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“La Precaria Unità”. Tre ore di discussione alla Fondazione Banco Napoli

Stamattina, 8 marzo 2019, interessante, importante iniziativa alla Fondazione Banco Napoli, con i presidenti (o vicepresidenti, nel caso…

Futuro Prossimo: Il Blog in FuturoProssimo · 2019-03-09 15:12 · 0 claps · 3.9 min read
#autonomia-differenziata #regionalismo #secessione-dei-ricchi #lega-nord
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“La Precaria Unità”. Tre ore di discussione alla Fondazione Banco Napoli

Stamattina, 8 marzo 2019, interessante, importante iniziativa alla Fondazione Banco Napoli, con i presidenti (o vicepresidenti, nel caso di Calabria e Basilicata, essendo i presidenti … temporaneamente “indisponibili” , per ragioni … giudiziarie) di Campania, Abruzzo, Molise, Puglia (Emiliano, in collegamento video/audio) ed i professori Viesti, Villone, Occhiocupo. E Rossella Paliotto, presidente della Fondazione.

Si parla di regionalismo differenziato.

A mia conoscenza una occasione simile, dibattito pubblico tra i presidenti di tutte le regioni del Sud, e di così autorevoli colleghi, non si era mai verificata

Avevo anticipato la “volontà” di un mio breve intervento, già messo in programma da parte degli organizzatori, ma il coordinatore del tavolo, il direttore del Mattino, Monga, ha proprio “saltato” la sezione “Dibattito” della iniziativa!). Mentre Puglia, Basilicata, Calabria e Campania (De Luca, con alcune riserve che magari poi dirò, ha sostanzialmente assunto una posizione che possiamo vedere da “bicchiere mezzo pieno”) sono decise a contrastare il regionalismo differenziato per come si sta sviluppando, con sfumature e sensibilità diverse, come è naturale che sia, invece Molise e soprattutto Abruzzo (con il presidente Marsilio, che, lo giustifico così, è ancora in … campagna elettorale, rivendicando le secondo lui ottime posizioni del 2009 del centrodestra sul federalismo fiscale, e attaccando, chissà perché, … il centrosinistra!) hanno assunto posizioni di “accettazione” di autonomia e di “differenziazione”, anzi di “regionalismo cooperativo” come lo ha definito Toma, presidente Molise.

I “nordisti” prima di essere “comunisti” o “democratici” o “progressisti” o “cgiellini” (o anche, poi, “leghisti” o “italoforzuti”)… sono nordisti! Al Sud, invece, ognuno va per la sua strada.

Rimarco una cesura netta, tangibile, tra gli interventi lucidi, puntuali, “scientifici”, da apprezzare e condividere al 100% di Viesti e Villone, che senza mezzi termini dichiarano “inaccettabile” questa pretesa secessione (dei ricchi), e quelli dei presidenti, che, specie, come detto, per Molise e soprattutto Abruzzo, NON si scostano dall’appartenenza ad una precisa parte politica (la destra). Il prof. Occhiocupo, già rettore dell’Università di Parma, emerito di diritto costituzionale di quell’Ateneo, ha invece dichiarato che già nella Costituzione del 1948, e addirittura in studi del 1919, c’erano precisi riferimenti alle autonomie, e che comunque tutta la colpa è la riforma del titolo V fatta dal centrosinistra nel 2001 per rincorrere la Lega. (Il che è sostanzialmente vero, ma, in un dibattito oggi sul problema della secessione, dire che la responsabilità è delle forze politiche di centrosinistra, ripeto, adesso, nel 2019, e non dire praticamente niente altro, mi pare … molto riduttivo e … di parte!) (spiegazione per chi non sa cosa sia un professore emerito : un professore universitario che va in pensione, su richiesta dell’Ateneo, può essere nominato “professore emerito” dal ministro. Senza più nessun obbligo di ricerca o didattica, e senza stipendio, ovviamente. Ma formalmente nei “ranghi”, appunto come professore emerito, di quell’Ateneo. Anche Massimo Villone, ad esempio, è professore emerito di diritto costituzionale della Federico II)

Su De Luca. Dicevo possiamo guardare il bicchiere mezzo pieno. Chiusura netta al regionalismo differenziato di Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna (posizione corretta, a mio avviso: bisogna bloccare tutto!); richiesta di definire i LEP, i fabbisogni standard, e di avere stime su cosa/come cambierebbe, nei bilanci, nei finanziamenti, nei trasferimenti di fondi dallo Stato alle regioni, in diverse ipotesi: non si può decidere con “vediamo poi che succede”; richiesta che sia il Parlamento a poter “legiferare”, modificando se necessario, le intese raggiunte tra Stato (governo) e regioni secessioniste; denuncia convinta, e con dati alla mano (Marco Esposito e Gianfranco Viesti docent!), il “depredamento” di finanziamenti di cui è già attualmente vittima, a legislazione vigente, come si dice, l’intero Mezzogiorno, a tutto vantaggio del Nord; insistita e attenta analisi di quello che succederebbe a istruzione e sanità.

… e la parte mezzo vuota del “bicchiere De Luca”? 1. atteggiamento un po’ da padre-padrone, con solo apparentemente scherzosi, ma fastidiosi e non gentili, per così dire, rimproveri alla padrona di casa, ed al moderatore, ripetutamente zittito, mentre cercava di porre domande: ma questo, si sa, è il “carattere” del personaggio; 2. del tutto inopportuni, poi, a mio avviso, inutili, polemici attacchi neanche tanto velati al sindaco di Napoli, che indeboliscono di fatto la compattezza di una regione come la Campania, mettendo in contrapposizione due istituzioni entrambe importantissime: la Regione e il Comune di Napoli; 3. rivendicazione di aver chiesto al ministro Stefani una maggiore autonomia su 10 -se non ho capito male- materie/argomenti, a suo avviso di immediata concessione: ne ha citati due: il primo, norme ambientali -ha fatto l’esempio di escavo di porti, che necessita autorizzazione da parte del Ministero dell’Ambiente, che spesso impiega 3–4–5 anni per rispondere, e che secondo lui una regione come la Campania potrebbe concedere/negare, in base ad analisi di inquinamento del terreno, nel giro di 1–2 settimane; il secondo, che a me pare delicato/pericoloso, perché bisognerebbe stabilire in anticipo cosa è nella disponibilità di controllo del Ministro dei Beni Culturali e delle Soprintendenze, e cosa no: concedere autorizzazioni in termini di ristrutturazione urbanistica di quartieri tipo Ponticelli, o di Marano o di piccoli comuni in provincia di Salerno, che secondo lui non necessitano di una attenzione delle Soprintendenze per mettere a posto una fognatura, o un edificio, o un giardino, (o una grata, ndr!), o ridisegnare un piccolo quartiere, una strada, ecc …. 4. Infine, last but not least, un altro “minus”, la stessa “pretesa” di accettare la sfida dell’efficienza, di fatto, dice lui, lanciata dalle regioni del Nord, e sottesa a tutta la discussione: “accodarsi” o aggiungersi ai secessionisti, avanzando altre richieste, probabilmente corrette e utili, ma che a mio avviso sono inopportune in questo momento e con queste modalità, e che di fatto portano acqua al mulino della secessione: “vedete? Anche la Campania sta chiedendo qualcosa”, e di fatto legittimano il processo di federalismo per censo, al di là delle intenzioni.

Giuliano Laccetti


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