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Lettera a mia madre, novembre 2023

Riesumazioni in un pomeriggio d'inverno

Jo Gabel · 2026-05-11 12:46 · 1 claps · 1.6 min read
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Lettera a mia madre, novembre 2023

di Jo Gabel

Ciao mamma, vorrei averti sognata stanotte e avrei voluto che mi avessi detto che va tutto bene. Ma non l’hai fatto, perché non credo che accadrà, non andrà tutto bene. Il mondo non va bene, non è quello in cui avevi fiducia che ti ha tradita al tuo epilogo. Sei vissuta in un 'epoca in cui si pensava che, dopo tanto orrore, l’essere umano avrebbe capito. Invece, dopo la tragedia che si sta perpetrando nella culla dell’umanità, i rancori sono decuplicati perché troppi specchi hanno riflesso. Quando tu eri piccola, l’informazione poteva venire manipolata, ma oggi tutti possono documentarsi e farsi un’idea, se hanno coraggio. Se ne hanno voglia. Temo che a nessuno interessi più, finché non sarà colpito in prima persona. Ed è proprio questo che sento incombere.

Le cicatrici di nuove e vecchie ferite sanguineranno e l'aria stessa che si respirerà farà da comburente per nuove faide.

Tutto servirà per mantenere il mondo in allarme e giustificare controlli e repressioni. Anche l'inviato del Presidente Biden l'ha detto: "Ora la guerra non può fermarsi altrimenti Hamas si rinforzerà".

So che non parla per tutti gli americani, non per quelli dell'articolo che ti feci leggere, su Mark Twain, che tanto ti piaceva.Ti ricordi? Si intitolava "Do the wrong thing".

Ma oggi non c'è più tempo di pensare, la storia incalza, siamo già in allarme terrorismo in Europa. I sionisti paragonano i palestinesi all'Isis. I rabbini integralisti gridano all'offesa della Tōrāh da parte dei sionisti, la gente in Israele è confusa e dilaniata, in pena per i loro cari in ostaggio di un governo a cui servono solo da morti.

E gli altri, la gente in Palestina, è o morta, o ferita, agguerrita, oppure comprensibilmente colma di odio. Noi, nell'Italia peregrina dell'occidente assistiamo inermi, mentre al governo pensano come spendere i nostri soldi in opere inutili o come farci comprare nuovi farmaci.

Ho ascoltato professori musulmani dalla parte di Israele e capi iraniani predicare la Pace. Ma la misura è colma e già Russia, Cina e Turchia hanno denunciato il genocidio di Gaza.

"Il sangue dell'agnello sulle porte basterà a fermare l'angelo?", scriveva Lattes Fortini agli ebrei italiani, e io quella domanda la estendo a tutti i cittadini e ai governi del mondo che stanno a guardare.

Come si può solo pensare che tutto tornerà come prima? E prima quando? A quale "prima" potremo tornare? Quello dello sfruttamento dei più fortunati sui più disgraziati? Quello dei colonialismi che depredano terre e ricchezze?

Se non ci sarà un risveglio totale dell'umanità, quello che ci aspetta è il buio.


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