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Musica

Tutto iniziò circa un mese e mezzo, due mesi fa.

Sara Tamponi · 2020-04-25 17:13 · 8 claps · 3.1 min read
#musica #scoperte #generi #emozioni #brividi
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Musica

Tutto iniziò circa un mese e mezzo, due mesi fa.

La musica mi ha sempre accompagnata nel corso della mia vita, con i più svariati generi che includevano band quali i Green Day, Blink 182, Sum 41, Paramore; cantanti come Avril Lavigne, rapper come Tupac. Mi è sempre piaciuto variare, non penso di essere mai stata in grado di inquadrarmi in un particolare genere.

Giunta al termine delle scuole medie, sentii per la prima volta Gasolina, una hit del cantante portoricano Daddy Yankee; da quel momento mi innamorai del reggaeton. Anni di musica allegra, con un ritmo di base che caratterizzava più o meno tutte le canzoni, testi abbastanza monotematici. Tuttavia, ciò che mi ha sempre trasmesso quel genere è l’allegria: la voglia di ballare, di scatenarmi, di sorridere; mi faceva sentire libera. Io e la mia migliore amica, al tempo, speravamo sempre che il nostro cantante preferito degnasse della sua presenza la Sardegna, dedicandoci un concerto che mai ci saremmo scordate; tuttavia, l’annuncio di una possibile esibizione di Daddy Yankee a Cagliari non arrivava mai.

Gennaio 2017.

Lo ricorderò sempre. La mia amica mi scrisse, con un entusiasmo dirompente, che giravano voci sulla possibilità che il cantante giungesse a Cagliari. Voci che infine si rivelarono vere: il 12 giugno Daddy Yankee si sarebbe esibito a Cagliari. La prima cosa che facemmo fu recarci al box office; inutile dire che i biglietti finirono in men che non si dica, tuttavia riuscimmo ad accaparrarci i nostri.

Fu così che dopo mesi di attesa, il fatidico momento arrivò: attesa, emozione allo stato puro, urla disumane, una fiumana di gente. Un concerto emozionante, che mi fece rivivere tutte le sensazioni provate negli anni a partire dall’adolescenza con l’ascolto del mio genere preferito. Ricordi memorabili, emozioni indimenticabili.

Tuttavia, a partire da quel momento avvenne in me un cambiamento: smisi di ascoltare reggaeton. Non mi diceva più nulla, mi capitava di ascoltare qualche canzone ogni tanto perché magari la trovavo orecchiabile, ma nulla di più. Chiamo per tale motivo gli ultimi anni di “vuoto musicale”. Non che non abbia ascoltato musica, ma era il modo in cui l’ascoltavo ad essere cambiato. Non sentivo più i brividi, non sentivo più la carica, le lacrime causate dall’emozione non c’erano più. Così sviluppai un pensiero, secondo il quale ero fermamente convinta che la musica non facesse per me, che non mi piacesse più ascoltarla.

Torniamo adesso all’inizio, come ho citato sopra un mese e mezzo, due mesi fa. Un nome, una voce, delle chitarre. Erano mesi che mio fratello maggiore insisteva nel farmi ascoltare il mitico, ma io non mi sbilanciavo mai, rimandavo. Fu così che Brian Fallon entrò nella mia vita. Una voce leggermente graffiata, una combinazione di suoni che mi ricorda i viaggi in macchina di ritorno a casa al tramonto, un look O.C. quando Ryan portava Marissa sulla bici.

E tornarono. I brividi, le lacrime, la voglia di cantare a squarciagola. Tornarono le emozioni, mille volte più forti di prima. A Brian Fallon si susseguirono poi altri artisti come i Goldfinger, Tony Sly, e altri che ancora sto scoprendo; la mia curiosità è infinita, ogni volta che mi capita di scovare qualcuno di nuovo è sempre una nuova gioia, una riscoperta, una bella sensazione. Un sorriso. Ovviamente tutta questa nuova e bella musica è sempre intervallata dai miei affezionatissimi quali appunto i Blink, o i My Chemical Romance, e chi più ne ha più ne metta.

Ho per tali motivi deciso di rivalutare il mio rapporto con la musica, che è finalmente rientrata a far parte della mia vita come un’amica ritrovata, più forte, intensa e varia di prima. Mi è venuto in mente proprio adesso un paragone che credo renda bene ciò che intendo. C’è una puntata dei Griffin in cui Peter, il mitico grassone cammina per la città con un sottofondo musicale che lo accompagna in tutte le sue attività; ecco, oggi credo di sentirmi come Peter: una canzone che canticchio al risveglio al mattino, una che mi fa incazzare la sera per quando arriva il malumore, e una più soft per concludere la giornata con i nervi meno tesi.

Grazie musica, e un grazie sentito ai miei cari fratelli, che come al solito mi aiutano ad ampliare i miei orizzonti e a riscoprire emozioni che pensavo di aver perduto. E voi, qual è il vostro rapporto con la musica?


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