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ODESSA, IL POLMONE CHE DECIDE LA GUERRA

Mentre tutti guardano Kiev, Putin prepara la vera mutilazione dell’Ucraina

Lioubov Kriakvina · 2025-11-18 11:12 · 0 claps · 3.2 min read
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ODESSA, IL POLMONE CHE DECIDE LA GUERRA

Mentre tutti guardano Kiev, Putin prepara la vera mutilazione dell’Ucraina

Da quando i russi hanno sfondato il fronte, le notizie sulla guerra in Ucraina si sono fatte frammentate, come se nessuno sapesse quale piega potrebbe prendere la vicenda. C’è chi parla di pace imminente, c’è chi invece ipotizza una rapida avanzata russa per chiudere rapidamente la partita. È invece piu’ probabile che la strategia di Putin sia diversa.

Da quando è iniziata l’invasione, l’immaginario collettivo ha sempre avuto un centro: Kiev. La capitale è stata descritta come il cuore politico dell’Ucraina, il simbolo della sua resistenza, il luogo dove si decide la sopravvivenza dello Stato. Se cade Kiev, cade l’Ucraina: questa è l’equazione che domina titoli, analisi e paure. È un’equazione semplice, potente, perfetta per i media e per alimentare la paura di un’invasione russa dell’Europa. Ma proprio questa semplicità rischia di essere la più grande illusione.

Perché Kiev, pur essendo il cervello del Paese, potrebbe non essere l’obiettivo finale di Vladimir Putin. La marcia su Kiev funziona piuttosto come un miraggio: evocata per costringere l’Ucraina a concentrare lì tutte le sue forze, amplificata dai media occidentali per giustificare nuove spese militari, e usata come diversivo per aiutare i vari governi a distrarre i propri cittadini dai forti disagi causati dalle sanzioni imposte alla Russia, ma che come effetto hanno avuto solo quello di danneggiare l’economia europea.

La trappola della capitale

In ogni caso, Zelensky non può permettersi di non difendere Kiev. La caduta della capitale significherebbe la fine immediata dello Stato, e questo vincolo strategico diventa la leva perfetta per Mosca. L’Ucraina, con risorse limitate, è costretta a concentrare uomini e mezzi a difesa della capitale, lasciando inevitabilmente scoperti gli altri fronti.

È qui che la narrativa mediatica diventa funzionale alla strategia russa: ogni allarme su Kiev sposta l’attenzione, intensifica la paura, e inevitabilmente costringe l’Ucraina a sguarnire quello che i russi vogliono davvero conquistare. La vera partita si gioca, infatti, altrove.

Odessa, il polmone dell’Ucraina

Il vero obiettivo, più plausibile e devastante, è Odessa. La città sul Mar Nero non è solo un porto: è il polmone economico dell’Ucraina, il suo sbocco commerciale, la sua connessione vitale con il mondo. Senza Odessa, l’Ucraina diventa un Paese mutilato, privo di respiro economico e di autonomia strategica.

Odessa è il nodo che tiene insieme la sovranità ucraina e la sua capacità di sopravvivere. Perdere Kiev significherebbe la caduta dello Stato; perdere Odessa significherebbe sopravvivere come corpo amputato, fragile e dipendente. È una differenza sottile ma decisiva: Kiev è il cervello, Odessa è il respiro.

La logica di Putin

Putin lo sa bene. Conquistare Kiev significherebbe dover governare un Paese ostile e vasto, con costi enormi e rischi permanenti. Odessa, invece, offre un vantaggio duraturo: controllo del Mar Nero, continuità territoriale con la Crimea e la Transnistria, e la possibilità di destabilizzare l’Ucraina senza doverla occupare interamente.

È una chiusura “gestibile”: mutilare il nemico, privarlo del mare, e al tempo stesso mandare un messaggio all’Occidente. Non serve prendersi tutto per farvi pagare il conto. Basta amputare il polmone e lasciare a voi un vicino destabilizzato, da sostenere per decenni.

La trappola mediatica

La marcia su Kiev è perfetta per i titoli dei giornali: semplice, drammatica, immediata. Funziona come diversivo operativo e come amplificazione mediatica. La paura della capitale intensifica il consenso al riarmo, ma sul terreno si apre lo spazio per una manovra laterale.

E l’Europa, spaventata dall’idea di una marcia sulla capitale ucraina, non vede che la vera partita si gioca sul mare, ma se anche lo vedesse, cosa potrebbe fare? Come potrebbe impedire ai russi di raggiungere i loro obiettivi? E se Odessa cade, l’Ucraina perde il suo polmone, e l’Europa eredita un vicino mutilato, un territorio distrutto e privo di valore strategico ed economico, da sostenere e da ricostruire, in bilico in una situazione di pace instabile.

Le conseguenze per l’Ucraina e per l’Europa

  • Per l’Ucraina: la perdita di Odessa significherebbe diventare uno Stato senza mare, senza capacità di esportare grano e risorse, senza respiro economico. È una mutilazione permanente.
  • Per l’Europa: si ritroverebbe come “fardello” un territorio distrutto, mutilato, privo di valore strategico ed economico. Un Paese amputato, che non può più reggersi da solo e che diventa un peso costante per l’Unione.
  • Per la Russia: il controllo del Mar Nero e del corridoio verso la Transnistria consoliderebbe la sua posizione geopolitica, senza bisogno di prendersi Kiev o l’intera Ucraina.

La fine partita

La guerra non si chiuderà con la caduta di Kiev, ma con l’annessione di Odessa. Per la Russia, significherà controllo del Mar Nero e consolidamento delle aree già occupate. Per l’Ucraina, significherà mutilazione permanente e perdita di autonomia economica. Per l’Europa, significherà ritrovarsi a pagare all’infinito per un territorio amputato, fragile, da sostenere senza che abbia più valore strategico né economico.


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