal Negro Sendero de Montaña Blanca Minas de San Jose Portillo Alto
Il clima ovviamente cambia rapidamente a queste altitudini e dunque è necessario vestirsi a cipolla, anche per proteggersi dal vento che, purtroppo, oggi impedisce di usufruire della funivia che condurrebbe fino in cima.


Roques de García e il El Tabonal Negro (foto di Gigicogo)
Arrivati a Portillo Alto dopo aver circumnavigato il Teide lungo la dorsale sud-orientale, iniziamo la discesa verso la costa occidentale cercando un posto dove mangiare. Qui lo spettacolo delle nuvole sotto di noi è straordinario e ci accompagna fino al punto in cui le buchiamo e torniamo a un’altitudine più consona da dove si intravedono finalmente le prime urbanizzazioni. Ci fermiamo quindi nei pressi di Aguamansa per pranzare nel ristorante che porta lo stesso nome del villaggio. Ovviamente ci facciamo consigliare piatti tipici della cucina canaria come il mitico queso asado con mojo.
Scendendo dopo pranzo verso la costa occidentale, sfioriamo la Orotava e Puerto de la Cruz che rappresentano gli insediamenti più popolati di questa parte dell’isola ma, oggi, il nostro sguardo si volge a sud-ovest dove abbiamo in programma di visitare Icod de los Vinos e Garachico, prima di rientrare verso Costa Adeje.
Icod de los Vinos ha un centro storico molto suggestivo e ottimamente conservato dove si possono ammirare le tipiche case canarie che donano a questa località un fascino architettonico molto speciale.
L’economia del borgo si basa tradizionalmente sulla coltura della vite (da cui il nome stesso) e sulla pesca. Ma oggi il luogo di attrazione turistica più importante e che richiama qui migliaia di visitatori è il Drago Millenario, un antico albero appartenente a una specie vegetale singolare delle Canarie e altre isole della Macaronesia, la cui età è stimata in circa otto secoli.
Più di 16 metri d’altezza, 20 metri di diametro, 80 tonnellate e 300 rami. Il drago batte tutti i record ed è un esemplare unico fra i più longevi del pianeta.






Icod de los Vinos (foto di Gigicogo)
L’ultima tappa della giornata è la vicina cittadina di Garachico. La raggiungiamo attraversando distese infinite di bananeti con i loro caschi di banane pendenti che qui, da secoli ormai, rappresentano l’economia principale del luogo. Nei secoli scorsi, infatti, prima che Santa Cruz si espandesse e diventasse capitale, Garachico era la porta d’ingresso a Tenerife e il suo porto era il più florido dell’isola, nonché una fermata obbligatoria per moltissime navi commerciali che solcavano l’Atlantico.
Purtroppo, nel 1706, la furia del vulcano Trevejo distrusse quasi completamente Garachico e il suo porto fu completamente distrutto dalla lava, cosicchè la cittadina impiegò molti anni per riprendersi e oggi sfrutta la risorsa turismo come economia parallela alle coltivazioni di banane, le quali ora vengono trasportate in tutta Europa e non solo, dai porti di Santa Cruz e Puerto de la Cruz collocati più a nord.
Oggi, passeggiando per il suo piccolo centro storico, uno dei più ricchi di arte e meglio conservati delle isole Canarie, si possono ammirare diversi e variegati edifici storici quali chiese e palazzi in stile canario, ma anche floridissimi giardini e piazze molto signorili. L’eremo di San Rocco, l’ex convento de San Domenico da Guzmán, l’antico convento di San Francesco o la Tenuta El Lamero sono solo alcuni dei luoghi che, assieme all’atmosfera rilassata, rendono Garachico uno dei luoghi più caratteristici e singolari di Tenerife.
Prima di lasciare Garachico non ci facciamo sfuggire una passeggiata a El Caletón, dove una serie di piscine naturali formate dalla lava, connotano in modo univoco il lungomare di questa cittadina costiera.









Garachico (foto di Gigicogo)
E’ ora di tornare e dunque affrontiamo la chiusura dell’anello del Teide proprio dove, per ora, non c’è ancora traccia dell’autostrada. Prendiamo dunque la Tf-82 e in salita raggiungiamo prima El Tanque e successivamente Erjos prima di ritrovarci nuovamente a Santiago del Teide e completare l’anello che in una sola giornata ci ha permesso di vedere il Teide da tutte le angolazioni.
Segue la terza parte.
메타데이터
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- 2026-07-13 06:23:13