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Le gabbie che non sappiamo di avere

Ogni schema automatico si trasforma quando ritroviamo il desiderio autentico da cui è nato.

Massimo Conte · 2025-05-26 16:26 · 0 claps · 1.8 min read
#consapevolezza-corporea #trasformazione-interiore #desideri #processo-creativo #guarigione
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Le gabbie che non sappiamo di avere

Ogni schema automatico si trasforma quando ritroviamo il desiderio autentico da cui è nato.

Non servono più ma …

È sorprendente quanto poco conosciamo i movimenti interiori che determinano le nostre scelte quotidiane. La maggior parte delle nostre azioni, emozioni, persino le reazioni che riteniamo più autentiche, spesso seguono binari invisibili, tracciati molto tempo fa. Sono schemi di pensiero e comportamento che si sono impressi nel corpo e nella mente ben prima che imparassimo a riconoscerli.

Eppure viviamo come se fossero inevitabili, come se fossimo noi a scegliere, mentre invece qualcosa sceglie al nostro posto. Non per cattiveria, ma per abitudine. Sono strategie antiche, nate per proteggerci, che continuano a guidare la nostra vita anche quando non servono più.

Il mito del metodo risolutivo

In molti si rivolgono a tecniche o metodi sperando che risolvano la questione. Ma ogni tecnica, per quanto raffinata, guarda solo un frammento della totalità. Si lavora sul trauma, sulla relazione, sulla mente, sul corpo, sull’energia, ma raramente ci si accorge che tutte queste vie sono solo porte laterali. Nessuna di esse, da sola, tocca il punto centrale.

Non è una questione di trovare la chiave giusta. È che la porta non va forzata: si apre da dentro, nel momento in cui ci lasciamo toccare da qualcosa di più profondo, più antico e più grande.

Come dice il Vangelo di Marco: “Il sabato è fatto per l’uomo, e non l’uomo per il sabato.” Anche le tecniche e i metodi sono strumenti, non divinità da servire. Sono nati per aiutare, non per sottomettere la nostra unicità ai loro schemi.

Tornare al nucleo

Sotto ogni dolore, reazione o disagio, c’è un desiderio. È il desiderio con cui siamo venuti al mondo. Non un capriccio né un obiettivo, ma un movimento essenziale, il progetto di vita che ha generato il nostro intero sistema mente-corpo per essere realizzato nel mondo.

Liberarsi degli automatismi non significa “liberarsene” in senso stretto, ma lasciare che si sciolgano da soli, nel momento in cui torniamo in contatto con quel desiderio originario. Quando ci lasciamo accogliere da ciò che siamo venuti a fare, qualcosa si riorganizza naturalmente in noi: non serve combattere, solo restare presenti a ciò che si muove.

Il processo creativo è la nostra via

È il processo creativo che ci guarisce, non perché crei qualcosa di bello o utile, ma perché ci riporta a ciò che ci ha generati. Quando torniamo a desiderare con tutto il corpo, anche senza sapere cosa, la nostra forma originaria emerge, e con essa la libertà di non dover più ripetere gli stessi copioni.

Questo richiede tempo, pazienza e un ascolto profondo. A volte basta fermarsi, altre volte occorre lasciarsi accompagnare. Ma sempre, si tratta di smettere di cercare soluzioni e iniziare a lasciar accadere un incontro: tra ciò che siamo diventati e ciò che siamo venuti a essere.


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