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Ingiocabili a chi!?

Un proverbio arabo recita: “Sii umile, perché anche il sole, con tutta la sua grandezza, tramonta e lascia il posto alla luna.” E se la…

Tony Ruggiero · 2025-06-01 10:01 · 0 claps · 2.1 min read
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Ingiocabili a chi!?

PSG 5–0 Inter

PSG 5–0 Inter

Un proverbio arabo recita: Sii umile, perché anche il sole, con tutta la sua grandezza, tramonta e lascia il posto alla luna. E se la luna è il Paris Saint-Germain, ti dà cinque palloni.

Ieri “tifavo” Inter — e uso le virgolette perché sono napoletano: capirete che, dopo la lotta punto a punto di quest’anno, non è stato facile cambiare prospettiva. Poi però, mentre il PSG palleggiava nella metà campo nerazzurra come se fosse un allenamento con i pulcini, e i giocatori in quell’orribile maglia gialla sembravano sul punto di piangere, mi sono tornati in mente due episodi, entrambi accaduti quest’anno.

Il primo è quello in cui Inzaghi, durante una conferenza, mimava il numero tre con la mano rivolto a un giornalista “colpevole” di aver parlato di double. L’ignaro pennafornito aveva osato accennare a due trofei, di fronte all’allenatore della “squadra delle squadre”, pronta a vincere persino le coppe degli altri sport. Quale affronto.

Il secondo episodio riguarda Mkhitaryan (grazie, Google), che in zona mista definiva se stesso e i compagni “ingiocabili”, con un enorme sorriso sornione. Poi però arrivi in finale e prendi cinque schiaffi.

A quel punto ho cambiato idea. Ho visto i francesi giocare un calcio stratosferico, volutamente senza punta, con possesso palla e contropiedi fulminei, tutto perfettamente ragionato e meccanizzato. Tattica precisa, tecnica sublime. L’Inter degli “ingiocabili” messa in mezzo da una banda di ragazzini — fenomenali. Sembrava un po’ il cafone di paese che fa il grosso in piazza e poi ammutolisce appena varca il confine. Il calcio italiano dovrebbe guardarsi un po’ allo specchio.

Poi ho visto Luis Enrique. Ho ripensato alla sua storia. Emozionante (e doloroso) vederlo festeggiare con indosso una maglia in memoria della figlia, tragicamente scomparsa a soli 9 anni.

Ieri abbiamo assistito a una pagina storica di calcio — mai una finale di Champions era finita con uno scarto di gol così ampio — , con mille spunti da raccontare. Eppure, nelle case degli italiani regnava il silenzio. A un certo punto ho alzato il volume, convinto ci fosse un problema alla TV. Caressa e Bergomi hanno smesso di commentare dopo venti minuti. Va bene il tifo, va bene il commento tecnico di parte, ma ieri il vate ha calato il requiem su tutta l’Italia. Pessimo servizio.

Insomma, l’Inter, la squadra dal valore di rosa più alto del nostro calcio, è crollata contro i giganti d’Oltralpe. Per fortuna, il calcio resta imprevedibile. Davide può sempre battere Golia. Tranne ieri.

Dati transfermarkt.

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