Ciaomanager contro Airbnb. La startup trentina che ha sconfitto il colosso degli affitti brevi
Filippo Battiti, CEO e founder di Ciaomanager, racconta a Trentino Startup come hanno vinto la disputa con Airbnb
Ciaomanager contro Airbnb. La startup trentina che ha sconfitto il colosso degli affitti brevi
Filippo Battiti, CEO e founder di Ciaomanager, ci racconta come la startup ha vinto in giudizio contro la società di San Francisco
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Chi l’avrebbe mai detto che una piccola startup potesse avere la meglio su un big dell’e-commerce come Airbnb? Eppure è andata proprio così, visto che lo scorso aprile l’EUIPO — l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale — si è espresso per la seconda volta a favore di Ciaomanager nella vertenza che la vedeva contrapposta alla multinazionale di San Francisco. Al centro della contesa c’era l’uso del nome “Ciaobnb”, con cui la startup di via Ragazzi del 99 è nata nel 2017. Airbnb lo riteneva troppo simile al proprio e si è quindi opposta alla registrazione. I giudici di Alicante, dove ha sede l’EUIPO, hanno però ritenuto che non ci fosse possibilità di confusione e che il termine “bnb” fosse troppo comune per essere rivendicato da un’azienda. Una storia curiosa che ci racconta come nello scenario competitivo globale ci sia ancora spazio per giovani società coraggiose disposte a investire con creatività in innovazione. Ne abbiamo parlato in diretta Facebook e YouTube con Filippo Battiti, che di Ciaomanager è CEO e founder.
Ci racconti com’è andata con Airbnb?
«Nel 2017, abbiamo registrato il marchio “Ciaobnb” all’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale. Con grande sorpresa abbiamo ricevuto la cosiddetta “opposizione alla registrazione del marchio” da Airbnb che sosteneva che il nostro nome fosse troppo simile al suo. All’inizio questa cosa ci ha spaventato molto. Al tempo i nostri mezzi erano pochi e ci siamo interrogati seriamente sul da farsi. Il rischio era di dover pagare i danni ad Airbnb. Poi, però, abbiamo preso coraggio e abbiamo deciso di resistere. Eravamo convinti che il nostro nome non fosse confondibile con quello di Airbnb e consapevoli che la nostra attività fosse diversa dalla loro. Ho quindi raccolto un po’ di consigli da parenti e amici e ho fatto io stesso il lavoro da avvocato, inizialmente senza rivolgermi a uno studio di professionisti. Ho risposto in prima persona ad Airbnb, comunicando l’intenzione di non ritirare la registrazione del nome. Nel 2018, la causa è proseguita. Ai lunghissimi memoriali di Airbnb noi rispondevamo con documenti sintetici ma efficaci. La causa è durata diversi mesi, perché Airbnb continuava a integrare il materiale con nuovi documenti. Nell’aprile 2019, è arrivato quindi il giudizio di primo grado del tribunale di Alicante, dove ha sede l’EUIPO, e era a nostro favore. Airbnb ha quindi fatto appello e il secondo grado di giudizio è durato un anno. Poche settimane fa l’EUIPO ha confermato il giudizio. Ora Airbnb ha tempo alcune settimane per un eventuale secondo ricorso. Siamo felici dell’esito, che non era per nulla scontato».
Di cosa si occupa esattamente Ciaomanager?
«Ciaomanager, che all’inizio si chiamava appunto Ciaobnb, è nata da una piccola esperienza personale, perché la mia famiglia ha gestito per alcuni anni una casa in affitto a Trento. Lì abbiamo scoperto il mondo dell’ospitalità. In quel periodo io studiavo alla Bocconi di Milano e da remoto supportavo la gestione dell’appartamento. È nata quindi l’idea di creare uno strumento che permettesse di gestire con semplicità una struttura ricettiva. Inizialmente il nostro mercato era quello dei bnb e delle case vacanza. Poi abbiamo scoperto che la nostra soluzione rispondeva anche alle esigenze degli hotel. Ci siamo quindi orientati verso il mercato alberghiero, cambiando nome in “Ciaomanager”. Quella che abbiamo costruito in questi anni è una soluzione gestionale alberghiera con moltissime funzionalità. L’innovazione più forte è senz’altro “**Sinapsi”, un’applicazione di revenue management** che, analizzando i dati delle prenotazioni dell’hotel e monitorando i concorrenti, le previsioni meteo e gli eventi sulla località, suggerisce all’hotel quando alzare o abbassare i prezzi. Sinapsi si basa su tecnologia di intelligenza artificiale, in particolare sul machine learning».
Mi dicevi che hai studiato Economia all’università. Immagino quindi che ti sia affidato a persone con competenze tecniche per sviluppare i servizi di Ciamomanager. Come è composto il vostro gruppo di lavoro?
«Ho studiato economia all’università e prima ancora liceo classico, però fin da piccolo per motivi famigliari ho sempre respirato un po’ l’informatica. Sono stato quindi io il primo sviluppatore dell’applicazione. Dopo la fase iniziale e con i primi clienti che ci hanno dato le risorse per poter assumere dei dipendenti, adesso l’azienda vanta 5 dipendenti a tempo pieno. Anzi, siamo alla ricerca di sviluppatori software, per cui se qualcuno fosse interessato è invitato a scriverci. Il team è composto sia da sviluppatori software, sia da persone che seguono la fase di formazione e assistenza clienti. Ci stiamo poi strutturando da un punto di vista commerciale facendo accordi con una serie di altre realtà».
Vuoi mostrarci come funzionano i vostri servizi?
«Certo, questa, in particolare, è la schermata di Sinapsi (cfr immagine in basso), il nostro servizio di punta. I riquadri in verde indicano i giorni in cui li sistema suggerisce all’albergatore di alzare i prezzi; quelli in rosso indicano invece quelli in cui è meglio abbassarli. Il sistema aiuta gli hotel che vogliono gestire in maniera ottimale i prezzi dinamici delle stanze. Sinapsi elabora migliaia di simulazioni e sceglie la strategia migliore per vendere più camere possibili e venderle nel modo migliore possibile. Tutto questo può essere gestito manualmente dall’albergatore, che decide i prezzi in base ai consigli ricevuti dal sistema, oppure in modo automatico dall’applicazione. I prezzi e la disponibilità vengono poi aggiornati non solo sul sito della struttura, ma anche su tutte le piattaforme utilizzate per la vendita. In questo periodo, per aiutare le strutture che affrontano l’emergenza Covid, stiamo offrendo corsi di formazione gratuiti e offriamo anche gratuitamente per un periodo alcuni dei nostri servizi».

Una schermata dalla applicazione “Sinapsi”
Tornando alla contesa con Airbnb, quando scadono i termini per un eventuale secondo ricorso da parte loro?
«Non ricordo il giorno preciso, ma dovrebbe essere la settimana prossima. Se questo periodo passa senza novità, la cosa si interrompe qui; se invece Airbnb decide di andare avanti, si apre il terzo e ultimo capitolo in questa vicenda e la parola tornerà ai giudici. Ovviamente noi siamo forti delle nostre ragioni e vedremo come si evolverà ulteriormente».

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