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“Essere politico” non è un insulto

1.a) La scienza e l’arte di governare, cioè la teoria e la pratica che hanno per oggetto la costituzione, l’organizzazione…

Gaia Russo · 2024-02-08 15:56 · 0 claps · 3.2 min read
#linguaggio #greco #sanremo
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“Essere politico” non è un insulto

“Politica” è il femminile sostantivato dell’aggettivo “politico”, derivante dal greco πολιτική (τέχνη).

1.a) La scienza e l’arte di governare, cioè la teoria e la pratica che hanno per oggetto la costituzione, l’organizzazione, l’amministrazione dello stato e la direzione della vita pubblica. […] b. Più concretam., l’attività svolta per il governo di uno stato, il modo di governare, l’insieme dei provvedimenti con cui si cerca di raggiungere determinati fini, sia per ciò che riguarda i problemi di carattere interno (p. interna), sia per ciò che riguarda le relazioni con altri stati (p. estera, p. internazionale). c. Modo particolare con cui uno stato, un governo, un capo di governo imposta e cerca di risolvere l’insieme dei problemi politici di varia natura, spec. quelli di maggior portata e gravità. […]

“Politico” è un aggettivo derivante dal greco πολιτικός (politikós), derivante a sua volta da πολίτης «cittadino».

1. a) Che riguarda la politica, cioè l’arte del governo, l’esercizio dei pubblici poteri, l’amministrazione dello stato e, in genere, la vita pubblica.

2. a) Di persona che prende parte attiva al governo e all’amministrazione della cosa pubblica, o vi collabora anche soltanto con gli scritti, con l’opera teorica. b. Per estens., proprio, caratteristico di chi partecipa, con l’azione, lo studio, l’impegno, ecc. alla vita pubblica:[…]; volontà p., la disponibilità ad attuare programmi, progetti e sim. di significato e importanza politica. […]

4. Nell’uso letter., che partecipa alla vita sociale e civile (in questo senso riprende uno dei sign. che il termine aveva in greco)

L’etimologia delle parole ci aiuta a capire il peso, il significato che portano. Dimenticandoci del significato, ci dimentichiamo di pesare le parole, di capirle bene e di usarle bene. Se non le capiamo, qualsiasi cosa noi diremo diventerà incomprensibile e manipolabile. Da qualche anno le parole “politica” e “politico” sono diventate incomprensibili e manipolabili. Le persone hanno paura di utilizzarle, lo abbiamo visto anche ieri sera sul palco di Sanremo.

La nostra sola esistenza è politico. I nostri corpi, le nostre parole, i nostri pensieri, le nostre azioni, è politico. Il personale è politico.

Uso “politico” e non “politica” oppure “politiche”, perché politico ha a che fare con la comunità, il popolo, il cittadino, il pubblico, anche il nostro privato è politico.

La canzone di Dargen “*Se la guerra è dei bambini La colpa è di tutti quanti Abbiamo cambiato le idee Abbiamo cambiato leader”* è politico.

Se Dargen sul palco di Sanremo dice *“nel Mar Mediterraneo in questo momento ci sono bambini sotto le bombe, senza acqua né cibo. In questo momento il nostro silenzio è corresponsabilità. La storia e Dio non accettano la scena muta. Cessate il fuoco” *è politico.

La canzone di Big Mama *“È facile distruggere i più fragili Colpire e poi affondare chi è solo Copri le lacrime segreti da tenere, non farti scoprire Lo sai che a casa non devon sapere, cosa dovrai dire Una figlia che perde chi la vuole avere, quindi apri ferite Vorresti solo un altro corpo Ma a quale costo?” *è politico.

La canzone dei La Sad “Prendo qualcosa se qualcosa non va E vomito anche l’anima per sentirmi vivo dentro ‘sto casino Affogo in una lacrima perché il mio destino è autodistruttivo E prendo a pugni lo specchio io non ci riesco a cambiare chi vedo riflesso Il tuo cuore è di plastica e starti vicino è autodistruttivo E sono solo uno dei tanti Col sorriso triste e con gli occhi stanchi Che non riesce più a fidarsi degli altri Con una mano mi abbracci e con l’altra mi ammazzi E sono stato sempre quello solo Perché non sono mai stato come loro Che hanno lo sguardo pieno d’odio e il cuore vuoto” è politico.

La canzone di Ghali “Ma, come fate a dire che qui è tutto normale Per tracciare un confine Con linee immaginarie bombardate un ospedale Per un pezzo di terra o per un pezzo di pane Non c’è mai pace” è politico.

Le loro parole è politico. E’ un azione di partecipazione pubblica attraverso la musica. Che sia un testo di denuncia, che sia un testo dove si racconta il proprio vissuto, che si racconti un tema che sta a cuore, è politico. Perché è un azione che riguarda la vita pubblica, sociale e culturale.

Le azioni non sono solo le grandi rivoluzioni, lo sono anche le rivoluzioni dal basso, le azioni sussurrate, le lotte condivise con poche persone, le lotte contro il proprio sistema familiare tossico, contro la propria città. Qualsiasi azione che riguardi la sfera pubblica è politico. Banalmente: avere un’associazione attiva sul territorio è politico, essere un volontario è politico.

“Se basta un titolo a fare odiare un intero popolo Non lo conosci Noè?” Basta dire “politica” e “politico” che il proprio pensiero, le proprie azioni vengono etichettate: o sei di destra o di sinistra.

Politico è anche denuncia della politica, senza doversi schierare a destra o sinistra.

Dargen non avere paura di essere stato politico, non è una cosa negativa, perché tutto è politico. Il personale è politico.

Fonti:

  1. polìtica in Vocabolario — Treccani — Treccani — Treccani
  2. polìtico¹ in Vocabolario — Treccani — Treccani — Treccani

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