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Single per scelta!

Pensatore Solitario · 2026-05-26 08:54 · 0 claps · 4.9 min read
#amore #relazioni-personali #singles
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Single per scelta!

DISCLAIMER: Questo articolo contiene un linguaggio diretto, sarcastico, ironico e a tratti volutamente volgare. Non nasce per risultare “politically correct”, addolcito o accomodante, ma per esprimere in modo autentico un punto di vista personale, maturato attraverso esperienze, riflessioni e vissuto.

Se sei una persona facilmente infastidibile da certi toni, termini o modalità espressive, hai una possibilità molto semplice e civile: scegliere di non leggerlo. Perché leggere volontariamente qualcosa che sai già potrebbe urtarti, solo per poi indignarti o criticarlo, avrebbe sinceramente poco senso.

Non tutto ciò che viene scritto deve piacere a tutti. E va bene così.

Ci sono diversi tipi di single.

Ci sono quelli rimasti soli perché la vita gli ha strappato via qualcuno. E lì non si parla di scelta. Si parla di dolore. Di vuoti che non si colmano con una cena fuori o con due frasi motivazionali da Baci Perugina condivise su Instagram.

Poi ci sono quelli single “per forza”. Quelli che una relazione stabile non riuscirebbero a tenerla in piedi neanche con le istruzioni Ikea. Pieni di menate, insicurezze croniche, gelosie patologiche, possessività, infantilismi vari, problemi irrisolti, incapacità totale di stare bene da soli. Gente che pretende amore quando ancora non riesce neanche a gestire sé stessa senza fare danni collaterali.

E poi… ci sono quelli single per scelta.

Ora, facciamo due premesse perché oggi va di moda dire qualunque stronzata purché sembri profonda.

Primo: non siamo nati per stare soli. Chi ostenta la solitudine come se fosse una medaglia o ha problemi seri oppure racconta balle a sé stesso. Siamo animali sociali, non sociopatici illuminati scesi dalla montagna col mantello nero e la soundtrack triste in sottofondo.

Secondo: il single per scelta non è uno che odia l’amore. Anzi. Spesso è uno che l’amore lo rispetta talmente tanto da non volerlo buttare nel cesso tanto per riempire un vuoto, avere compagnia il sabato sera o pubblicare storie col cuoricino.

Una persona che sceglie di stare sola, ma in modo sano, è una persona che comunque desidera una relazione vera. Gratificante. Serena. Equilibrata. Solo che ha imparato a stare bene anche senza.

E questa cosa, credetemi, cambia tutto.

Perché quando impari a stare bene da solo… smetti di avere bisogno. E quando smetti di avere bisogno, inizi finalmente a scegliere.

Scegli chi ti porta pace e non caos. Chi aggiunge valore e non problemi. Chi costruisce e non drena energie come un cazzo di buco nero emotivo travestito da “persona sensibile”.

Perché una relazione sana non è sopravvivenza reciproca. Non è fare da psicologo, da badante, da crocerossina o da centro recupero anime smarrite.

Qualcuno disse:

“Amore è avere una relazione esclusiva con una persona che stimi profondamente, che ammiri, desideri e la cui felicità, benessere e serenità diventino, assieme alla propria, missione e responsabilità. E insieme… essere testimoni partecipi delle rispettive vite.” — SF

Ecco… questo!

Ora… chi come me sceglie di essere single lo fa per un motivo molto semplice: non ha ancora trovato qualcuno che si incastri davvero con tutto questo. E nel frattempo sa stare bene da solo.

Fine.

Il problema è che in giro — e parlo da uomo non da misogino — il panorama è diventato tragicomico.

Ci sono donne che a quarant’anni non sanno ancora cosa vogliono dalla vita… però sanno perfettamente cosa dovresti volere tu, dove sbagli tu, come dovresti vivere tu e quali sarebbero i tuoi problemi. Fenomenale.

Altre superano mezzo trauma esistenziale, magari fanno un figlio (e pure per sbaglio), leggono due frasi di Osho su Facebook e diventano immediatamente guru spirituali della minchia. Ti fanno lezioni di vita senza avere minimamente idea del vissuto che hai alle spalle. Però tu le lasci parlare. Perché non hai bisogno di sbandierare esperienza per sentirti qualcuno.

Poi ci sono le psichiatriche. E no, non lo dico con cattiveria. Lo dico con realismo.

Persone devastate da paure, manie, fobie, insicurezze, traumi irrisolti, seghe mentali infinite… che però invece di andare in terapia vogliono una relazione. Così magari oltre ai loro problemi dovresti gestire pure il loro equilibrio emotivo traballante.

Care mie: prima si impara a stare bene da sole. Poi si prova a stare bene con qualcuno. Altrimenti non è amore. È dipendenza emotiva con contorno di drammi inutili.

E poi il grande classico: immature, irresponsabili, moraliste e incredibilmente ipocrite.

Quelle del “la vita è una sola” mentre si devastano ogni weekend, ogni aperitivo, ogni occasione è buona corredata di una buona scusa.

Quelle che a quarant’anni si fanno ancora le canne – a ogni occasione, magari ogni giorno e non ‘ogni tanto – dicendo «eh ma non è una vera droga, cosa vuoi che sia».

Ma andatevene affanculo, per me siete tossiche del cazzo, a braccetto con le alcolizzate… che non sapete divertirvi ed essere rilassate e voi stesse a meno di farvi.

Quelle del “un po’ di gelosia ci vuole, se non sei geloso non ami”. No. Anche questa è una stronzata colossale. La gelosia patologica non è amore. È possesso. È insicurezza. È paura di perdere controllo.

E poi quelle che fanno le morali agli altri e appena la vita presenta una responsabilità vera crollano come castelli di carta bagnati.

Ora… se questo è il panorama… capite bene che essere single diventa quasi una scelta obbligata di buon senso.

Perché se devo far entrare una persona nella mia vita che anziché portare serenità porta casini… allora preferisco stare da solo. Mille volte.

E poi sapete qual è la verità che nessuno dice?

Che certi uomini… le donne… non li vogliono davvero! Perché gli uomini con carattere, esperienza, vissuto, lucidità e spina dorsale… non li gestisci facilmente. Non li manipoli. Non fai loro la morale a cazzo. Non riesci a ribaltare tutto facendoli passare per sbagliati mentre tu sei sempre la vittima illuminata.

E allora la gran parte scelgono uomini deboli, gestibili, confusi, immaturi, instabili… e poi si lamentano perché trovano relazioni tossiche.

Io scelgo di essere single perché sto bene da solo anche se… sì, mi manca avere accanto una compagna vera con cui condividere l’ultimo tratto di strada.

Scelgo di essere single perché in giro, sinceramente, vedo poco che mi faccia dire: “Ne vale la pena.”

E soprattutto perché, per quanto possa sembrare assurdo a molti uomini, dopo certe esperienze, non sento più tutto questo bisogno disperato di scopare ad ogni costo.

Preferisco farmi una sega che infilarmi in problemi inutili per una chiavata con una che poi non sa gestire neanche il dopo in modo normale e sereno.

La differenza è tutta lì!

Molti ragionano col “intanto me la faccio, poi vedo”. Io no.

Perché quello che ho vissuto mi basta e avanza. Non ho bisogno di fare altre tacche sulla cintura (credo di averne finite diverse, di cinture) per dimostrarmi quanto valgo o se piaccio etc.

Non sbavo più davanti a una figa solo perché è bella. Ne ho viste. Ne ho avute… e anche decisamente belle…

Non mi basta più mezzo seno scoperto o due battute furbe perché mi si accenda l’interesse.

Oggi mi attrae altro!

Mi attrae una donna che sappia davvero cos’è il fascino. E il fascino non è spogliarsi. È presenza. È testa. È energia. È profondità. È sicurezza. È equilibrio… È femminilità vera!

È una donna che… capisce che prima si scopa con la mente… e solo dopo col corpo.

Quindi sì.

Single per scelta.

Non perché non creda più nell’amore. Ma proprio perché ci credo ancora abbastanza da non accontentarmi di una versione mediocre.


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