Resistenza: la storia vissuta dai nostri nonni e bisnonni
A cura di Clara Fioravanti, 5AL (supervisione della Prof.ssa Katia Salvatori)
Resistenza: la storia vissuta dai nostri nonni e bisnonni
A cura di Clara Fioravanti, 5AL (supervisione della Prof.ssa Katia Salvatori)
Fosse Ardeatine
Il 24 marzo del 1944 si consumava una delle più feroci rappresaglie che l’esercito nazista stanziato a Roma abbia compiuto nei confronti degli italiani: l’eccidio delle Fosse Ardeatine, in cui vennero fucilate 335 persone tra civili, militari, ebrei, prigionieri comuni. Persone che si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato e che si sono trasformate nella risposta all’attentato partigiano di Via Rasella avvenuto il giorno prima e in cui erano rimasti uccisi 35 soldati tedeschi.
Sono numeri che spaventano ancora e che ricordano una delle pagine più dure della storia d’Italia e cioè i due anni della Seconda Guerra Mondiale che vanno dall’armistizio dell’8 settembre 1943, quando l’Italia venne occupata dagli alleati anglo-americani, alla fine del conflitto. Anni in cui l’Italia si divise sotto più aspetti, prima di tutto sul piano politico perché a Sud si erano rifugiati il Re Vittorio Emanuele III e il governo Badoglio, e a Nord si era creata la Repubblica di Salò, il governo fantoccio capeggiato da Mussolini anche se di fatto guidato dai nazisti. La divisione più delicata però è stata quella sul piano sociale e umano, soprattutto nel Nord, perché ha coinvolto italiani antifascisti che si si scontrarono non solo con i tedeschi ma anche con altri italiani ancora allineati al fascismo, tanto da poter definire queste lotte una vera e propria guerra civile. Parole che pesano e che hanno gettato un’ombra per lungo tempo sull’organizzazione che era nata in quel periodo: la Resistenza.
La Resistenza è stato il movimento di opposizione al regime nazifascista costituito da civili e militari che desideravano liberare l’Italia dai nemici. I partigiani, così chiamati coloro che appartenevano alla Resistenza, erano suddivisi in Brigate a seconda del loro orientamento politico: Brigata Matteotti dove erano confluiti i socialisti, Brigata Garibaldi i comunisti, Brigata Giustizia e Libertà i componenti del Partito d’Azione. A far parte di questi gruppi c’erano molte persone, uomini e donne che durante il ventennio fascista erano state esiliati o messi a tacere, altri erano giovani che desideravano un’Italia libera. I partigiani non avevano i mezzi e le capacità di combattere grandi scontri, infatti limitarono il loro intervento militare a imboscate o sabotaggi. Crearono però molti disagi interrompendo le vie di comunicazione dei tedeschi, liberando valli o paesi, sorprendendo i soldati nemici con continue guerriglie.
Si è parlato a lungo, eppure non abbastanza, della Resistenza e dei partigiani: alcuni li hanno considerati dei “semplici ribelli”, altri degli “eroi”, altri addirittura dei “terroristi” che hanno creato il pretesto per rappresaglie evitabili o che si sono fatti uccidere inutilmente. Molti sostengono infatti che la Resistenza non abbia avuto effettivamente un ruolo strategico nella fine della guerra e che di fatto siano stati gli americani a liberare l’Italia dal nazismo. Appoggiandoci alle parole del Prof. Alessandro Barbero possiamo però affermare che, anche se fosse vero che il peso militare dei partigiani sia stato poco rilevante, ciò non toglierebbe niente al suo valore simbolico, in quanto ha mostrato al mondo che gli italiani avevano combattuto per liberarsi da un fascismo a cui non credevano più. Questo valore simbolico è ciò che ha consentito ad Alcide De Gasperi nel 1946, durante la conferenza di pace a Parigi, di non far considerare l’Italia solo un nemico sconfitto, ma un paese che ha combattuto per la propria liberazione.
Studiare questo argomento ha stimolato la curiosità di molti studenti che hanno scavato nelle storie vissute da nonni e bisnonni durante il periodo della Seconda guerra mondiale. In questi racconti la storia de libri si fonde con la realtà vissuta dai nostri antenati più o meno vicini. Le testimonianze sono state differenti e hanno visto i nostri lontani parenti combattere sui diversi territori coinvolti della guerra, dalla Russia all’Ucraina, dall’Albania a Spalato, e in aree della stessa Italia.
La Resistenza ha sempre portato con sé un velo di ostilità, così come è stato ed è ancora difficile parlare di guerra civile senza provare vergogna. Per questo è bene ribadire: si è parlato a lungo della Resistenza e dei partigiani, eppure non abbastanza ed è stato importante ripercorrere una storia non così lontana dai nostri giorni.
메타데이터
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