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Madelaine a Carnevale

A una delle pareti della stanza in cui mi trovo in questo momento, per moltissimi anni, sono state appese delle fotografie (sfarzosamente…

Serena Madhouse · 2022-02-11 17:33 · 0 claps · 7.0 min read
#fiction #erotismo #scrittura #autoproduzione #de-sade
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Wiki topics: LIT · Literature & Writing ✍️ · Writing & Creative

Madelaine a Carnevale

A una delle pareti della stanza in cui mi trovo in questo momento, per moltissimi anni, sono state appese delle fotografie (sfarzosamente incorniciate) scattate durante i corsi mascherati in un paese qui vicino, alle pendici dei Monti Pisani; un giorno sono sparite per lasciare posto a un grande quadro, di un artista pop amico dei miei.

Non diciamo a nessuno che io preferivo quelle foto al quadro; in qualche modo adoravo quell’atmosfera sospesa tra una tristezza paesana e quella da cartone animato giapponese anni’70 ( non immaginatevi roba tipo cosplayer perchè sareste molto fuori strada), sorvoliamo anche sul chi fosse il soggetto di quelle foto perchè non è questo il punto, il punto di partenza è semplicemente il carnevale che, con una certa fatica, ho capito che inizierà domenica (13 febbraio 2022) e che, in quasi tutte le regioni italiane, porterà qualche giorno di vacanza, ma non in Toscana e, forse conviene sorvolare anche sulla questione di come in questa penisola tutti facciano un po’ come gli pare…

Insomma, a due giorni dall’inizio ufficiale del Carnevale 2022 ho deciso di condividere con i miei lettori un estratto del mio romanzo più carnevalesco (per il banalissimo motivo che è ambientato nel ‘700), ovvero “Il Boudoir della Signorina de Sade”. Un lungo racconto al femminile in cui non mancano i peccati di carne e le abbuffate di piacere e dove Elise, Noemì, Madelaine, Colet e molte altre troveranno sempre l’occasione di non percorrere la luminosa retta via.

Romanzo in sette capitoli, scritto nel 2007 , che potete leggere interamente sulla mia pagina Ko-Fi. Questo è il link del primo dei sette atti: https://ko-fi.com/post/Il-boudoir-Atto-I-romanzo-R6R17UTTE , mentre tra breve potrete leggere gratuitamente il quarto che, tra tutti, è il più adatto a questo periodo dedicato al travestimento e agli inganni scherzosi (molti degli altri capitoli però avrebbero ben rappresentato altri aspetti di questa festività ma, questo capitolo in realtà l’ho scelto perchè è il più breve!).

Vi lascio in compagnia di Madelaine.

Buona lettura, buon divertimento!

Madelaine… Una Madelaine qualsiasi, tra le tante Madelaine che a Parigi si fanno pagare per ogni singola partita di piacere. Una puttana, una delle tante… Svolge la sua attività nel postribolo dell’Huguet, riceve quattro luigi a visita e il suo lavoro le piace a tratti.

Fisicamente non aveva mai avuto nulla che potesse essere definito brutto. Abbastanza alta, non aveva imperfezioni evidenti, i suoi denti erano bianchi a sufficienza; ma la sua era una bellezza priva di significato. Esisteva ma non sapeva neanche lei perché. Aveva imparato a cucire un tempo, aveva servito ai tavoli di una bettola quando era poco più di una bambina ma poi, solo il diavolo sapeva perché, si era persa in quell’esistenza poco dignitosa e senza futuro.

Il tempo era trascorso talmente alla svelta che non ricordava più quale fosse stata la richiesta del suo primo cliente. Probabilmente l’aveva presa per strada, in uno di quei vicoletti bui, un po’ troppo umidi per i suoi gusti, ma certamente adatti a simili attività. Quell’essere senza volto e senza nome chissà in che modo l’aveva attratta a se o magari era stata lei l’incantatrice della situazione. Forse l’aveva provocato, circuito, e lui era caduto nella sua rete, aveva sganciato quei pochi soldi e l’aveva posseduta per dieci interminabili minuti, sporcandole il vestito logoro, lasciandole il ricordo di un fiato nauseante, come tanti altri che avrebbe conosciuto.

Ora lavorava poco per strada, la Huguet era una tenutaria sufficientemente onesta: garantiva sicurezza, un posto in cui lavorare e riposare, e almeno un pasto caldo il giorno; in cambio pretendeva soldi, igiene e la totale soddisfazione dei clienti. Quest’ultima pretesa non risultava difficile da adempiere. Con gli anni certamente le erano capitate le richieste più bizzarre, ma alla resa dei conti tutti capitolavano. Un uomo per godere davvero finisce sempre per voler possedere la donna dove Dio e la Legge comandano e, questo, per Madelaine e per tutte le altre prostitute del mondo non è certo un problema.

Quel giorno però le cose erano andate diversamente. Sì, perché Madelaine aveva ricevuto una visita nella mattina inoltrata e ora, nel tardo pomeriggio, si trovava nella sua stanza, camminando su e giù rimuginando tra sé, ogni tanto si fermava davanti alla grande specchiera, si tirava su la gonna e osservava le sue natiche segnate dai colpi.

Quella mattina aveva ricevuto la visita di un uomo con un viso strano, probabilmente aveva avuto il vaiolo e per nascondere quel volto butterato teneva i capelli neri, unti e lisci, a coprirli la faccia. Anche la voce di quell’uomo era bizzarra, doveva ammettere che le faceva una certa impressione, subito si sentì sollevata nel capire che non era lui il cliente che avrebbe dovuto soddisfare. Il padrone di costui si sarebbe presentato di lì a poco, intanto il servo l’avvertiva di fare poche domande, di essere ubbidiente e di non temere nulla. La donna rimase allibita quando il servo le diede una borsetta di mussola verde, conteneva un compenso altissimo. Certo la vista di tutte quelle monete era motivo di gioia ma una certa preoccupazione si impadronì di lei.

Arrivò dopo poco tempo il momento di conoscere questo facoltoso, e presumibilmente nobile, cliente. L’uomo bussò alla porta e la puttana gli aprì, inchinandosi umilmente. Le apparve dinnanzi un giovane alto più o meno quanto lei, esile ma dritto come una canna di bambù. Indossava una redingote di velluto damascato, dei pantaloni neri, attillati che gli slanciavano le affusolate e atletiche gambe; il volto era celato da un cappello voluminoso di forma insolita, le mani nascoste da un bel paio di guanti di pelle nera. Il giovane, senza proferire parola, entrò nella stanza e chiuse la porta a chiave, a doppia mandata.

Madelaine, poiché nessuna parola era stata pronunciata, pensò bene di comportarsi come al solito. Forse si era preoccupata senza motivo. Il servitore non voleva farle intendere nulla di diverso e, quella strana procedura era dovuta solo all’eccentricità tipica delle persone troppo ricche e troppo nobili. Così si sedette sul letto, tra i cuscini rotondi, tutta sorridente e affabile, quando una parola uscì dalle sue labbra vermiglie fu per iniziare con tutta quella serie di complimenti (sempre uguali) che gli uomini amano sentirsi ripetere e che, di sicuro, accelerano l’eccitazione; ma il giovane signore le tappò la bocca con una mano guantata, si sedette sul letto al suo fianco e, con un gesto le fece intendere che doveva alzarsi e andare lì, di fronte a lui. La donna ubbidì e l’uomo accavallò le gambe con eleganza e incrociò le mani sul pomo dorato del suo raffinato bastone da passeggio.

Ordinò alla puttana di spogliarsi, bastò che dicesse “spogliati” e lei iniziò… fece appena caso a quella voce poco virile ma molto autoritaria. Quando indosso le era rimasta solo la camicia, l’uomo le intimò di fermarsi e voltarsi. Così fece… Madelaine lo sentiva armeggiare dietro di se e cominciò a immaginare cosa sarebbe avvenuto di lì a poco. Nella mente figurò di sentire le sue mani accarezzarle il grilletto, ormai quasi insensibile per tutte le volte che glielo avevano toccato con violenza, poi l’avrebbe piegata con forza e presa così, da dietro, riempendole il sesso con una verga mastodontica. Ormai era quello l’unico modo in cui anche per lei poteva arrivare un po’ di piacere; ma le cose andarono in un modo tutto diverso…

L’uomo accarezzò solo il collo di Madeleine, doveva essersi tolto i guanti, il suo tocco era lieve, delicato… Dei piacevolissimi brividi la percorsero da capo a piedi, fu solo un attimo ma le piacque molto; poi fu spinta con una prepotenza non priva di una sorta di tenerezza, verso il letto. Aiutandosi con un piccolo coltello aprì la camicia sul retro, Madeleine ebbe un fremito di orrore quando sulla pelle avvertì il gelo di quella lama, ma non accadde nulla, solo le denudò la schiena e il grosso sedere. Il giovane, sempre in silenzio, le girò un po’ intorno poi, senza preavviso, prese a fustigarla, quasi sicuramente con un frustino da cavallo.

Andò avanti per un tempo imprecisato ma lunghissimo, almeno per la povera Madelaine… La donna, all’inizio, sopportò a denti stretti, sperando si trattasse di un rapido preludio atto a scaldarle il sangue, ma poi… La violenza non cessava, semmai aumentava. Cominciò a piagnucolare che smettesse, poi implorò, alla fine gridò e maledisse, fin quando in quella stanza furono in due a gridare selvaggiamente. Quando il giovane arrivò all’orgasmo e finalmente si fermò. Madelaine ebbe il tempo di riprendersi, di ricoprirsi con i lembi recisi della veste intima. Si voltò verso quel maldetto e rimase senza fiato…

Davanti al suo sguardo la più leggiadra delle fanciulle. I capelli castani e leggeri, ondulati e finalmente liberi, slegati sulle spalle, le guance rosa su un viso ancora pallido come prezioso avorio, nonostante il sudore che copioso le scendeva dalla fronte. Nelle sue piccole mani stringeva una sferza con corde e nodi con cui l’aveva così a lungo fustigata. Nel suo sorriso un’espressione di ardente soddisfazione “solo l’aggiunta del dolore e dell’eccesso possono imprimere all’atto amoroso il sigillo della perfezione”, detto questo si inchinò ai piedi della prostituta, che ancora non si era ripresa dal dolore e dalla sorpresa, e prese a leccarle la natura con avidità e sapienza, finché anch’ella godette e godette…

Potete iniziare a leggere “Il Boudoir della Signorina de Sade”, da cui questo estratto, sulla mia pagina Ko-Fi.

https://ko-fi.com/serenamadhouse81488

Romina Power nella versione cinematografica di “Justine ovvero le disavventure della virtù”, diretto da Jesùs Franco nel 1969

Romina Power nella versione cinematografica di “Justine ovvero le disavventure della virtù”, diretto da Jesùs Franco nel 1969

La prima edizione de “Il Boudoir della Signorina de Sade” contenuto in un libro in formato fanzine.

La prima edizione de “Il Boudoir della Signorina de Sade” contenuto in un libro in formato fanzine.

“Pornokrates” Félicien Rops , 1878 (cera molle a colori, Musée Royale de Mariemont)

“Pornokrates” Félicien Rops , 1878 (cera molle a colori, Musée Royale de Mariemont)


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