Il mio vero, il tuo falso
C’è una differenza sostanziale fra Verità e Fatti. La prima è sostanzialmente libera, i secondi sono oggettivi.
Il mio vero, il tuo falso
C’è una differenza sostanziale fra Verità e Fatti. La prima è sostanzialmente libera, i secondi sono oggettivi.
Mi spiego: ciò che è Verità per me (esempio: l’esistenza di Dio, la bontà del mio modello valoriale, il concetto di bene/male) potrebbe non essere Verità per il mio vicino (Dio non esiste, modello valoriale diverso, diverso concetto di bene/male). Però nessuno dei due potrà dire all’altro: “Io sono nella Verità”, perché sarebbe sostanzialmente un’imposizione non basata sulla prova. La Verità, nel senso più assoluto del termine, è però dogmatica, non ha sfumature, e il più delle volte indica un elemento in cui credere, a cui fare un atto di Fede.
I Fatti invece sono indiscutibili, perché dimostrabili. È un fatto che la proposta di dare agli umori della piazza la possibilità di decidere cosa sia vero oppure no sia una cazzata, perché troppe variabili entrano in gioco, nessuna palesemente legata alla dimostrazione oggettiva della veridicità del Fatto. È un fatto che sia stupido contestare una persona palesemente preparata su un tema, se di quel tema non si hanno le basi. È però anche un fatto che in Italia l’informazione sia legata a centri di potere che hanno negli anni eroso la credibilità del movimento giornalistico italiano, minando in una larga fetta d’elettorato la fiducia che attribuivano agli operatori dell’informazione.
Il problema in Italia che si confondono Fatti e Verità. Si attribuisce al proprio partito la funzione di detentore della Verità assoluta, un po’ come si fa con una religione: un elettore di questo o di quel partito parte dal presupposto che il suo punto di vista sia essenzialmente Vero, che non ci sia errore perché evidentemente dimostrato, anche se i Fatti raccontano altro.
Ad esempio è un fatto che il PD sia riconvertito in un partito di centrodestra, rinnegando le battaglie che fino a 5 anni fa innervavano il suo DNA. Ed è un fatto che il M5S non abbia strumenti per controllare l’infiltrazione “gentista” che ne minano la credibilità. È un fatto che attribuire al governo la possibilità di decidere cosa sia vero o falso sia un passo molto, molto rischioso, esattamente come lasciare a una commissione popolare questo potere. Ed è un fatto che metà degli argomenti di cui discutiamo quotidianamente sarebbero teoricamente fuori dalle nostre corde, rimanendo nel modello “non democratico” che sta spopolando in queste ore dopo il post di Roberto Burioni, Medico: per continuità, quindi, è un fatto che tutti quelli che hanno esultato per le conclusioni date dal Burioni dovrebbero tacere rispetto a metà delle cose che discettano online e offline, però continuano a farlo, perché — probabilmente — percepiscono la virtù del possesso di una Verità, che però tale non è. I Fatti ci dicono che nessun politico attualmente in Italia può ergersi a nume tutelare della Verità, perché nei Fatti ogni politico ha dimostrato una qualche incoerenza alla base che ne avrebbero dovuto minare la credibilità.
La battaglia che si sta conducendo in queste ore è a mio modo di vedere drammaticamente grottesca. Invece di concentrarsi sul pretendere il rispetto delle Verità e una narrazione basata sui Fatti (faccio qualche esempio: i voucher andrebbero regolarizzati; il paese si sta desertificando a tutti i livelli; il debito pubblico è fuori controllo; c’è un’assenza totale di visione su tematiche centrali nel prossimo futuro, come l’Energia o la gestione dei rifiuti etc etc) ci si concentra sul dualismo vero-falso, quando il concetto è svuotato di ogni senso dalla radice. Non c’è più vero e falso. C’è il mio vero e il tuo falso, c’è una commistione dannosa e pericolosa di Verità e di Fatti, dove il risultato è un’insalata al sapore di regressione, incapacità di leggere la realtà, tifoseria.
Da un lato c’è un movimento nato per riempire un vuoto causato dalla politica, che si è arrogato il diritto di parlare su temi molto, molto delicati ma che ha perso ogni tipo di smalto, e dall’altro c’è una massa informe altrettanto rancorosa. Nel centro c’è il cittadino medio, stufo del tifo da stadio, ansioso di ascoltare Fatti, rispettoso della propria Verità e delle Verità altrui.
메타데이터
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