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Aveva ragione Marshall McLuhan … in un parco a Bologna

Il palo come medium. Ovvero: McLuhan a Bologna. C’è qualcosa di straordinariamente eloquente in questo foglio appiccicato a un palo di un…

Antonio Gallo · 2026-03-15 14:53 · 0 claps · 1.9 min read
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Aveva ragione Marshall McLuhan … in un parco a Bologna

Foto@angallo

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Il palo come medium. Ovvero: McLuhan a Bologna. C’è qualcosa di straordinariamente eloquente in questo foglio appiccicato a un palo di un parco bolognese.

Il contenuto, prima: Leanne, inglese, 48 anni, offre passeggiate con cani, pet sitting, lezioni di inglese, conversazione, e, parola rivelatrice, companionship support.

Sta imparando l’italiano. Ha un passato nell’emergenza sanitaria e nell’assistenza all’infanzia. Ha due cani. Ma McLuhan ci chiederebbe di non fermarci qui.

Il medium è il messaggio, quello del Velodromo. Il palo di un parco è uno dei più antichi media urbani. Precede internet, precede la radio, precede perfino il giornale quotidiano.

È il bacheca degli umili, il forum di chi non ha budget pubblicitario, il muro su cui la voce si incolla e aspetta che qualcuno passi. Leanne avrebbe potuto scegliere diversamente.

Un profilo su Airbnb Experiences, su Rover, su italki, su LinkedIn. Ha scelto carta e palo. E questa scelta dice qualcosa di più dei servizi che offre. Dice che si rivolge a chi ancora cammina nei parchi, alza gli occhi, legge.

A Bologna, città di portici, di passeggio, di flanerie, è una scelta tutt’altro che ingenua. La lingua come doppio messaggio. C’è una tensione linguistica sottile nel manifesto.

E’ scritto in inglese, ma a Bologna, per bolognesi. La lingua del mittente è già il prodotto. Non occorre tradurre: l’inglese sul palo è la dimostrazione in vivo di ciò che viene venduto.

E poi quella confessione parentetica, quasi pudica: “learning Italian (basic level at present)”. Un’inglese che impara l’italiano a Bologna, appesa a un palo, che chiede ai bolognesi di parlarle in inglese.

Lo scambio linguistico si fa visibile, incarnato, quasi commovente nella sua reciprocità asimmetrica. Companionship support: il termine che disturba e illumina.

Fra tutti i servizi elencati, questo è il più carico di significato antropologico. Non è amicizia, quella non si vende. È qualcosa di più onesto e più triste: la compagnia come servizio, la presenza come prestazione.

In una città, in una civiltà, dove la solitudine è diventata emergenza sanitaria riconosciuta, Leanne mette sul mercato non una competenza tecnica ma una presenza umana.

McLuhan avrebbe detto che questo medium, il corpo di Leanne nel parco con il vostro cane, è il messaggio più profondo: stiamo monetizzando ciò che una volta era il tessuto spontaneo della vita sociale.

Un foglio su un palo. Un’inglese a Bologna. Un annuncio che è insieme documento linguistico, antropologico, e, se si vuole, malinconico specchio del nostro tempo.

McLuhan aveva ragione. Ma forse non immaginava che il medium più rivelatore dell’epoca digitale sarebbe stato, ancora, un foglio di carta e un po’ di nastro adesivo.


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