Paolo e l’acqua
“Paolo, ti sei lavato i denti?” — arrivò puntuale come il Big Ben la domanda della Signora Anna. Stavolta però Paolo aveva la scusa…
Paolo e l’acqua

“Paolo, ti sei lavato i denti?” — arrivò puntuale come il Big Ben la domanda della Signora Anna. Stavolta però Paolo aveva la scusa perfetta: “Ma Mamma, non esce acqua dal rubinetto”. Si trattò di un ostacolo da poco per una pilota stagionata come la Signora Anna: “Non fare il furbo, sai perfettamente cosa fare. Prendi la bottiglia e lavati quei benedetti denti, che soldi per il dentista non ne abbiamo”.
La madre non riuscì però a sopprimere un insulto diretto alla società dell’acqua, visto che doveva lavare i piatti e si trattava della terza interruzione nelle ultime due settimane. E non era certo dovuto a qualche lavoro di riparazione: nel loro quartiere non si vedevano operai da diversi anni. “Mamma, non si dicono le parolacce” — la riprese immediatamente Paolo, sempre pronto a trovare crepe negli ordini che gli arrivavano dall’alto.
“Hai ragione saputello — ammise la madre — ma questi dell’acqua farebbero perdere le staffe anche a un santo. Ci vendono l’acqua a peso d’oro, se tardiamo di un giorno a pagare la bolletta ci becchiamo la multa, ma loro non hanno nessun problema a chiuderci il rubinetto quando gli garba”. “Lo fanno apposta?” — chiese incuriosito Paolo. “Se apposta è il risultato di incompetenza, disorganizzazione e menefreghismo, allora sì, lo fanno apposta”.
Paolo non era sicuro di aver capito bene, ma gli sembrava ovvio che la Mamma non avesse nessuna simpatia per i signori dell’acqua: “Ma se non ti piace, perché non cambi il fornitore? Non l’hai appena fatto per l’elettricità?”. “Fosse così facile. Di società dell’acqua ce n’è una sola, quindi questa ci teniamo. È per questo che il loro servizio fa schifo: che ci piaccia o no, non rischiano mai di perdere né i clienti né l’appalto municipale”.
Ma se il servizio fa schifo e tutti si lamentano, perché il Comune non sceglie una società diversa?”, continuò Paolo, nella sua versione personalizzata del gioco del perché. “Perché quelli che gestiscono la società dell’acqua sono ammanicati con i politici e i dirigenti comunali, persone che appartengono agli stessi partiti politici, in certi casi alle stesse famiglie. Così si tengono ben stretti i loro stipendi d’oro da manager pubblici. È una macchina da cui tutti ci guadagnano, per cui se si cambiasse qualcosa sarebbero in troppi a rimetterci” — fu la spiegazione sommaria della Signora Anna.
Paolo ci pensò un bel po’ e alla fine trasse le sue conclusioni: “Quindi per paura di toccare gli ingranaggi della macchina vi rassegnate a che non funzioni. E’ come la mia squadra di calcio: l’allenatore mette Marco titolare solo perché è suo figlio, anche se è un brocco e per colpa sua perdiamo le partite. Ma io pensavo che voi adulti foste più furbi”
“Preoccupati di non fare il furbo tu — tagliò corto la madre — e vai a lavarti i denti”.
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