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Le case museo di Vercelli: da collezioni private a beni comuni

Il forte spirito comunitario che attraversa le province italiane trova in Vercelli espressione diretta in due musei cittadini, il…

No fire No glory · 2019-07-09 08:00 · 0 claps · 1.6 min read
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Le case museo di Vercelli: da collezioni private a beni comuni

Museo Borgogna | Foto: Andrea Macchia

Museo Borgogna | Foto: Andrea Macchia

Il forte spirito comunitario che attraversa le province italiane trova in Vercelli espressione diretta in due musei cittadini, il ​Borgogna e il ​Leone che, nati da collezioni private sono divenute nel corso del ‘900 due beni comuni che restituiscono la vivacità artistica e culturale di questo luogo, crocevia della grande storia europea.

Tuttavia è necessario partire dalla storia locale e da due personaggi chiave per comprendere l’eccezionalità di Vercelli. Allora si possono immaginare due figure autorevoli e visionarie, colte ed eccentriche che vivono tra la metà dell’800 e primi anni del ‘900. Antonio Borgogna, il primo, nato nel 1822 da una famiglia di proprietari terrieri, si laureò in giurisprudenza e fu consigliere comunale per un decennio; Camillo Leone, il secondo, nato nel 1830, esercitò come notaio fino al 1876. Entrambi sufficientemente ricchi, colti e senza figli, iniziarono quella che possiamo presumere una gara a distanza verso la creazione delle rispettive collezioni.

Museo Leone | Foto: Andrea Macchia

Museo Leone | Foto: Andrea Macchia

Tra arte sacra e manufatti esotici, quadri e arredi, armi e sculture, libri e ceramiche, le due raccolte, frutto di attenti acquisti presso antiquari e durante aste nazionali e internazionali, sfidando i ricchissimi curatori dei musei americani, inglesi e francesi, presto hanno trasformato le rispettive abitazioni in suggestive e misteriose wunderkammer.

Ciononostante la passione di Borgogna e Leone, a differenza di quella di altri collezionisti, non si è richiusa su se stessa ma ha abbracciato la città, prima con una lunga attività da mecenati, poi, tra il 1907 e il 1910, a pochi anni dalla morte dei due protagonisti, con eredità meravigliose. I rispettivi lasciti testamentari infatti permisero la nascita, tra immobili e opere, dei due musei che hanno da poco superato i cento anni di vita.

A distanza di un secolo possiamo affermare che quelle di Camillo Leone e Antonio Borgogna sono due esperienze illuminanti, non sono nel mondo dell’arte e del collezionismo ma anche della filantropia, che nella piccola Vercelli ha visto le gesta di due giganti.


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