Mali: gli uomini di Putin in ritirata, separatisti tuareg conquistano Kidal.
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Mali: gli uomini di Putin in ritirata, separatisti tuareg conquistano Kidal. Alleanza con gli jihadisti contro il regime militare di Bamako
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(foto da account X @BrantPhilip_)
L’Africa Corps di Putin in ritirata nel nord del Mali sotto gli attacchi dei miliziani tuareg del Fronte di Liberazione Azawad e di quelli jihadisti del gruppo JNIM, vicino a al-Qaeda. L’offensiva dei ribelli per la sua ampiezza richiama quella della fine del 2024 in Siria, che portò alla caduta del regime di Bashar al-Assad e alla salita al potere dell’ex guerrigliero islamista, Ahmed al Sharaa. I mercenari russi sono il principale sostegno al regime militare di Bamako guidato da Assimi Goïta. Regime collegato agli altri governi golpisti del Sahel in Burkina Faso e Niger, con i quali è uscito dal blocco regionale dell’Africa occidentale ECOWAS per dare vita all’Alleanza degli Stati del Sahel (AES) protetta dal Cremlino.
Autobomba
FLA e jihadisti hanno lanciato un’azione che ha preso di mira simultaneamente diversi centri del paese dell’Africa occidentale senza sbocco sul mare. a partire dalla capitale Bamako. Il FLA ha rivendicato la conquista di Kidal nel nord e il JNIM gli attacchi a Bamako e dintorni contro il quartier generale del presidente Goïta, l’aeroporto internazionale della capitale e ha annunciato di aver ucciso con un’autobomba il ministro della Difesa, Sadio Camara. Il portavoce dell’FLA, Mohamed Elmaouloud Ramadane, ha dichiarato alla BBC che “è stato raggiunto un accordo per garantire il ritiro in sicurezza” dei russi da Kidal. La località, dopo essere stata per oltre un decennio il quartier generale del movimento separatista, era stata riconquistata dall’esercito maliano con l’aiuto dei mercenari russi alla fine del 2023.
Timbuctù
Ora i separatisti puntano sui centri principali della regione, Gao e la famosa Timbuctù, patrimonio dell’umanità per l’UNESCO. I separatisti tuareg combattono da anni per creare uno stato indipendente nel nord del Mali. La loro alleanza con gli jihadisti è una novità, dopo un passato di contrasti e scontri armati, ma le due formazioni pur con forti differenze hanno un nemico comune: la giunta militare. Quest’ultima ha preso il potere con un colpo di stato nel 2020, promettendo di ripristinare la sicurezza e di respingere i gruppi armati, in uno dei paesi più poveri del mondo. Il presidente Goïta decise di interropere i rapporti con l’ex potenza coloniale, la Francia, per chiedere il sostegno di Mosca. Il Mali è un territorio vastissimo, grande il doppio della Francia. La maggior parte della popolazione vive nel sud, il nord è soprattutto deserto e montagne. Da settembre scorso i combattenti del JNIM avevano avviato una campagna di attacco alle autocisterne per il rifornimento dei carburanti, paralizzando di fatto Bamako.
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