Un modello semplice, astratto e iterativo di Strategia
“Guai al generale che si presenta sul campo di battaglia con un piano!” (Napoleone)
Un modello semplice, astratto e iterativo di Strategia
“Guai al generale che si presenta sul campo di battaglia con un piano!” (Napoleone)
Spesso sentiamo parlare di “strategie” che in realtà si rivelano niente altro che semplici roadmap o soluzioni specifiche per problemi contingenti. In questo contesto, la mia ricerca era finalizzata allo sviluppo di un modello di strategia chiaro e semplice, che potesse essere riutilizzato ed applicato a diversi contesti.
Il mio obiettivo non era solo quello di definire una strategia, ma di ottenere un modello di pensiero, un framework su cui costruire una strategia efficace e misurabile. Per questo motivo, ho sviluppato il mio modello, che utilizzo con successo da anni. Questo modello astratto può essere declinato in modi diversi e applicato a molte situazioni diverse, offrendo un framework di problem solving consistente per costruire strategie durature e vincenti.
Definizione di strategia
Partiamo dalla definizione di Strategia tratta da Wikipedia La parola strategia deriva dal termine greco antico stratēgia (στρατηγία) che vuol dire “arte del condottiero dell’esercito” ed a sua volta deriva da strategós che vuol dire “condottiero d’esercito” o “generale”.
Da questa definizione possiamo fare alcune assunzioni: per esempio il condottiero dell’esercito opera nell’incertezza (l’esito della battaglia), contro il fattore umano (le condizioni dei propri soldati e di quelli avversari) e soprattutto, il condottiero ha bisogno di consenso (politico e leadership) e risorse da mobilitare (armi, uomini e viveri).
Da queste considerazioni, questo modello estrae il concetto di “limite” (inadeguatezza) delle risorse e informazioni disponibili, il fattore umano e di incertezza, il bisogno di misurare e analizzare il presente per costruire il consenso intorno ad un obiettivo, che chiameremo goal, e mobilitare le risorse necessarie a raggiungere tale obiettivo.
Questo modello definisce una strategia come una sequenza di passi, di azioni che devono essere ripetute in sequenza fino a quando non decidiamo di fermarci perche’ abbiamo ottenuto il risultato desiderato oppure perche’ la nostra strategia non e’ efficace e deve essere rivalutata.
E’ importante sottolineare che una strategia opera in un contesto di risorse limitate, dove il limite puo’ essere, per esempio, di natura economico/finanziaria, di tempo, di capacita’ (capabilities).
Individuare quali mezzi sono limitati e’ fondamentale per poter mobilitare le risorse necessarie e assicurare il successo della nostra strategia.
Definizione del modello
Quali sono i passi che compongono la strategia? In questo modello i passi sono quattro:
- Analisi del contesto (raccolta dati)
- Definizione del goal (elaborazione dei dati)
- Esecuzione (implementazione della strategia)
- Analisi del risultato (differenza tra risultato e goal) Se il risultato e’ raggiunto si termina, altrimenti, se il risultato e’ migliorabile (la differenza tra risultato e goal e’ convergente) , si puo’ ricominciare un nuovo ciclo di quattro passi.
Ogni passo e’ necessario per il completamento della strategia e ogni passo deve essere eseguito nel corretto ordine. per esempio, analizzare il contesto dopo aver definito il goal non e’ corretto perche’ il goal deve essere frutto di una analisi basata sulla raccolta di dati effettuata nella fase di analisi del contesto.

Le quattro componenti di una strategia
Vediamo come le quattro componenti ci aiutano a definire la nostra strategia, qualunque essa sia.
- Analisi del Contesto
L’analisi del contesto e’ il processo di acquisizione delle informazioni che ci possono essere utili a definire i nostri obiettivi. Le informazioni che dobbiamo acquisire devono essere oggettive e non soggettive, devono poter essere rappresentate come metriche, devono essere prive di ambiguita’ e sono tipicamente il risultato di ricerche di tipo quantitativo e qualitativo. Anche se le informazioni contengono analisi del sentimento o sondaggi possiamo considerarle “oggettive”, purche’ siano prive di bias o non siano influenzate dalle opinioni degli stakeholder. L’analisi del contesto deve essere fondamentalmente un processo scientifico che produce dati. La componente umana e’ data dalla selezione di quali dati sono importanti e quali no, quali dati ricercare, quali studi e sondaggi effettuare, quali metriche adottare.
2. Definizione del Goal
Una volta effettuata l’analisi del contesto, e’ possibile modellare quale sara’ l’obiettivo della strategia. Il Goal deve essere ambizioso ma non impossibile, deve poter essere comunicato, non ambiguo e misurabile. La definizione del goal e’ un passo dove la variabile umana e’ preponderante, cosi’ come la possibilita’ che il goal venga definito sulla base di sensazioni, opinioni, bias e non su dati oggettivi. Per questo l’analisi del contesto e’ fondamentale che venga effettuata prima della definizione del goal.
4. Analisi del risultato
Prima di affrontare il passo numero 3 (esecuzione), soffermiamoci sull’analisi del risultato. Nella fase 2), abbiamo definito il goal, che altro non e’ che una scommessa, una previsione del futuro basata sull’analisi dei dati raccolti nella fase precedente, quella dell’analisi del contesto. L’analisi del risultato e’ la verifica di quanto il risultato ottenuto dopo la fase di esecuzione si discosta dal goal. il risultato finale va comparato con il goal e possiamo trovarci di fronte a tre possibili scenari:
a) Risultato Finale migliore del Goal (forse il goal era poco ambizioso) b) Risultato Finale uguale al Goal (la strategia e’ stata un successo) c) Risultato Finale peggiore del Goal (la strategia e’ stata un fallimento)
In una organizzazione che pensa in modo strategico, al termine della fase 4, qualunque sia il risultato finale, si ricomincia un nuovo ciclo dal punto 1) perche’, secondo questo modello, il risultato finale di una strategia ha effetto sul contesto che andremo ad analizzare nella fase 1) del nuovo ciclo.
Per esempio, un’azienda che ha avuto un aumento delle vendite grazie ad una strategia di marketing del 2022, potrebbe decidere di assumere piu’ persone nell’assistenza clienti a supporto di una strategia di customer care per il 2023.

3. Esecuzione
Quante volte vi hanno detto che una buona idea non e’ nulla senza un’adeguata esecuzione? Lo stesso vale in questo modello dove l’esecuzione e’ la piu’ complessa delle quattro componenti: L’esecuzione della strategia si basa infatti su altri quattro passi che vanno iterati in sequenza:
- pianificazione La definizione di cosa deve essere fatto, in quale ordine e se ci sono impedimenti che bloccano lo svolgimento delle azioni.
- mobilitazione Tutte le azioni che servono a procurarsi le risorse che sono state mappate nel planning e che devono essere utilizzate nei passi successivi. la mobilitazione puo’ anche essere la ricerca di consenso all’interno e all’esterno dell’azienda e/o eventuali azioni di comunicazione e condivisione di informazioni.
- azione L’esecuzione del piano strategico
- misurazione Al termine dell’azione si devono misurare i progressi fatti e verificare quanto ci si e’ avvicinati al Goal strategico. Se l’esecuzione comprende piu’ iterazioni, si puo’ verificare se ad ogni iterazione, l’outcome e il goal si stanno avvicinando (convergenza) oppure no. In caso di convergenza la fase di esecuzione sta procedendo positivamente. Se il risultato non converge, la fase di misurazione deve produrre dati necessari a decidere se interrompere la fase di esecuzione oppure modificare qualche cosa in fase di planning (in questo caso parleremo di applicazione di una tattica).
Anche nel caso dell’esecuzione, al termine della sequenza si puo’ decidere di iterare di nuovo. per chi e’ familiare con SCRUM, questa sequenza puo’ ricordare uno sprint e una fase di esecuzione puo’ essere paragonata ad una collezione di sprint. Il planning potrebbe essere paragonato alla definizione di un backlog. Ma non e’ il caso di prendere alla lettera questo paragone perche’ questo modello non sostituisce SCRUM. SCRUM infatti non e’ una strategia, ma un modello di organizzazione del lavoro in team.

Conclusione
Lo scopo di questo modello di strategia in 4 step e’ quello di fornire un modello mentale e un processo formalizzato per implementare una strategia di qualsiasi tipo.
Per chiarezza, se siete consulenti, questo non e’ un modello che potete vendere ai vostri clienti, ma questo e’ il modello che potete adottare internamente per creare le strategie che proporrete ai vostri clienti, con il vantaggio che avrete adottato un linguaggio e un modello di pensiero uniforme all’interno della vostra organizzazione.
Ho personalmente utilizzato questa metodologia con successo nel mio lavoro e continuero’ a farlo in futuro. Fatemi sapere se vi interessa approfondire questo metodo, per il quale ho anche sviluppato esempi di implementazione e canvas.
Questo non e’ l’unico modello in quattro fasi di strategia che esiste. Ne esistono alcuni, che ho trovato online, che sono simili e che sono stati sviluppati indipendentementente da questo. Per esempio: https://thinkinsights.net/strategy/four-phases-of-strategy/
메타데이터
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