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I primi 25 anni di questo secolo, i nostri 5

Better Social nasce nel 2020, come spesso mi dicono: “in pieno Covid”.

Lorenzo Pieraccini in Inklusivə — Un progetto Better Social · 2025-11-05 15:13 · 0 claps · 5.0 min read
#innovazione #pistoia #bettersocial #disability #inclusion
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I primi 25 anni di questo secolo, i nostri 5

Better Social nasce nel 2020, come spesso mi dicono: “in pieno Covid”.

Questa vuole essere una riflessione sul mondo che vediamo dopo 5 anni che tentiamo di portare l’idea che le competenze digitali possono essere un volano per l’inserimento lavorativo di persone con disabilità nel mondo del lavoro.

Parto da un aneddoto emblematico della situazione italiana nel nostro anno di nascita.

Noi siamo una digital agency, una digital company, cioè un’organizzazione che vive comprende, usa e attua le competenze digitali per organizzare la propria attività ed erogare i propri servizi. In questo senso essere nati durante il Covid per noi è stato un vantaggio perché ci ha costretto a lavorare forzatamente in maniera digitale con un team da remoto. Il che ci ha permesso di crescere nell’uso e nello sviluppo delle nostre attitudini e competenze digitali.

Il caso vuole che dovessimo costituire la società proprio in quel periodo di lockdown. Informandosi su internet venimmo a conoscenza che i notai potevano fare gli atti digitali di costituzione delle società a patto che i soci avessero la firma digitale (allora non così diffusa. E oggi?). Noi la facemmo con un provider online abbastanza celermente, poi io mi misi a chiamare i notai che trovano su internet nella mia zona per capire chi potesse offrire quel tipo di servizio (l’atto di costituzione della società da remoto). Udite, udite. Nessuno era pronto a farlo. Eppure una legge lo permetteva e in un certo senso obbligava ad offrire quel servizio. Ma niente, non fu possibile. Il mondo fuori aveva deciso di rifiutare quell’innovazione. Questo ci ha portato un ritardo di 6 mesi nell’apertura della cooperativa.

Questo piccolo racconto, anche bizzarro ed ironico in un certo senso è emblematico della situazione del paese in cui viviamo.

Per chi è uso leggere notizie sul digitale avrà sentito dire a caratteri cubitali che l’Italia è in estremo ritardo sulle competenze digitali.

In effetti la nascita della nostra cooperativa può testimoniare questo. E’ come se in Italia non si volesse innovare. Eppure siamo stati una nazione di grandi innovatori nei secoli passati. Non so dire oggi a cosa si possa imputare veramente questa situazione, ma penso si possa vedere come un dato di fatto. Siamo una delle nazioni meno innovative d’Europa. E chi subisce maggiormente questa situazione? Come sempre le persone più fragili.

In 5 anni di attività ci siamo resi conto per esempio come gli investimenti pubblici e le competenze digitali nel terzo settore siano bassi. Nonostante il PNRR ancora si stenta a dare valore alle competenze digitali.

Basta guardare cosa succede nel mondo con l’intelligenza artificale. Le più grandi aziende al mondo del settore sono in USA e in Cina. Ma forse qualcosa sta cambiando. L’Europa dopo anni di discussioni sui temi dell’innovazione sembra abbia agito in maniera decisa.

Cito questo progetto come emblema della situazione https://openeurollm.eu/

L’Europa ha cercato di fare molto anche su certe distorsioni che le tecnologie digitali producono come l’abuso dei dati degli utenti, ad esempio attraverso il GDPR.

E oggi forse siamo l’attore mondiale che ha più a cuore lo sviluppo digitale sostenibile.

Cosa significa questo nella vita pratica di una piccola cooperativa come la nostra? Per esempio ci siamo resi conto che oggi, nel 2025, il terzo settore comincia ad aprirsi verso la collaborazione con realtà come la nostra, per digitalizzare le proprie organizzazioni ed offrire servizi di formazione digitale verso i propri utenti.

Anche sul lato degli investimenti si comincia a vedere enti pubblici che investono con determinazione in progetti che abbiano le competenze digitali al centro. Per esempio è emblematica la nascita del portale: https://repubblicadigitale.gov.it/portale/ che si occupa proprio di questo.

Nella realtà quotidiana però i problemi restano sempre gli stessi. Si vede per esempio che in 5 anni la disoccupazione tra le persone con disabilità è rimasta stabile (intorno al 70%, un dato sconfortante). Collaborare con gli enti pubblici è sempre difficile per problemi di burocrazia e coraggio.

Far entrare la mentalità dell’innovazione inclusiva è difficile.

Resta però centrale per noi come obiettivo lavorare per far capire come sia necessario impegnarsi tutti per far sì che lo sviluppo della società sia verso un uso del digitale inclusivo e sostenibile.

Segnalo il libro di Paolo Benanti che secondo me è un’ottima analisi della società digitale contemporanea, di chi sono gli attori principali che la plasmano, della sua genesi e di quelle che possono essere le tendenze future che stanno arrivando. Anche lui suggerisce, e come lui molti, che ci vuole uno sforzo collettivo per far sì che il digitale diventi una filosofia, prima che uno strumento, funzionale alla vita e alla società umana.

[embed]ATTUALITÀ E STORIA - Il crollo di Babele - Edizioni San Paolo Paolo Benanti Il racconto biblico della torre di Babele è divenuto un paradigma universale della nostra cultura: un…www.edizionisanpaolo.it

Consiglio vivamente il suo libro a chiunque voglia raggiungere una comprensione storica e sociologica della società di oggi e voglia contribuire e riflettere su come rendere la società migliore attraverso filosofia, competenze e tecnlogie digitali.

Nel nostro piccolo abbiamo avuto una piccola rivoluzione interna. Perché poi la vita è fatta di tante cose e non solo di competenze digitali. Ad oggi siamo in un momento di grande evoluzione e fermento. Alcuni grandi network italiani ci hanno contattato per progetti di collaborazione, come il progetto Data for social good, di cui spero di riparlarvi presto. Sul territorio stanno nascendo bei progetti di innovazione sociale e digitale soprattutto in collaborazione con la Fondazione delle comunità pistoiesi; noi stessi stiamo sviluppando due soluzioni bastate sull’intelligenza artificiale che possono aiutare il terzo settore ad essere più efficace. In questo momento stiamo valutando nuove assunzioni e tirocini per persone con disabilità che collaborino al nostro progetto.

In generale ci siamo accorti di come sempre di più la nostra realtà sia una realtà che vuole valorizzare il talento. Ci siamo resi conto di quanto siamo stati fortunati ad incontrare persone con disabilità con grandi talenti che erano o sono state escluse o poco considerte nel mondo del lavoro. Stiamo trovando talendi nell’organizzazione aziendale, nel commerciale, nello sviluppo di software o grafica 3D.

Siamo sempre più convinti di dover comunicare questi valori: che le compenteze digitali servono per valorizzare i talenti (di ognuno di noi).

Non è l’unico modo per farlo, ma in una società sempre più digitale è uno dei modi che può aver più senso, essere più efficace e portare tante persone oggi ai margini ad essere felici.

Nell’ultimo anno abbiamo formato decine di persone sulle competenze digitali e l’intelligenza artificiale. Nel 2026 speriamo di continuare a farlo e trovare partner con cui espandere la nostra filosofia e il nostro metodo di intervento, su tutto il territorio italiano e ancora nella nostra regione che amiamo.

Il nostro obiettivo di lungo periodo è costruire una comunità di rifermento per l’innovazione inclusiva in Italia. Già lo stiamo facendo e voi lettori ne siete parte e per questo vi voglio ringraziare. Vi invito a diventare sempre più parte attiva di questo progetto proponendo le vostre idee e rilfessioni. Ogni piccola azione oggi ha un grande significato. Ogni gesto che apparentemente può sembrare insignificante, per chi lo riceve può voler dire tanto.

Il nostro corso sulle competenze digitali per l’inclusione sociale sta riscuotendo grande interesse. L’ambiente e lo studio dell’AI offre scenari innovativi enormi. Continuiamo ogni giorno ad impegnarci ricordando che ogni persona con cui entriamo in contatto è speciale e sono le relazioni umane la parte centrale del nostro lavoro e della nostra vita.

Si concludono in questo anno i primi 25 anni di questo secolo. Adesso ci aspetta il lavoro per i prossimi 25, in cui speriamo di arrivare a dire che i nostri sogni si sono trasformati in realtà e viviamo in un mondo e in una nazione in cui il digitale è al servizio di chi ha più bisogno e la nostra nazione sta diventando leader nell’uso del digitale a fini di inclusione e solidarietà.

Con questo augurio e sogno vi saluto e vi auguro una buona vita.


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