Copia e fai copiare. Abbandonare il gioco
La DAD è squilibrata dalla parte dei ‘ladri’
Copia e fai copiare. Abbandonare il gioco
La DAD è squilibrata dalla parte dei ‘ladri’
Mettiamola così: se il mio compito di insegnante è quella di insegnarti delle cose, di verificare che tu sai le cose che ti ho insegnato, e, infine, di valutare quanto tu dimostri di avere appreso, allora, se tu riesci a copiare, io non riesco a portare a termine il mio compito.
Se la scuola è tutta qui, allora mettiamocela via: la DAD rende il nostro compito impossibile!

Claudio Magris faceva, provocatoriamente, in un articolo di qualche anno fa, l’elogio del copiare (e anche del ‘far copiare’). In quell’articolo Magris sosteneva che a Scuola c’è un gioco di ruolo tra gli insegnanti-guardie e gli studenti-ladri: gli studenti cercano sempre di fare il meno possibile; è questo il loro ruolo e questo devono fare, senza cercare di diventare più realisti del re, autocensurandosi o stipulando patti d’onore con gli insegnanti, impegnandosi a non copiare. Anzi, sosteneva Magris:
Da bravi studenti pronti a copiare e a far copiare è lecito… attendersi brave persone disilluse e generosamente solidali.
D’altra parte il ruolo dell’insegnante è quello di cercare di impedire che copino:
Se agli scolari tocca copiare, agli insegnanti ovviamente tocca impedirlo, e il gioco va bene se ognuno fa ciò che gli spetta, senza bollare la copiatura come un crimine e senza rivendicarla come un diritto contro la repressione scolastica.
Ma cosa succede quando il gioco è a rischio zero? Quando barare è così facile, da riuscire a farla franca senza grossi rischi? Ci si diverte ancora? E il premio qual è?
Pensando a tutta la fatica (ai materiali da preparare, i siti da compulsare, l’adrenalina che scorre per la paura di essere sgamati, ecc.) per predisporsi al ‘furto’, verrebbe da chiedere a questi nostri studenti: il gioco vale la candela?
Una bella domanda, ma, forse, la risposta la so già. La risposta sta nella favola della rana e dello scorpione. Dopo aver vinto le resistenze di una rana timorosa, perché lo aiutasse ad attraversare il fiume sul suo dorso, lo scorpione punge mortalmente la rana, e a quest’ultima che gli chiede perché l’ha fatto, visto che alla fine moriranno tutti e due, lo scorpione risponde: “Perché è la mia natura!”
Non possiamo chiedere agli studenti di andare contro la loro ‘natura’, ma possiamo creare situazioni di apprendimento (e quindi di verifica) che evitino loro la possibilità di dover scegliere se copiare o non copiare.
La DAD è squilibrata dalla parte dei ladri. Comprendo la frustrazione delle guardie, ma forse è il caso di abbandonare quel gioco e di iniziarne un altro. Comporta un po’ di fatica in più, ma, magari, alla fine potremmo trovarlo anche più soddisfacente.
Vai alla Homepage
메타데이터
- post_id
- 9549d2b237c6
- slug
- abbandonare-il-gioco-9549d2b237c6
- url
- https://medium.com/la-scuola-che-non-c%C3%A8/abbandonare-il-gioco-9549d2b237c6
- canonical_url
- https://medium.com/la-scuola-che-non-c%C3%A8/abbandonare-il-gioco-9549d2b237c6
- author_url
- https://medium.com/@pietro-alotto
- status
- ok
- fetched_at
- 2026-08-09 08:09:52