La fuga che non arriva
La fuga che non arriva
Ad Iseo quarto successo per Elia Viviani: Maglia Ciclamino sempre più vicina. Tutto invariato in classifica generale. Primo duello Yates-Dumoulin domani a Pratonevoso.
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Quarto successo per Elia Viviani che eguaglia Fernando Gaviria al Giro 2017[/caption]
Tra il Lago di Garda e quello d’Iseo c’è un fazzoletto di terra che assomiglia al Limburgo. Un budello di strade tra rondò e spartitraffico, carreggiate strette e tortuose, curve cieche ed improvvisi cambi di direzione. Sembra l’Olanda, forse il Belgio, eppure siamo nella Franciacorta, terra di vino, di buon vino, e di eccellenza italiana. La Riva del Garda-Iseo doveva essere l’occasione buona per gli attaccanti da lontano, un percorso complesso e tortuoso difficilmente controllabile dalle formazioni dei velocisti. Fuga doveva essere e fuga non è stata, un leitmotiv che accompagna la carovana rosa da Gerusalemme fino alle sponde del Lago d’Iseo. Anche la Franciacorta è preda delle ruote veloci, assetati di sprint come non mai.
La salita dal chilometro zero è il classico assist servito ai coraggiosi del mattino. In molti hanno studiato a fondo la tappa, per qualcuno è l’ultima occasione per dare una sterzata in positivo al proprio Giro, per altri l’opportunità di accrescere il bottino maturato nelle sedici frazioni precedenti. La bagarre è frenetica, mezzo gruppo vuole la fuga, la parte restante la volata. Un braccio di ferro che ha contraddistinto tutte le tappe intermedie del Giro 101, una guerra a colpi di trenate, allunghi, scatti e controscatti risolta costantemente appannaggio degli sprinter. Anche oggi la Bora-Hansgroe e Sam Bennett fiutano la preda. L’obiettivo è il tris di vittorie e l’avvicinamento alla Maglia Ciclamino di Elia Viviani. L’olimpionico e i Quick-Step giocano a nascondino lasciando il controllo della corsa ai rivali tedeschi. Dal plotone non va via nessuno. Dopo un lungo tira e molla riescono a sganciarsi i soli De Marchi, Poels, Luis Leon Sanchez e Hermans. Quattro uomini di qualità, seppur con caratteristiche non congeniali al tipo di percorso previsto.
L’attacco dei quattro è solo questione di protocollo. Ben presto il gruppo neutralizza la fuga e si ricompatta così come successo settimana scorsa ad Imola e Nervesa della Battaglia. Ad Iseo nel frattempo sopraggiunge il diluvio mentre il sole splende a soli due chilometri di distanza. Un cambio repentino del meteo che non scoraggia le ambizioni di Viviani e Bennett. I due danno vita all’ennesimo duello a suon di velocità. Viviani imposta la volata dalla testa, Bennett sopraggiunge dalla decima posizione ma è troppo tardi. Elia cala il poker e conquista altri punti pesanti per la Ciclamino che tiene sulle spalle dalla seconda tappa di Tel Aviv. Il parziale recita 4–2 per l’italiano. A Roma l’ultima sfida.
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Per Simon Yates e gli uomini di classifica è stata una giornata relativamente tranquilla. I Mitchelton-Scott hanno beneficiato del lavoro della Bora per risparmiare preziose energie in vista del trittico di fuoco che attende i protagonisti nella lotta alla Maglia Rosa. Primo round domani a Pratonevoso, una salita lunga e pedalabile posta al termine di una tappa interamente pianeggiante. Percorso allettante per Tom Dumoulin, meno per Yates. Sarà di nuovo l’uno contro l’altro. A meno che il dio ciclismo non benedica la cara, vecchia e sfortunata fuga.
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CLASSIFICA DI TAPPA: 1. Elia VIVIANI (Quick-Step Floors) 155 km in 3.19’57’’, media 46,51 km/h; 2. Bennett (Irl); 3. Bonifazio; 4. Van Poppel (Ola); 5. Debusschere (Bel); 6. Sbaragli; 7. Drucker (Lus); 8. Modolo; 9. Vendrame; 10. Gonçalves (Por); 26. Froome (Gb); 27. Dumoulin (Ola); 28. Yates (Gb); 31. Carapaz; 43. Pozzovivo; 45. Lopez (Col).
CLASSIFICA GENERALE: 1. Simon YATES (Gb — Mitchelton-Scott); 2. Dumoulin (Ola) a 56’’; 3. Pozzovivo a 3’11’’; 4. Froome (Gb) a 3’50’’; 5. Pinot (Fra) a 4’19’’; 6. Dennis (Aus) a 5’04’’; 7. Lopez (Col) a 5’37’’; 8. Bilbao (Spa) a 6’02’’; 9. Carapaz (Ecu) a 6’07’’; 10. G. Bennett (N.Zel) a 7’01’’.
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