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La foresta di Milano, in verticale

Alberto Gerin in Tasc · 2014-03-11 14:00 · 0 claps · 3.2 min read
#ambiente #scienza #design #bosco-verticale #edifici-verdi
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Wiki topics: DSN · Design · General

La foresta di Milano, in verticale

Quando, nel 2009, fu presentato il Progetto Porta Nuova al cui interno era inserito questo Bosco Verticale dello Studio Boeri (peraltro risalente al 2007), molti erano gli sguardi increduli e stupefatti per l’aria di novità che sembrava dover portare alla città. Ma come, un edificio futuristico, quasi utopico, in Italia, nel centro di Milano?

Siamo a Marzo 2014, i lavori sono ultimati e si sta procedendo con l’installazione degli impianti interni e la posa delle macchie verdi sulle pareti. Non è un sogno, dunque, ma una realtà quasi definitiva; in un’epoca in cui design e sostenibilità devono inevitabilmente andare a braccetto, le soluzioni di architettura green in aree densamente popolate stanno passando da essere una chimera ad apparire realtà realizzabili e perfettamente integrabili in progetti urbani.

BioMilano

Una cintura verde che ingloba aree industriali dismesse, periferia degradata e zone agricole oramai sterili: ambizioso e lungimirante, il progetto partito nel 2009 doveva cambiare radicalmente la visione di Milano nel giro di qualche anno; la riqualificazione dell’area storica Isola di Milano — Porta Nuova comprende più di 31mila m² e non contempla soltanto le due torri, ma una serie di giardini e di numerose altre costruzioni.

L’intera opera era inizialmente intesa ad innovare gli edifici residenziali, facendo una prova reale di convivenza tra esseri umani con un microcosmo atto a coinvolgere tutti, dagli insetti all’uomo; ciò, abbinato a sistemi di energia basati sul fotovoltaico, porta una riduzione dello sfruttamento delle risorse, un miglioramento del sistema idrico ed un recupero delle acque piovane, e con essi la “creazione” di energia pulita: palazzi, quindi, quasi completamente indipendenti ed auto-sufficienti.

Un po’ di numeri

Bosco Verticale consta di due torri, rispettivamente Torre E di 111 e Torre D di 78 metri d’altezza, destinate ad uso residenziale, con quasi 9000 m² di terrazze alberate. Una volta ultimato, sarà l’edificio più verde di Milano: e poiché una famiglia in città produce in media 25 tonnellate di CO2 nel corso dell’anno, ogni balcone verde aiuterà a filtrare le particelle inquinanti, a creare un microclima particolareggiato ed a ridurre l’inquinamento acustico. 47 sono le specie arboree ed arbustive autoctone, su un totale di oltre 11mila piante ripartite tra circa 600 alberi, dai più grandi a quelli medio-piccoli, 5000 arbusti a ricoprire le facciate ed erba che ricopre il suolo.

Un quantitativo di verde equivalente a quasi 2.5 acri di foresta, con i soli balconi che ne costituiscono quasi la metà; la scelta delle specie, a seconda del loro posizionamento, della crescita e della necessità di nutrienti, è stato delegata ad esperti del mondo universitario, soprattutto botanici, con un periodo di lavoro di oltre due anni fianco a fianco. Tutte le piante che sono state e che verranno “inserite” nei vari microclimi delle due torri (550 arbusti tra i 3 ed i 6 metri nella torre E e 350 nella torre D) sono state selezionate e pre-coltivate appositamente per questo progetto, al fine di migliorare l’acclimatazione e lo sviluppo una volta entrate nel Bosco.

Non buone nuove

In Italia, si sa, non ci si puo’ aspettare sempre che tutto vada per il meglio: intoppi vari sono sopraggiunti nell’Aprile del 2013, portando la ditta altoatesina ZH sull’orlo del fallimento, erosa dai debiti; in un appalto successivo il gruppo proprietario Hines ha rimesso il progetto nelle mani della Colombo Costruzioni, che ha promesso di ultimarlo in questo 2014, con l’installazione e la rifinitura degli impianti e del verde.

Un sogno, questo Bosco Verde di Stefano Boeri, che non mette d’accordo tutti: gli abitanti storici della zona, vecchi e giovani assieme, hanno addirittura prodotto un libro intitolato Fight-Specific Isola, una collaborazione corale IsolArtCenter e Frigoriferi Milanesi in cui artisti, artigiani della zona e cittadini dei comitati testimoniano dal loro punto di vista la nascita di questo Bosco Verticale e, più in generale, della catastrofica riorganizzazione urbana dell’area.

Tutte le immagini appartengono allo Studio Boeri ed a Carlo Alberto Mari.


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