Frammenti di Lore III: Radagon e la maledizione dei Giganti (Elden Ring Lore ITA)
Svelando il mistero che circonda la descrizione della Treccia Rossa del Gigante.
Frammenti di Lore III: Radagon e la maledizione dei Giganti (Elden Ring Lore ITA)
Svelando il mistero che circonda la descrizione della Treccia Rossa del Gigante.
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Se nello scorso articolo abbiamo trattato un argomento che, ancora oggi, è oggetto di discussione tra molti fan di Elden Ring, anche in questo parleremo di un altro argomento molto dibattuto: il significato che si cela nella strana descrizione di Treccia Rossa del Gigante, le sue implicazioni sul personaggio di Radagon e la cosiddetta “maledizione dei giganti”. Iniziamo però col dire che, al contrario dell’argomento scorso, il mistero che aleggia intorno a questa descrizione non si può propriamente definire tale: diciamo che, dando un’occhiata più attenta alle descrizioni originali, si può giungere ad una conclusione più semplice e metaforica di quello che si può immaginare.
Ma cominciamo dal principio.

Treccia Rossa del Gigante
Questo è ciò che riporta la descrizione della peculiare frusta in italiano:
“Tutti i giganti hanno i capelli rossi, e si dice che Radagon detestasse la propria chioma. Che si trattasse di una maledizione della sua specie?”
Già ad una semplice lettura si può facilmente intuire il motivo per cui questa descrizione abbia generato così tanta confusione. Radagon sarebbe dunque un gigante? Eppure il gioco ci rivela espressamente che si tratta di un alter ego di Marika, la sua letterale metà. Come si spiega la sua correlazione coi giganti?
La localizzazione inglese alimenta ulteriormente la sua ambiguità, dicendo quanto segue:
“Every giant is red of hair, and Radagon was said to have despised his own red locks. Perhaps that was a curse of their kind.”
Quel “their kind” presente nella descrizione è inserito in maniera del tutto vaga e non chiarisce se Radagon vada incluso o meno al suo interno: era una maledizione della loro razza, di cui fa parte anche il campione dalla chioma rossa? Oppure si tratta di una maledizione scagliata da “loro”, i giganti, su di lui e su Marika? E soprattutto, in cosa consisterebbe questa maledizione?
Una plausibile risposta può essere trovata all’interno della descrizione dell’Incantesimo Ardi, o Fiamma!, che ci dice:

Ardi, o Fiamma!
“I giganti di fuoco ottennero il potere di un dio caduto, ma furono ugualmente sconfitti. D’altro canto, il fallimento li affrancò dalla loro singolare maledizione, ovvero il compito di fare da custodi alla fiamma per l’eternità.”
Sembra quindi che tale maledizione fosse legata ad uno stato di eterna sorveglianza della Fiamma della Rovina, collegata al dio malvagio che i giganti veneravano. Tuttavia, questo non spiega il legame tra questa e i capelli rossi di Radagon e, nello specifico, non determina se le due maledizioni siano la stessa o se si stia parlando di due cose distinte.
Alcuni fan hanno ipotizzato che la maledizione menzionata nella descrizione della Treccia Rossa del Gigante sia distinta da quella menzionata nell’Incantesimo Ardi, o Fiamma! e che riguardi proprio il distinto colore dei capelli di Radagon: secondo questa teoria, l’ultimo dei giganti, per astio verso il destino riservato alla sua specie, avrebbe scagliato una maledizione su Marika che le avrebbe tinto i capelli rossi, e la dea in seguito si sarebbe sbarazzata di essa generando la sua controparte maschile, Radagon; la teoria si appoggia sul fatto che il colore rosso è spesso correlato a elementi che l’Ordine Aureo disprezza e aborrisce, come il fuoco o la morte (la Runa della Morte è tinta di rosso), e dunque il colorarle i capelli di rosso avrebbe rappresentato una specie di onta, un’offesa verso la dea.
Ma questa ipotetica maledizione dei capelli rossi non si allinea con ciò che Elden Ring ci racconta sulle maledizioni in generale: queste sono condizioni debilitanti che corrompono il corpo e logorano l’esistenza, come dimostrano i Presagi, creature realmente maledette le cui corna sono colme di spiriti rancorosi. Un semplice cambio di colore dei capelli non può certo essere considerata una maledizione debilitante! Per di più, dal punto di vista logico, il gigante del fuoco non era nella posizione di imporre alcuna maledizione su Marika, e non sappiamo nemmeno se sia in grado di maledire o meno (dato che nel suo scontro non lo vediamo scagliare alcuna maledizione). Dopotutto, si trattava di un prigioniero, nonché l’unico sopravvissuto di una razza che l’esercito di Godfrey aveva estinto nella guerra che avrebbe segnato l’inizio dell’Era dell’Albero Madre.
Il mistero sembra infittirsi sempre di più e trovare una risposta appare impossibile… ma per nostra fortuna, il testo giapponese viene in nostro soccorso, chiarendo la situazione una volta per tutte con un piccolo ma significativo dettaglio.
Questa è la descrizione giapponese della Treccia Rossa del Gigante:
巨人たちは、皆一様に赤髪であり ラダゴンは、自らの赤髪に絶望したという それは巨人の呪いだったろうか
La descrizione originale, tecnicamente, riporta all’incirca lo stesso significato che abbiamo individuato nelle localizzazioni, ma c’è una differenza cruciale: mentre nella prima strofa c’è scritto 巨人たち (kyojin-tachi), ovvero la parola “gigante” con il suffisso -tachi per indicare il plurale, nella terza e ultima strofa il termine 巨人 (kyojin) non è affiancato a questo suffisso. In altre parole, nella prima riga si parla di “giganti” al plurale, mentre nella terza riga si fa riferimento ad un singolo “gigante”. Normalmente, questo dettaglio non sarebbe così rilevante poiché, nelle sue descrizioni, Miyazaki inserisce spesso e volutamente dei termini ambigui in cui il singolare e il plurale non sono chiari, lasciando così spazio alle interpretazioni del giocatore. Ma in questo specifico caso, l’autore ha scelto esplicitamente di usare -たち (tachi) nella prima strofa e di ometterlo nella terza, quasi a volerci suggerire che il 巨人 (kyojin) alla fine andasse inteso al singolare.
Sacrificando quindi per un breve istante la grammatica in favore di una traduzione più letterale, la descrizione originale dovrebbe riportare quanto segue:
“Tutti i giganti hanno i capelli rossi. Si dice che Radagon si disperasse per i propri capelli rossi. Che questa fosse la maledizione del gigante?”
Abbiamo fatto questo giochino con la descrizione originale della treccia. Ora proviamo a farlo con quella dell’Incantesimo.
火の巨人は、悪神の力を借りてなお敗れた それは、永遠の火守りとして生き続ける 孤独な呪いの終わりでもあった
In questo caso, la descrizione è stata tradotta correttamente, ma proviamo a sostituire il plurale utilizzato nelle descrizioni italiana e inglese con il singolare, e vediamo cosa ne esce fuori:
“Il gigante del fuoco venne sconfitto anche dopo aver preso in prestito il potere del dio malvagio. La sua sconfitta fu però anche la fine della sua maledizione solitaria: vivere per sempre come eterno guardiano della Fiamma.”
Assume un significato diverso se letta in questo modo, non trovate? Sembra che, invece di riferirsi alla razza dei giganti nel suo insieme, la descrizione stia parlando specificatamente del boss, il Gigante del fuoco, e dei suoi ultimi istanti prima di perire sotto i nostri colpi. D’altronde, all’inizio della seconda fase dello scontro, lo vediamo strapparsi una gamba e offrirla in sacrificio al suo dio per ottenerne il potere (da qui il “venne sconfitto anche dopo aver preso in prestito il potere del dio malvagio”).

Senza contare che la sua maledizione consisteva nel sorvegliare in eterno la fiamma e il calderone che ne conteneva le braci, una condizione che rispecchia perfettamente quanto riportato nella descrizione della sua Rimembranza — o almeno nella versione giapponese, perché in italiano è tradotta male (sigh).

Rimembranza del Gigante di Fuoco
(…) 火の巨人は、巨人戦争の生き残りである 釜の火が不滅であると知った時 女王マリカは、刻印の呪いを施したのだ 小さき巨人よ。永遠の火守りとして生きるがよい (…) Il Gigante del fuoco è un sopravvissuto della guerra dei giganti. Quando comprese che la fiamma della forgia era inestinguibile, la regina Marika gli impresse una maledizione del sigillo. “Oh piccolo gigante. Che tu possa vivere come eterno guardiano della Fiamma”
“Vivere per sempre come eterno guardiano della Fiamma”. “Che tu possa vivere come eterno guardiano della Fiamma”. Direi che questa è l’interpretazione più coerente, siete d’accordo? Da notare inoltre che, nella descrizione originale, viene specificato che la maledizione di Marika sia più precisamente una maledizione del sigillo, una magia simile a quella che la dea applicherà a suo figlio Messmer per contenere il suo potere — sebbene in quel caso si parli di una “benedizione del sigillo”.
女王マリカは、刻印の呪いを施したのだ la regina Marika gli impresse una maledizione del sigillo. (…)
母は、その瞳を封印の祝福に入れ替え La madre sostituì il suo occhio con una benedizione del sigillo. (…)
Ovviamente si può ancora considerare che le descrizioni della treccia e dell’Incantesimo Ardi, o Fiamma! siano da intendere al plurale, ma questo ci riporterebbe al punto iniziale e ci condurrebbe a speculazioni poco sensate: se i giganti erano stati fin dal principio colpiti da una maledizione che li rendeva eterni guardiani della Fiamma della Rovina, che senso ha avuto specificare nella Rimembranza del boss che Marika gli ha impresso una maledizione che ha le medesime conseguenze? E perché mai Marika avrebbe dovuto imporgli una maledizione che, secondo questa ipotesi, il gigante del fuoco aveva già? Cos’era, una super maledizione? Le cose non quadrano!
E qui torniamo alla natura infausta delle maledizioni in Elden Ring, di cui abbiamo parlato qualche paragrafo fa. La localizzazione inglese e italiana enfatizzano l’eterna vigilanza forzata sulla Fiamma della Rovina, ma tagliano via un dettaglio fondamentale che è presente nel testo giapponese: “che tu possa vivere”. Il Gigante del Fuoco è condannato a vivere per l’eternità, senza mai invecchiare, obbligato a vegliare su una forgia che apparentemente non può usare per vendicarsi. Il tutto mentre spende la sua solitaria maledizione circondato dai cadaveri impalati dei suoi compatrioti, amici e parenti. È totalmente nelle grinfie della dea e non ha alcuna possibilità di liberarsi, se non con la morte da noi inflitta (“la sua sconfitta fu però anche la fine della sua maledizione solitaria”).

In questa parte dell’articolo, con la nuova consapevolezza acquisita, possiamo infine rispondere all’ultima domanda rimasta: come si lega la maledizione del Gigante del Fuoco ai capelli rossi di Radagon?
Ovviamente, se la maledizione è la stessa che Marika ha inflitto all’ultimo gigante, Radagon non può aver subito la stessa condanna: sebbene sia immortale in quanto metà di Marika (grazie al sigillo della Runa della Morte), di certo il campione dalla chioma rossa non risulta essere confinato sulle vette dei giganti a sorvegliare la forgia e non ha alcun legame con l’elemento del fuoco. D’altronde, lui è anche la stessa dea che ha maledetto il gigante! Di conseguenza, possiamo concludere che tale maledizione del gigante in relazione a Radagon non sia una condizione concreta, ma un parallelismo metaforo: così come il gigante del fuoco è imprigionato dalla volontà di Marika, anche Radagon lo è, e i suoi capelli rossi glielo ricordano in ogni istante della sua esistenza. Non è un caso che, mentre le localizzazioni italiana e inglese parlano di disprezzo per il colore dei suoi capelli, la descrizione giapponese utilizzi il termine 絶望 (zetsubou), traducibile in “disperazione”, “sconforto” o “impotenza”.
Radagon non provava disgusto per i suoi capelli rossi. Ne era affranto.
Perché gli ricordavano il destino del Gigante del Fuoco, una prigionia imposta da Marika, diversa ma così simile alla sua. Anche lui alle dipendenze di Marika, costretto a vivere al fianco della regina di Caria per poi abbandonarla. Obbligato a diventare il prossimo Elden Lord dell’Ordine Aureo, senza però mai sperare di poter scalzare la sua creatrice e reclamare la sua indipendenza come individuo a sé stante. Radagon non è altro che la metà di un’altra persona, costretto a condividere un corpo che non è nemmeno il suo, intrappolato in un’esistenza che non gli permetterà mai di raggiungere la perfezione che tanto desidera. Se non sfidando la dea stessa che lo ha creato.
おお、ラダゴンよ、黄金律の犬よ お前はまだ、私ではない。まだ、神ではない さあ、共に砕けようぞ!我が半身よ! “Oh Radagon, cane dell‘Ordine Aureo. Tu ancora non sei me, ancora non sei un dio. Forza, rompiamoci insieme! Mia metà!”. (Echi della regina Marika, JPN)
“(…) Radagon dai capelli rossi studiò le stregonerie come marito di Rennala di Caria e gli incantesimi come marito della regina Marika, spinto dalla sua aspirazione alla completezza.” (Icona di Radagon)

“Che questa fosse la maledizione del gigante?”
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- 2026-08-01 07:34:08