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Anas, Come Israele e l’Occidente Uccidono la Verità

E se non fosse soltanto in Palestina?

Gregorj Cocco · 2025-08-13 03:21 · 0 claps · 5.6 min read
#critica-sociale #europa #diritti-umani #palestina #geopolítica
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Anas, Come Israele e l’Occidente Uccidono la Verità

Anas al‑Sharif: Il giornalista “scomodo” assassinato da Israele

Anas al‑Sharif: Il giornalista “scomodo” assassinato da Israele

Ora, caro lettore, ti chiedo uno sforzo, un gesto quasi violento nella sua semplicità. Dimentica, se puoi, quel nome “esotico”, Anas, che la tua perbenista indifferenza, così cinica e in fondo ignobile, ha già escluso dal perimetro del tuo interesse.

Immagina invece, uno dei tuoi rari connazionali che tu stimi e rispetti. Uno che, tra il frastuono assordante della menzogna e l’ipocrisia dilagante che tu ben conosci, riesce a piacerti. E ti piace perché sa ancora accendere un barlume di ragione, una scintilla di verità in questo caos di notizie false e ambigue che la rete e i media ti somministrano quotidie. Non pronunciare il suo nome, no, non ha importanza.

L’importante è invece che ora tu, questo essere che stimi, tu lo ponga al centro della tua coscienza, lo tenga stretto al cuore.

Ora, immagina ancora, se l’anestesia sociale non ti ha già ridotto a un simulacro, che stanotte nella tua nazione, con la brutalità gelida di un’esplosione calcolata, questo corpo, questa tua voce amica, venga per sempre cancellata. Non per un errore, ma volutamente cancellato. Per sempre. Assassinato con una sentenza di morte firmata da uno Stato straniero, un potere lontano geograficamente, ma complice del nostro stesso degrado.

Che farai, dunque, di fronte a tale orrore? Alzerai le spalle? Continuerai a scrollare i tuoi social, quei santini elettronici di una falsa felicità, come se nulla fosse?

Ahimè, caro lettore, temo proprio che farai così. E debbo esserti sincero con la spietatezza che la realtà impone. Io temo che la maggior parte di voi, massa informe e degradata, continuerebbe a vivere la sua giornata, indifferente e anestetizzata, perché l’idiocrazia, la codardia e la totale sottomissione hanno fatto breccia ovunque, hanno omologato le vostre anime, cancellato ogni dignità di fronte alla vita e alla morte.

E ora, mentre queste mie parole, forse goffe e ripetitive come un’antica litania, ti raggiungeranno, penserai: «Con tutti i casini che ci sono nel mondo, ciò che mi fai immaginare addirittura dentro confini della mia nazione, non accadrà mai!» e aggiungerai: «.. chissà, può darsi che questi fatti continueranno ad accadere in quelle terre esotiche, come in Palestina, dove i giornalisti hanno quei nomi “strani”, ma qui proprio no, scherziamo?».

Tutto ciò lo penserai perché sarai perfettamente certo che tu, in quanto “europeo”, hai salvi in cassaforte i tuoi diritti e la tua libertà, illusioni vane in questo nostro nuovo e più insidioso fascismo. Pensi che la violenza e l’oppressione siano distanti, migliaia di chilometri da casa tua.

Purtroppo no, caro il mio lettore, perché la libertà di stampa, quel barlume di democrazia ancora formale, può essere spenta, come un interruttore, in un battito di ciglia, da questo potere che si nutre di menzogne e rimozioni.

Ecco perché il sangue di Anas al-Sharif è un grido che non dovresti, che non puoi ignorare: e te lo dico perché quando un reporter, un testimone della realtà, muore per averti raccontato la verità, tu non devi permettere che quest’omicidio rimanga nel silenzio, che sia depenalizzato, derubricato a “danno collaterale” da questo nuovo fascismo edonistico.

In questo istante, ci troviamo di fronte a un omicidio mirato, un’esecuzione. Siamo di fronte a un attacco alla nostra capacità di sapere, di capire, di resistere. E, soprattutto, soprattutto, è un “precedente”. Un precedente grave anche per te, per la tua stessa carne, specie quando scopri che ciò che accade a Gaza è stato ribattezzato — con la spietatezza di un nome che svela la mostruosità — come “Laboratorio Palestina”.

Dunque voi, “risorse umane” di un’economia che vi vuole meri consumatori, voi “datori di stipendio” che v’illudete di vivere in democrazia solo perché avete un cervello che a volte, per inerzia, usate, svegliatevi! Provate a immaginare il terrore di chi resta, di chi perde una voce amica, una luce nella notte buia di quest’occidente distrutto. Perché se vi serve un nome esotico per sentirvi lontani e sicuri, per rimuovere la tragedia, sappiate che quel sangue è nostro sangue, quella libertà è la nostra, ormai minacciata da un nemico senza volto e senza nome. Un nemico senza volto ma che esiste, che vi domina a suo piacimento.

Reagite, dunque, rompete la prigione dell’assuefazione e della degradazione. Altrimenti, sarete solo complici della morte della verità, complici di un genocidio che si compie anche con l’annullamento dell’umanità stessa.

Gregorj Cocco

Note Rilevanti:
- Al Jazeera, BBC, The Guardian, Middle East Eye, Corriere della Sera. 2024. Cronaca dell'attacco a Rafah e morte di Anas al‑Sharif.
Le testate riportano che il giornalista si trovava in una tenda per rifugiati nel sud di Gaza, colpita durante un raid israeliano. Dichiarazioni del portavoce IDF incluse.
- Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, RaiNews, SkyTG24. 2024. Smentite di Al Jazeera alle accuse israeliane.
Israele sostiene che Anas al‑Sharif fosse comandante di una cellula di Hamas; Al Jazeera e altre fonti respingono tali accuse come infondate.
- Reporters Sans Frontières (RSF), Committee to Protect Journalists (CPJ), International Federation of Journalists (IFJ). 2024. Elenco ufficiale dei giornalisti civili uccisi a Gaza 2023–2024.
Documenti ufficiali indicano che Anas al‑Sharif non era un combattente armato.
- Journal of Behavioral Addictions; Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking. 2015‑2023.
Ricerche scientifiche su dipendenze da smartphone/social media, deficit di attenzione e indifferenza sociale; concetto giornalistico di “idiocrazia e anestetizzazione sociale”.
- Reporters Sans Frontières (RSF). 2024. Report on Gaza.
United Nations Office of the High Commissioner for Human Rights (OHCHR). 2024. Statement on violations of international humanitarian law in Gaza. Indagini incluse sull'uccisione di Anas al‑Sharif.
- Gordon, Neve, e Nicola Perugini. 2015. The Human Right to Dominate. Oxford University Press.
Loewenstein, Antony. 2023. The Palestine Laboratory. Verso Books. Analisi critica della Palestina come “laboratorio” per tecnologie e strategie di controllo.

Domande e Risposte sull’assassinio di Anas al-Sharif

Quanti giornalisti europei hanno denunciato la manipolazione sulla morte di Anas al-Sharif?

La Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), tramite Alessandra Costante (segretaria generale) e Vittorio di Trapani (presidente), ha espresso una presa di posizione esplicita: “Israele ha il dovere di fornire prove contro Anas Al-Sharif, pubblicamente e credibili. In assenza di prove si tratterebbe di una confessione di una violazione di un diritto umano, la libertà di stampa, e di un crimine di guerra”. Roberto Natale, storico dirigente del sindacato dei giornalisti e membro del Cda Rai, ha definito su Professione Reporter la narrazione israeliana (“documenti inequivocabili”) come “megafono della propaganda” e ha invitato al fact-checking rigoroso, sottolineando la mancanza di riscontri indipendenti alle accuse.

La relatrice speciale ONU per la libertà di espressione, Irene Khan, ha dichiarato: “Le minacce e le azioni di repressione mirate non solo contro un singolo individuo, ma contro l’intera libertà di informazione, negano la possibilità di documentare i crimini che si verificano a Gaza… È evidente che giornalisti sono stati presi di mira sulla base di accuse infondate di terrorismo di Hamas”.

Esempi: Muhammed Shehada, analista Euro-Med Human Rights Monitor, ha affermato ad Al Jazeera: “Non esistono prove che Anas abbia partecipato ad alcuna azione ostile, la sua routine era davanti alla telecamera tutto il giorno”. Il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ), il 24 luglio 2025, avvertiva: “Diffamazione e minacce contro Anas al-Sharif da parte dell’Idf sono un preludio al suo assassinio”.

Quali canali mainstream hanno rilanciato la versione israeliana?

Diversi media italiani (citati su Articolo21 e Il Fatto Quotidiano, nonché SkyTG24) hanno rilanciato la narrativa israeliana secondo cui Anas sarebbe stato un ‘giornalista-terrorista’, senza presentare prove documentali a corredo.

La stampa mainstream ha dato spazio all’accusa dell’Idf (“capo di una cellula Hamas, responsabile di attacchi missilistici”), ma nessuna testata italiana o europea ha presentato riscontri indipendenti a sostegno di tale versione.

Al Jazeera e i principali corrispondenti internazionali hanno denunciato pubblicamente questa campagna di delegittimazione, specificando il carattere infondato delle accuse.

La BBC, citata come fonte nel resoconto Al Jazeera, ha riportato come “Israele non consente alle organizzazioni giornalistiche internazionali di entrare a Gaza, molte testate si affidano ai cronisti locali” e quindi la voce diretta è spesso mediata o filtrata.

Esempi e dati “difficili da contestare”

L’Idf ha rivendicato con comunicato ufficiale l’attacco e l’uccisione dei sei giornalisti di Al Jazeera, affermando che “Anas al-Sharif era a capo di una cellula terroristica di Hamas e responsabile di attacchi missilistici”. Tuttavia, nessuna organizzazione di diritti umani ha fornito prove a supporto; tutte le indagini internazionali e le richieste ufficiali (Fnsi, Ue, ONU) sollecitano dati tangibili e pubblici, finora mai esibiti.

L’Ue (alto rappresentante Kaja Kallas) ha richiesto formalmente a Israele “chiarezza sulla morte dei giornalisti, nel rispetto dello stato di diritto” — una presa di posizione senza precedenti nei confronti delle pratiche israeliane sul territorio.

Pensa.Online


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