Imparare l’AI Act giocando: perché ho creato NO AI ACT
Un serious game gratuito per trasformare una norma complessa in un’esperienza formativa
Imparare l’AI Act giocando: perché ho creato NO AI ACT
Un serious game gratuito per trasformare una norma complessa in un’esperienza formativa

L’AI Act europeo è una delle cornici regolative più importanti per comprendere il futuro dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, per molte persone resta ancora un testo distante: complesso, tecnico, spesso percepito come materia per giuristi, policy maker o esperti di compliance.
Eppure l’AI Act riguarda molto più di un adempimento normativo. Riguarda il modo in cui impariamo a riconoscere il rischio, a leggere le conseguenze sociali di una tecnologia, a distinguere tra innovazione utile e uso opaco dei sistemi algoritmici.
Per questo ho creato NO AI ACT — Simulatore di una società non regolata, un serious game gratuito pensato per rendere l’AI Act più comprensibile attraverso casi concreti, decisioni simulate e una logica investigativa.
Il progetto nasce da una domanda semplice:
Possiamo imparare una normativa complessa non solo leggendo, ma prendendo decisioni?
Dal contenuto alla situazione
Molti percorsi formativi sull’intelligenza artificiale partono dalla teoria: definizioni, articoli, obblighi, categorie di rischio, sanzioni, adempimenti.
Tutto questo è necessario, ma spesso non basta.
Il problema è che l’AI Act non chiede solo di “sapere” qualcosa. Chiede di sviluppare una capacità interpretativa: capire il contesto d’uso di un sistema di IA, osservare chi viene coinvolto, valutare l’impatto potenziale, distinguere ciò che è accettabile da ciò che espone persone, istituzioni o organizzazioni a rischi significativi.
In altre parole, l’AI Act richiede una competenza situata.
Ed è qui che il gioco può diventare uno strumento didattico.
In NO AI ACT l’utente non risponde semplicemente a un quiz. Entra in uno scenario, analizza un fascicolo, osserva prove, valuta indizi, classifica il rischio e produce una decisione. Il punto non è “vincere”, ma allenare uno sguardo critico.
Perché un serious game sull’AI Act
Ho scelto il formato del serious game perché la gamification, quando è usata bene, non serve a rendere “divertente” un contenuto difficile. Serve a trasformare un contenuto astratto in un’esperienza.
Nel gioco, l’utente incontra situazioni che richiamano problemi reali: automazione, classificazione, sorveglianza, decisioni opache, responsabilità, impatti su persone e comunità.
Il valore formativo non sta solo nella risposta finale, ma nel percorso:
- quali elementi considero rilevanti?
- quali prove osservo?
- quali rischi sottovaluto?
- quali conseguenze può avere un sistema di IA in un certo contesto?
- che cosa cambia se manca una cornice regolativa?
Queste sono domande didattiche prima ancora che giuridiche.
Un uso possibile in aula e nella formazione
NO AI ACT può essere usato in diversi contesti:
- percorsi di educazione civica digitale;
- formazione docenti;
- corsi su intelligenza artificiale e società;
- attività su etica, diritto e tecnologia;
- laboratori per studenti universitari;
- formazione aziendale introduttiva su AI governance e rischio algoritmico.
L’obiettivo non è sostituire una lezione sull’AI Act, ma offrire un ambiente di attivazione.
Prima si gioca. Poi si discute. Poi si torna alla norma con più domande, più attenzione e più consapevolezza.
Questo è, secondo me, il punto più interessante dal punto di vista didattico: il gioco non semplifica la normativa fino a banalizzarla, ma crea una soglia di ingresso. Permette a studenti, docenti, formatori e professionisti di entrare nel problema attraverso una situazione concreta.
Nessun account, nessun tracciamento delle risposte
Un altro aspetto importante del progetto è la sua impostazione privacy-first.
NO AI ACT non richiede account, non salva risposte su server esterni e non invia report di gioco. La modalità docente è pensata per un uso locale e formativo: l’esperienza resta nelle mani di chi la utilizza.
Questo è coerente con l’idea del progetto: parlare di governance dell’IA costruendo, allo stesso tempo, uno strumento leggero, accessibile e rispettoso dei dati degli utenti.
Un progetto aperto al feedback
Il gioco è online e sto raccogliendo feedback da docenti, formatori, studenti, professionisti, persone che lavorano nella PA, nella consulenza, nel diritto, nella comunicazione e nella formazione.
In particolare mi interessano quattro aspetti:
- la chiarezza dei casi;
- la qualità didattica;
- la solidità giuridica;
- la possibile utilizzabilità in aula o in percorsi formativi.
Se ti occupi di intelligenza artificiale, scuola, formazione, diritto, policy, innovazione o comunicazione pubblica, il tuo feedback può essere molto utile.
Provalo
Puoi provare NO AI ACT qui:
Ti bastano circa 10 minuti per entrare nel primo caso. Alla fine puoi lasciare un feedback anonimo di 30 secondi direttamente dal gioco.
L’AI Act non è solo una normativa da conoscere. È anche un’occasione per imparare a leggere criticamente il rapporto tra tecnologia, decisioni e responsabilità.
Ed è proprio da qui che, secondo me, dovrebbe partire ogni vera educazione all’intelligenza artificiale.
메타데이터
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