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Lamentarsi è un vizio

L’insostenibile abitudine di chi non è mai davvero contento

Alessia Febbraio · 2024-06-18 09:56 · 0 claps · 1.4 min read
#crescita-personale #psicologia #ottimismo #lezioni-di-vita #rinascita
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Lamentarsi è un vizio

L’insostenibile abitudine di chi non è mai davvero contento

Photo by Jacqueline Munguía on Unsplash

Photo by Jacqueline Munguía on Unsplash

C’è sempre qualcuno che si lamenta.

Del traffico, del tempo, del lavoro, del collega, del caffè troppo amaro o troppo caldo. E poi, diciamolo, a volte quel qualcuno siamo noi.

La lamentela è diventata una forma di linguaggio quotidiano, quasi un modo per sentirsi vivi, per creare connessione, per dire “ci sono anch’io”. Solo che, a lungo andare, diventa un riflesso condizionato: una reazione automatica al mondo.

Non è il problema in sé a stancarci, ma il modo in cui lo raccontiamo. Lamentarsi logora, perché toglie energia e significato a tutto il resto.

Ho imparato che le persone che si lamentano sempre non sono cattive o negative. Sono, in fondo, spaventate. La lamentela è un modo per riprendere controllo su qualcosa che non possiamo cambiare. Ma è anche il modo più rapido per perderlo del tutto.

La verità è che lamentarsi è comodo. Non richiede azione, solo parole. Non mette in discussione nulla, ma mantiene tutto esattamente com’è.

E allora come se ne esce?

Prima di tutto, riconoscendolo. Ogni volta che parte una frase in stile “non ce la faccio più”, prova a chiederti: serve a qualcosa dirlo? Se no, taci. Respira. Sposta il pensiero.

Poi, cambia linguaggio. Al posto di “non va mai niente come vorrei”, prova “oggi questa cosa non è andata come speravo, ma posso rimettere a fuoco”. Non è ottimismo tossico, è lucidità: le parole modellano il modo in cui percepiamo la realtà.

E infine, prendi le distanze. Le persone che si lamentano sempre scaricano addosso agli altri il proprio disordine interno. Non devi assorbirlo. Puoi ascoltare, ma senza diventare il contenitore della loro frustrazione.

La leggerezza, quella vera, nasce da qui: smettere di lamentarsi ditutto, anche del bisogno di lamentarsi.

Forse, non possiamo scegliere tutto quello che ci accade. Ma possiamo scegliere come raccontarlo. E da quella scelta, ogni tanto, dipende la qualità della nostra vita.


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