Una firma per l’uso consapevole di droga e Intelligenza Artificiale
Non c’è più l’innovazione di una volta
Una firma per l’uso consapevole di droga e Intelligenza Artificiale
Non c’è più l’innovazione di una volta
Dio bono: 200 tra i principali scienziati AI italiani hanno firmato una petizione che dovrebbe spiegare alle genti italiche che le intelligenze artificiali non sono un oracolo infallibile, vanno usate con cautela e loro (loro) devono spiegare come funziona il trucco. Ora, io sono a cinque minuti dalla costituzione in società della mia startup (MEP Analytics) che applica IA all’intelligence politica, quindi ho un certo conflitto di interessi, ma nonostante questo ho delle cose da dire.
Ogni volta che arriva una tecnologia, i chierici della tecnologia vecchia ci spiegano perché non funzionerà. Esempio: l’auto elettrica; i meccanici perderanno il lavoro e quindi è tutto un pullulare di video di meccanici che ci spiegano le macchine vecchie come gioielli di ingegneria. In grande, ora, il Gotha della tecnologia italiana ha paura perché deve spiegarci quello che sappiamo già, che le IA non sono un oracolo, ma che bisogna saperne il funzionamento e cazzi e mazzi.
Ora, la questione del pensiero computazionale è una delle mie ossessioni: bisogna sapere come funziona un computer, ma non dalla statistica dietro agli LLM ma da Adamo e Eva: 1 o 0, CPU, linee di comando, database, un po’ di programmazione (if… else … ifelse…) e un po’ di storia (sì, storia) delle interfacce da quando i computer stampavano su carta ai touchscreen, fino ai chatbot (sono UX anche loro: fattene una ragione).
Te la spiego banale banale: per te è meglio fare duemila click sul PowerPoint di merda che devi consegnare domani o spiegare al tuo computer cosa vuoi, facendoglielo fare mentre tu flirti con il tuo compagno di scrivania o guardi un porno sul telefono quando sei in smart? Sai benissimo la risposta.
Tutto questo non ha bisogno di una petizione di scienziati; tutto questo è il programma educativo degli ultimi 30 anni, che abbiamo buttato del cesso per ragioni che sappiamo tutti. Ecco; se proprio pensi che una petizione di professori universitari possa fermare la valanga in atto, ti meriti il declino italiano.
Ora, a questo punto, quello che mi sento di dire è che bisogna stare tutti calmi; siamo passati in 16 anni da voler dare un premio Nobel a Internet (cazzata immane già ai tempi) a ‘o mio dio, l’innovazione!’ Capisco che tanti di quella generazione sono usciti dalle ossa rotte da quello che c’era prima (web 2.0, ve lo ricordate?) ma ora siamo a un punto più maturo della storia della tecnologia.
I pensionati di oggi hanno avuto un PC sulla scrivania per buona parte della loro carriera; i giovani di oggi hanno lo smartphone dai 15 anni in su; la computazione, in altre parole, è ovunque e il linguaggio naturale è l’evoluzione logica di quello che abbiamo avuto da 50 anni a questa parte.
Ora, è tempo di fare, di agire, di sviluppare e di costruire concorrenti open source ai nuovi padroni del fumo. Accadrà e non c’è petizione che regga; il nuovo è già qui e se te lo sei perso o vuoi metterci le braghe, sono abbastanza cazzi tuoi. Per le firme, non mi pare che questa petizione sia molto diversa da quello che fanno i Lautari nelle piazze di tutta Italia: una firma contro la droga (o contro l’IA)? Ciao.
메타데이터
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