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La psicoterapia cura o alimenta il narcisismo?

Critica mente · 2026-01-20 19:55 · 0 claps · 3.6 min read
#narcisismo #psicologia #società #individualismo
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La psicoterapia cura o alimenta il narcisismo?

“Dovremmo andare tutti in terapia”, ognuno di noi ha pronunciato o sentito pronunciare questa frase almeno una volta nella vita. Sembra ormai una verità indubitabile, un dogma indiscutibile. La psicoterapia ha acquisito un ruolo talmente fondamentale nella nostra società che si potrebbe definirla sacra senza scadere nell’iperbole.

Una religione secolare

Il richiamo alla sacralità, e dunque alla religione, è più attinente di quanto non possa sembrare. Cristopher Lasch (storico e sociologo statunitense) nel 1979 scrisse un libro intitolato “La cultura del Narcisismo” dove dedicò ampie riflessioni al ruolo della psicoterapia nella società narcisistica che si andava profilando in quegli anni:

Tormentato dall’ansia, dalla depressione, da una generica insoddisfazione, da un senso di vuoto interiore, l’ “uomo psicologico” del XX secolo non mira a un potenziamento individuale e neppure alla trascendenza spirituale, ma anela alla pace dell’anima, in condizioni che la rendono sempre più improbabile. I terapeuti, non i preti (…) sono diventati i suoi più importanti alleati nella lotta per raggiungere un equilibrio, è a loro che si ricorre nella speranza di conseguire il moderno equivalente della redenzione, la “salute mentale”.

Difficile credere che queste parole siano state scritte ormai quasi cinquant’anni fa eh? la fotografia scattata da Lasch non è minimamente sbiadita. Abbiamo davvero tutti bisogno di andare in terapia? forse sì, ma la vera domanda è: questa necessità è data dal fatto che siamo più evoluti e consapevoli, come ci vogliono far credere, o è piuttosto il sintomo di un fallimento sociale catastrofico?

Il narcisismo come patologia sociale

Fermo restando che sicuramente ci sono patologie, traumi o comportamenti disfunzionali che esigono il sostegno di professionisti per essere affrontati, molti di noi, a mio modesto parere, avrebbero solamente bisogno di parlare con qualcuno e sono disposti a spendere dai 50 ai 100 euro a seduta per essere ascoltati davvero. L’individualismo, la digitalizzazione e la crisi dei legami comunitari ci hanno reso più isolati e contemporaneamente più egoriferiti, questa combinazione micidiale può portare solo ad una grande sofferenza. La personalità narcisistica, contrariamente a quanto si possa pensare, è sintomatica di un Io insicuro, il narcisista non è indipendente, al contrario, è estremamente dipendente dalla validazione dell’altro. Per utilizzare una metafora figurata potremmo dire che le altre persone per il narcisista non sono che specchi che riflettono la sua immagine idealizzata, tuttavia, questa immagine grandiosa non è che una costruzione precaria: il narcisista ha bisogno che venga incessantemente confermata, poiché senza tale riflesso la sua autostima si incrina e il suo senso di sé rischia di crollare.

Relazioni unilaterali e ascolto a pagamento

Se accettiamo la visione di Lasch per cui il narcisismo sarebbe ormai una patologia sociale sistemica quello che ci troviamo di fronte è una società atomizzata, nella quale ogni individuo ricerca costantemente un rapporto unilaterale con l’altro, funzionale al proprio appagamento personale; ma proprio perché tutti hanno questo medesimo bisogno, nessuno riesce a soddisfarlo. Ecco dunque che subentra la psicoterapia: finalmente viene offerto a pagamento quel rapporto unilaterale che tanto cerchiamo negli altri. Abbiamo a disposizione una persona che per un’ora si concentra esclusivamente su di noi, che ci ascolta, che si ricorda ciò che gli diciamo, che si mostra empatica nei nostri confronti e, soprattutto, che non pretende a sua volta di essere ascoltata, capita, rassicurata, e così via.

Il fatto che ormai molti, soprattutto tra i più giovani, abbiano iniziato a confidarsi persino con Chatgpt non è che la conferma definitiva di questa tendenza narcisistica. Non importa più nemmeno che dall’altra parte ci sia un’essere umano, l’importante è che svolga al meglio il suo servizio e chi lo fa meglio di Chatgpt? pensateci, non dovete nemmeno perdere tempo a salutarlo o fingere di ascoltarlo quando vi risponde alla domanda “come stai?”, eppure Chat vi parla come se voi foste il centro del suo mondo, e noi non chiediamo altro che questo.

Nessuno si salva da solo

Manca però un tassello per completare questo puzzle grottesco: la psicoterapia non è semplicemente una soluzione elaborata dalla cultura del narcisismo, ma spesso l’alimenta essa stessa. Vi sono famigliari frasi come “devi mettere te stesso al primo posto”, “a volte bisogna essere egoisti” o ancora “non devi nulla a nessuno”? scommetto di sì, soprattutto quando si tratta della psicologia pop da Instagram, ma ho sentito spesso esprimere concetti molto simili anche da professionisti del settore. Forse non è vero che abbiamo tutti bisogno di uno pscioterapeuta, ma sicuramente non possiamo fare a meno dei legami sociali, dell’empatia, di essere ascoltati e di ascoltare, di essere curati e di curare, e forse il disagio generalizzato che è sotto gli occhi di tutti negli utimi anni non è che la testimonianza del fatto che 45 minuti a settimana di seduta sono un pagliativo e non una cura alla cultura del narcisimo.


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