Basta con il consumo di suolo!
Parliamone di nuovo.
Basta con il consumo di suolo!
Parliamone di nuovo.

Foto di Louis Reed su Unsplash
Oleggio Grande lo dice dal primo giorno della sua costituzione: basta al consumo indiscriminato di suolo.
In campagna elettorale abbiamo dedicato una (affollata) serata a discutere di Piano Regolatore, ascoltando la bella esperienza del Comune di Romagnano Sesia attraverso le parole di Cristina Baraggioni, ex Sindaco, e di Guido Vallino, urbanista. La serata è stata introdotta da Domenico Rossi che ha presentato i principi della Legge Regionale 18/2019, riportando le tre parole chiave che vi riproponiamo: riuso, riqualifica dell’edificato e rigenerazione urbana. L’attenzione è stata interamente rivolta a temi di valorizzazione, di tutela dell’edilizia famigliare, e al contrasto di iniziative di speculazione edilizia che sembrano invece le uniche a trovare spazio nel nostro territorio.
A inizio 2019 abbiamo temuto che l’amministrazione uscente, dopo 10 anni di nulla, si affrettasse ad approvare un nuovo Piano Regolatore proprio a ridosso della fine del proprio mandato. Per fortuna questo non è avvenuto, come raccontavamo qui.
Ma da quell’Aprile 2019 la situazione non è cambiata di molto.
In compenso abbiamo assistito in queste settimane a due interventi ugualmente negativi:
-il progetto di “riqualificazione” dei Viali Paganini e Mazzini, di cui abbiamo abbondantemente parlato (trovate nuovamente il link in fondo a questo articolo), che per una cifra importante prevede l’abbattimento di tutti gli alberi e successiva piantumazione in posizione più vicina alle case, per creare nuovi posteggi e spazi più ampi per il mercato (inevitabilmente la pista ciclabile sarà più stretta).
-L’abbattimento di tutti gli alberi della zona ex Carminati per l’insediamento di un nuovo supermercato.
Vogliamo entrare nel merito di quest’ultimo devastante e irreversibile intervento, anche per chiarire che il nostro “Basta” non è figlio di pregiudizi o di posizioni ideologiche.
Proviamo a fare un po’ l’avvocato del diavolo, ponendoci da soli le domande che più comunemente vengono poste per giustificare l’avanzata del cemento.
➡️ Ma non ci basta la campagna intorno?
Il mondo intero, preoccupato per il riscaldamento globale, si sta adoperando per ridurre le auto nei centri città e sostituire il cemento con alberi, progettando zone verdi e pedonali anche di grandi dimensioni. Pochi giorni fa è apparso sulla stampa il progetto di Parigi, che prevede di trasformare i due km degli Champs Elyseés in una passeggiata piena di alberi. La ragione? Una indagine tra i cittadini ha rivelato che quei viali non sono frequentati dai parigini. Troppo caldo, troppo traffico, troppo rumore; niente ombra, niente tranquillità per i tavolini all’aperto dei bar. L’obiettivo dell’intervento quindi è di restituire Parigi ai parigini, contrastando al tempo stesso i futuri e previsti aumenti delle temperature.
Quindi no, ad Oleggio non basta la campagna; perchè al momento evidentemente non c’è nessuna intenzione e nessuno strumento adatto a impedire che le zone verdi del centro abitato vengano destinate ad altro, quindi il consumo indiscriminato di suolo non verrà fermato.

Il centro è destinato a diventare più rumoroso, più caldo, più inquinato; in sintesi meno ospitale di quanto non sia oggi.
➡️ Non si può limitare l’iniziativa privata, è contro la legge
Chi vuole aprire un nuovo supermercato ha tutto il diritto di farlo, certo.
Ma le amministrazioni locali sicuramente sono a conoscenza dei progetti con molto anticipo. E possono intervenire per chiedere che gli interventi siano rispettosi del decoro della città.
Certo, un Piano Regolatore impostato su criteri di vivibilità potrebbe e dovrebbe definire le aree di espansione commerciale e residenziale, che invece l’attuale Piano, vecchio di oltre 20 anni, non prevede.
Se Oleggio deve essere un “borgo da valorizzare”, è da lì che si sarebbe dovuto cominciare; ci sono stati 12 anni di continuità amministrativa, quindi tutto il tempo per intervenire. Ci accorgiamo ora dell’inadeguatezza del principale strumento di pianificazione urbanistica?
➡️ Se un privato ha intenzione di vendere ad un altro privato, l’Amministrazione non può dire niente.
Non stiamo parlando di rinunciare a un orto (privato) per ampliare la casa di famiglia, ma di usare una superficie di 9000mq molto vicina al centro per creare una media superficie commerciale; e, lo diciamo di nuovo, un dialogo con la precedente proprietà avrebbe permesso di arrivare a un compromesso sull’uso.

Il Parco di Villa Antonia, a S. Maria Maggiore
Pare che il terreno exCarminati fosse in vendita da 6 anni: in 6 anni non un abboccamento con la proprietà, non un pensiero, non una idea?
La famiglia Zegna si è mostrata ovunque attenta alla tutela dell’ambiente; qui trovate uno dei tanti articoli che ne parlano. Forse una trattativa sarebbe stata possibile, per riservare una parte di quei 9000 mq alla città e ai cittadini. Ci sono molte storie positive di questo genere in Italia; il nostro Parco Beldì è una di queste, e si deve alla lungimiranza dell’Amministrazione e del privato di allora se abbiamo tutti potuto fruire di questo meraviglioso spazio.
Riassumendo:
Oleggio Grande insiste nel dire che la politica è fatta di scelte, basate su una visione e di un progetto di città che chi si candida deve avere chiaro.
Il nostro programma elettorale, a differenza di altri, era totalmente centrato su Oleggio di domani, su un progetto e non su un proclama.
Il non-progetto di questa Giunta purtroppo diventa via via più evidente, secondo le linee già tracciate dalle due amministrazioni Marcassa:
→ villette e grande e desolato posteggio al posto di un Poliambulatorio e di una villa storica che sarebbe stata probabilmente conservata;
→ più posteggi e meno spazio per i nuovi alberi, non sappiamo quali, sui viali di accesso (quei viali che gli studenti delle scuole primarie e secondarie, dell’attuale Omar e del nuovo liceo percorreranno per raggiungere Villa Troillet)
→ l’occupazione di un prato ampio e unico per ospitare un Palasport (con una spesa che prima sembrava esagerata, e post-pandemia apparirà assurda)
e ora
— -> 9000 mq di alberi di alto fusto e verde sacrificati per un nuovo supermercato con relativo parcheggio.
Nel “disegno” potrebbero rientrare anche il mancato intervento sugli alberi e sulla sistemazione del suolo stradale di Via Sempione; la creazione di una “pista ciclabile” che i ciclisti hanno già ampiamente criticato; la creazione di un parco ad memoriam che già solo per il nome che porta meriterebbe migliore manutenzione.
Non vedete anche voi quanto grigio e poco organico sia questo disegno?
A poco o niente serve dichiarare dalle pagine di giornale che “abbiamo a cuore i nostri piccoli commercianti”: se la città si trasforma in un parcheggio senza alberi sarà difficile convincere i cittadini a frequentarla.
A proposito del commercio cittadino il Sindaco interviene pubblicamente così:
«Un nuovo supermercato nel caso farà concorrenza agli altri supermercati, non ai negozi del centro storico. I supermercati esistono già, questo nuovo non è certo una novità».
La vera novità sarebbe in effetti il ricevere informazioni concrete su quanto il Sindaco intenda fare per rivitalizzare le attività commerciali piccole e locali, al di là dei contributi previsti a causa della pandemia.
A noi sembra che in questo modo il centro storico sarà destinato a svuotarsi ulteriormente, mentre sarà sempre più vero che “A Oleggio puoi trovare tutto, ma proprio tutto”, come recitano il sito e i poster dell’iniziativa ClickOleggio: al supermercato, certamente, trovi tutto.
29 anni di Piano Regolatore, di cui 12 in totale con le due amministrazioni Marcassa e ora con la Giunta Baldassini, “in perfetta continuità” come recitava il loro programma elettorale: la città e i cittadini sono cambiati parecchio, mentre anziché mettere mano a un nuovo Piano si è andati avanti a suon di varianti.
Dai nuovi criteri ci aspettiamo la comprensione delle nuove vere necessità:
- Valorizzare i piccoli centri
- Fermare il consumo indiscriminato di suolo per arginare il cambiamento climatico
- Pensare ai pedoni e creare i presupposti per una mobilità sostenibile.
Se le grandi città si svuoteranno starà alle piccole diventare funzionali ma accoglienti e vivibili. E Oleggio, per la sua posizione, è proprio una di queste piccole città ad alto potenziale. Non sprechiamolo restando immobili.
. . . Per approfondire puoi leggere qui:
📰 “Più alberi, meno condizionatori”
📰 La Famiglia Zegna per l’ambiente
📰 La nostra interpellanza sul verde pubblico
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