← Back to list

L’ultimissima immagine di Rosetta

A un anno dalla fine della missione, è saltata fuori quella che è la vera, ultima immagine scattata dalla sonda prima di posarsi sulla…

Michele Diodati in Spazio Tempo Luce Energia · 2017-10-02 22:33 · 7 claps · 4.1 min read
#rosetta #comete #space-exploration #astronomia #spazio
Open on Medium ↗
Wiki topics: FT · Fine-tuning & Adaptation 🔭 · Astronomy & Space 🥊 · Combat Sports

Una ricostruzione in scala del rapporto di dimensioni tra la sonda Rosetta e gli ultimi due riquadri di suolo della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko fotografati prima di posarsi sulla sua superficie. Il riquadro giallo indica l’area ripresa nella penultima immagine acquisita dallo strumento OSIRIS, il riquadro rosso l’area coperta dall’ultima immagine in assoluto. La X bianca indica il punto in cui presumibilmente la sonda ha toccato terra. Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA; spacecraft: ESA/ATG medialab

Una ricostruzione in scala del rapporto di dimensioni tra la sonda Rosetta e gli ultimi due riquadri di suolo della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko fotografati prima di posarsi sulla sua superficie. Il riquadro giallo indica l’area ripresa nella penultima immagine acquisita dallo strumento OSIRIS, il riquadro rosso l’area coperta dall’ultima immagine in assoluto. La X bianca indica il punto in cui presumibilmente la sonda ha toccato terra. Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA; spacecraft: ESA/ATG medialab

L’ultimissima immagine di Rosetta

A un anno dalla fine della missione, è saltata fuori quella che è la vera, ultima immagine scattata dalla sonda prima di posarsi sulla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko

Dopo 12 anni e mezzo trascorsi nello spazio, il 30 settembre 2016 la sonda Rosetta concluse la sua missione scendendo sulla superficie della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko. L’ultimo segnale ricevuto dal controllo missione dell’ESA giunse alle 11:19:37 GMT: considerando il tempo necessario alle onde radio per percorrere i 720 milioni di km che separavano in quel momento la cometa dalla Terra, vuol dire che erano trascorsi circa 40 minuti da quando Rosetta aveva interrotto per sempre le comunicazioni. La sua casa sarebbe stata da quel momento in poi la scura, freddissima e polverosa superficie di quel remoto e antichissimo corpo celeste.

La successiva analisi dei dati inviati a Terra dalla sonda rivelò che Rosetta si era gentilmente adagiata sul suolo della cometa a soli 33 metri dal punto di atterraggio designato. Il luogo in cui la sonda si era posata fu chiamato Sais, in onore della città dell’antico Egitto che si ritiene abbia ospitato in un suo tempio la stele di Rosetta, dalla quale la missione ha preso il nome. Sais — quella sulla cometa, non quella dell’antico Egitto — si trova all’interno di una depressione, in una regione chiamata Ma’at, situata nella testa della bilobata cometa 67P.

Negli ultimi metri della discesa, le letture della temperatura registrate da Rosetta mostrarono forti variazioni, con estremi compresi tra –190 ºC e –110 ºC: probabilmente una conseguenza della differente esposizione al Sole dei punti che il velivolo si trovò ad attraversare mentre scendeva (le immagini finali mostrano un rilievo che incombe sul luogo di atterraggio, che proietta profonde ombre al suolo).

Durante tutta la discesa, Rosetta continuò a raccogliere dati scientifici e a scattare fotografie. Le immagini, visibili in un post pubblicato un anno fa, mostrano la superficie della cometa che si avvicina sempre di più, con i dettagli superficiali che diventano via via più nitidi a mano a mano che si restringe l’area osservata. Dalle prime immagini, scattate da una distanza di 22 km dalla superficie della cometa, si arriva così all’ultima, acquisita da Rosetta quando si trovava a poco più di 20 metri dal suolo. È una vista sfocata di un quadrato di terreno irregolare che misura appena 2,4 metri di lato.

Quella che per un anno è stata considerata l’ultima immagine inviata dalla sonda Rosetta. Da una recente ricostruzione dei dati della discesa è stato calcolato che il velivolo si trovava in quel momento a un’altezza compresa tra 23,3 e 26,2 metri dal suolo. La risoluzione dell’immagine è di circa 2,5 mm per pixel. Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Quella che per un anno è stata considerata l’ultima immagine inviata dalla sonda Rosetta. Da una recente ricostruzione dei dati della discesa è stato calcolato che il velivolo si trovava in quel momento a un’altezza compresa tra 23,3 e 26,2 metri dal suolo. La risoluzione dell’immagine è di circa 2,5 mm per pixel. Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Ma, in modo piuttosto inatteso, è venuto fuori in seguito che l’ultima immagine scattata da Rosetta non era veramente l’ultima. O meglio: è stata l’ultima a giungere integra e completa al controllo missione, ma non l’ultima in assoluto ripresa dallo strumento OSIRIS della sonda.

Nelle fasi finali della discesa, la trasmissione delle immagini alle antenne terrestri fu suddivisa in pacchetti separati di dati telemetrici. Ogni immagine era formata da 23.048 byte di dati, divisi in sei pacchetti successivi. L’immagine riprodotta più sopra è stata l’ultima inviata da Rosetta in cui sono giunti a Terra tutti e sei i pacchetti di dati. È stata perciò riconosciuta ed archiviata come un file immagine dal software che gestiva in automatico la trasmissione delle ultime riprese effettuate da Rosetta.

I tecnici si accorsero però successivamente che i server avevano archiviato tre ulteriori pacchetti di dati telemetrici, per un totale di 12.228 byte. Non era un’immagine completa e perciò il software di gestione non l’aveva riconosciuta come tale. Ma gli ingegneri del software del Max Planck Institute for Solar System Research di Gottinga (Göttingen) in Germania sono riusciti a ricostruirla. Ed è ben più nitida dell’ex ultima foto. Eccola.

Quella che è davvero l’ultima immagine ripresa da Rosetta prima di spegnersi per sempre. Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Quella che è davvero l’ultima immagine ripresa da Rosetta prima di spegnersi per sempre. Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

L’area ripresa misura solo 1 metro di lato e la risoluzione è di 2 mm per pixel. La fotocamera OSIRIS scattò l’immagine da un’altezza compresa tra 18 e 21 metri, solo pochi istanti prima che Rosetta toccasse il suolo della cometa 67P. È la vista più dettagliata e ravvicinata che possediamo a tutt’oggi del materiale che ricopre il nucleo di una cometa. E rimarrà tale per molti anni, almeno finché un’altra sonda non sarà in grado di ripetere l’impresa di Rosetta, atterrando su un’altra cometa.

La vista totale della cometa 67P fu acquisita da Rosetta il 5 agosto 2014 da una distanza di 123 km. Il riquadro con lato di 225 metri è una ripresa effettuata il 30 settembre 2016 da un’altezza di 5,7 km (la risoluzione è di 11 cm/px). Il rettangolo centrale è una porzione di terreno larga 55 metri, ripresa sempre il 30 settembre 2016 da 331 metri di altezza (la risoluzione è in questo caso di 33 mm/px). Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

La vista totale della cometa 67P fu acquisita da Rosetta il 5 agosto 2014 da una distanza di 123 km. Il riquadro con lato di 225 metri è una ripresa effettuata il 30 settembre 2016 da un’altezza di 5,7 km (la risoluzione è di 11 cm/px). Il rettangolo centrale è una porzione di terreno larga 55 metri, ripresa sempre il 30 settembre 2016 da 331 metri di altezza (la risoluzione è in questo caso di 33 mm/px). Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Per mettere le cose in prospettiva e apprezzare il livello di dettaglio delle ultime due immagini inviate a Terra da Rosetta, è utile osservare con attenzione l’immagine qui sopra. In alto a sinistra c’è una vista totale della cometa 67P, in cui appare evidente la sua caratteristica struttura a due lobi. Il lobo più grande misura 4,1 × 3,3 × 1,8 km. Quello più piccolo misura 2,6 × 2,3 × 1,8 km.

Il riquadro in alto a destra mostra un quadrato di terreno di 225 metri di lato, che racchiude l’area della regione chiamata Ma’at in cui si decise di far atterrare Rosetta. Il riquadro rettangolare bordato di celeste visibile più sotto è una porzione di terreno larga 55 metri, la metà circa di un campo da calcio, all’interno della quale la sonda Rosetta si è effettivamente posata (come mostra l’illustrazione a inizio pagina). Infine, i due riquadri visibili in basso sono le due ultime immagini scattate dalla fotocamera OSIRIS, con a destra quella completa e a sinistra quella incompleta. I riquadri rosso e giallo sovrapposti al ritaglio rettangolare bordato di celeste mostrano le reali dimensioni dell’area ripresa da queste due ultime immagini in rapporto alla porzione di suolo su cui si è posata Rosetta.

[embed]

Sostieni l’attività di divulgazione scientifica di questo blog con una donazione tramite Paypal o Patreon.


메타데이터
post_id
927ef2d4111c
slug
lultimissima-immagine-di-rosetta-927ef2d4111c
url
https://medium.com/spazio-tempo-luce-energia/lultimissima-immagine-di-rosetta-927ef2d4111c
canonical_url
https://medium.com/spazio-tempo-luce-energia/lultimissima-immagine-di-rosetta-927ef2d4111c
author_url
https://medium.com/@md64
status
ok
fetched_at
2026-07-30 09:39:55