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Un altro giorno infuocato su Gliese 876d

Un esopianeta da oltre 6 masse terrestri, irradiato dalla sua stella con una potenza di quasi 40.000 watt al metro quadro

Michele Diodati in Spazio Tempo Luce Energia · 2017-12-02 00:00 · 3 claps · 1.8 min read
#gliese-876 #esopianeti #astronomia #space #nane-rosse
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Rappresentazione artistica di Gliese 876d, un esopianeta letteralmente bruciato dalla sua stella. Nel cielo appare un’ipotetica luna, la cui sottile atmosfera è soffiata via dal vento e dalla radiazione stellare. Credit: Inga Nielsen

Rappresentazione artistica di Gliese 876d, un esopianeta letteralmente bruciato dalla sua stella. Nel cielo appare un’ipotetica luna, la cui sottile atmosfera è soffiata via dal vento e dalla radiazione stellare. Credit: Inga Nielsen

Un altro giorno infuocato su Gliese 876d

Un esopianeta da oltre 6 masse terrestri, irradiato dalla sua stella con una potenza di quasi 40.000 watt al metro quadro

Su un pianeta come Gliese 876d, il sorgere del Sole (il suo Sole) potrebbe essere a dir poco pericoloso. Benché nessuno sappia realmente quali condizioni vi siano su quel pianeta, l’illustrazione di Inga Nielsen rende bene l’idea di ciò che possiamo ricavare dai pochi dati conosciuti. Gliese 876d, scoperto nel 2005, è probabilmente una super-Terra, cioè un pianeta roccioso più grande e massiccio della Terra. Ha una massa 6,83 volte maggiore di quella del nostro pianeta e orbita a soli 3 milioni di chilometri dalla stella madre, Gliese 876, una nana rossa distante poco più di 15 anni luce da noi.

La stella, che appartiene alla classe spettrale M4, ha una massa pari a solo un terzo di quella del Sole, un raggio di circa 250.000 km ed emette appena l’1,28% dell’energia irradiata dalla nostra stella. Tuttavia Gliese 876d, il cui anno dura meno di 2 giorni terrestri, ruota talmente vicino alla nana rossa, da ricevere 28,7 volte più energia per metro quadrato di quanta ne riceva la Terra dal Sole (39.151 W/m² contro 1.361). Ciò ne fa sicuramente un luogo torrido e inospitale, con una distribuzione delle temperature dipendente dalla composizione dell’atmosfera, dalla durata del giorno e dall’eccentricità dell’orbita (che sembra essere piuttosto elevata).

Secondo una delle ipotesi scientifiche in campo, Gliese 876d potrebbe essere il nucleo roccioso di un gigante gassoso migrato progressivamente sempre più vicino alla sua stella. Questa potrebbe avergli così strappato, con la potenza delle propria radiazione e con il suo vento stellare, gli strati più esterni, composti essenzialmente di idrogeno, lasciando un nucleo formato da una regione interna di silicati, uno strato di ghiaccio fortemente compresso e uno strato più esterno di oceani d’acqua, ma in condizioni di pressione così elevata da rendere l’acqua un **fluido supercritico** (uno stato esotico della materia, in cui coesistono proprietà tipiche dei liquidi e dei gas).

Data la grande vicinanza alla stella, Gliese 876d deve essere sottoposto a giganteschi fenomeni di marea, con conseguente vulcanismo ed ulteriore surriscaldamento della superficie.

Rappresentazione artistica di Gliese 876d. Credit: Trent Schindler, National Science Foundation

Rappresentazione artistica di Gliese 876d. Credit: Trent Schindler, National Science Foundation

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