La presunta abiura del sindaco Pitta
Aria di crisi all'interno della schiera di maggioranza.
La presunta abiura del sindaco Pitta
Aria di crisi all’interno della schiera di maggioranza.

Aula consiliare, Comune di Lucera
“Cosa succede? Cosa succede in città? C’è qualche cosa, qualcosa che non va. Guarda lì, guarda là che confusione!”. Recitava così il ritornello di una delle più celebri canzoni del cantautore italiano Vasco Rossi. Medesime domande che i lucerini dovrebbero porsi, in merito alle presunte dimissioni del sindaco Pitta e alla recente crisi politica all’interno della sua coalizione. Un complicato intreccio che merita, gradualmente, di essere sviscerato.
Congresso ad alta tensione. La vicenda ha origine nella mattinata del 16 febbraio scorso, alla celebrazione del congresso cittadino, presso Galleria Manfredi, del partito “Fratelli d’Italia” di Lucera. All’assemblea hanno partecipato vari esponenti del partito nazionale, — tra cui diversi parlamentari italiani ed europei, e il Presidente Provinciale FDI Giannicola De Leonardis — ed è stato riconfermato Antonio Di Battista alle redini della struttura dirigenziale locale, come Presidente e Coordinatore del Circolo “Salvatore Gaeta”, contando del supporto della sua segreteria politica. Il direttivo ha infatti esposto, tramite l’intervento del vice-coordinatore Gianni Tucci, la linea politica del gruppo, presentandosi come “un’alternativa seria e credibile rispetto all’Amministrazione attuale”.

Segreteria politica del Circolo “Salvatore Gaeta”, struttura dirigenziale “Fratelli d’Italia” di Lucera
Altri oggetti di dibattito, ripresi anche dal capogruppo del partito Francesco Di Battista, sono stati la mal gestione del fortuito progetto — ancora in stasi — di “Lucera Capitale” e l’inefficace funzione del governo comunale in merito alla possibile riapertura del Tribunale di Lucera.
Quest’ultima una notizia incerta che circola, tra le strade basolate lucerine, dal gennaio scorso. Soprattutto grazie ad un post su Facebook del consigliere Di Battista che ha acceso un timido barlume di speranza, avviando — come battistrada — una corsa alle medaglie al merito da appuntarsi al petto.

Francesco Di Battista, consigliere comunale di minoranza e capogruppo del partito “Fratelli d’Italia” di Lucera
A rincarare la dose di acredine, è stata a cura di Antonio Di Battista che ha aspramente attaccato il sindaco Pitta, presente in sala in compagnia di alcuni consiglieri comunali ed assessori, con la limpida intenzione di trionfare alle vicinissime elezioni comunali del 2026.

Antonio Di Battista, Presidente e Coordinatore del Circolo “Salvatore Gaeta”
Stessa albagia che ha caratterizzato l’ultima campagna elettorale di Francesco Di Battista come candidato sindaco di Lucera nel 2020 — con l’allora lista civica “Lucera 2.0” poi disgregata lo scorso anno — ottenendo infine soltanto il 9.59% di voti. Un numero di preferenze estremamente esiguo: sia per il suo fantasioso pronostico, che per la propria carriera politica ormai quasi ventennale. Ma, per il rotto della cuffia, è riuscito comunque a cadere in piedi e a sedersi su una delle poltrone della minoranza. Alla fin fine, l’importante è l’atterraggio.

Slogan della campagna elettore di Francesco Di Battista, nel 2020, come candidato sindaco di Lucera
Tempestiva è stata la reazione del primo cittadino che, indispettito, ha abbandonato l’aula con la sua schiera mentre il monologo del meloniano proseguiva senza sosta. Ed effettivamente il Presidente del Circolo non ha risparmiato nessuno. Neppure l’Assessore al Bilancio Antonio Buonavitacola (esponente di Forza Italia) criticato per la sua incoerenza politica, amministrando la città congiuntamente al Partito Democratico. Un intervento fuori luogo ma strategico, in cui il sindaco ha cercato serenamente di rispondere, dopo qualche ora, con una nota su Facebook. “Ho portato i saluti della città ed un sincero in bocca al lupo per i lavori. — ha scritto nella nota — Mi sono congratulato con tutti perché avvicinarsi alla politica ed impegnarsi per la cosa pubblica è importantissimo, a prescindere dalle bandiere e dai colori, ancor più in un periodo di disaffezione alla politica da parte delle giovani generazioni. Abbiamo ricevuto i ringraziamenti e gli apprezzamenti degli Onorevoli presenti e del Presidente provinciale del partito. Preferisco, tuttavia, sorvolare su alcune affermazioni a mio modo di vedere lesive dell’immagine della città e di quanto, con grandi sforzi, si sta cercando di fare per migliorarla. Dico solo che anche per i partiti ed i movimenti politici avversi bisogna avere rispetto e buona educazione ed è proprio da questi principi che viene il mio augurio per Fratelli d’Italia a Lucera”. La replica di Fratelli d’Italia non si è fatta attendere. Nel ringraziare il primo cittadino per la partecipazione al congresso, il partito ha ribadito di essere “una forza politica attualmente all’opposizione dell’Amministrazione odierna e muovere dubbi sull’operato della Giunta, in un dibattito democratico, è semplicemente critica politica, non lesiva all’immagine della città di Lucera.”
Fratelli di tavola. In seguito al congresso, la dirigenza del Circolo Gaeta, assieme ai politici della fiamma tricolore, sono stati ospiti a pranzo nel noto locale nostrano “Al Gelso — Pizza & Zuccularje”, di proprietà del consigliere regionale Antonio Tutolo. Benché Lucera sia una città sonnacchiosa, offre ad ogni modo una modesta scelta di ristoranti aperti, soprattutto di domenica, per desinare in comitiva. È difficile quindi ipotizzare che sia stata una semplice causalità. In questi determinati contesti, le coincidenze sono un assordante mormorio che recide il fragile concatenamento tra il possibile e l’inevitabile. Di fatto sembrerebbe che, nell’attesa tra una portata e l’altra, ci sia stata la volontà da parte dei “fratelli di tavola” di instaurare un informale accordo politico con il ristoratore lucerino, in prossimità delle imminenti elezioni comunali.
Sono ben noti i rapporti idilliaci tra Antonio Tutolo e Francesco Di Battista, che per anni hanno condiviso un lungo percorso politico, soprattutto con il loro movimento civico “Facciamo Piazza Pulita”. Successivamente, nel 2020, i sentieri si sono divisi dopo l’improvvisa candidatura di Tutolo alle Regionali senza la serena e condivisa nomina di un erede, causando inevitabili spaccature all’interno del gruppo.

Lucera, giugno 2012. Antonio Tutolo e Francesco Di Battista durante una protesta all’interno dell’Ospedale Lastaria.
Un incontro non affatto privato dacché è stato rivelato, dopo una settimana, dalla rinomata testata giornalista Luceraweb, alquanto “affine” ad entrambe le identità politiche e lontana dunque da ogni circostanza fortuita. Disparati rumors serpeggiarono già nella primavera scorsa, dando per certa una terza candidatura di Antonio Tutolo come sindaco di Lucera. L’attuale consigliere regionale, secondo le passate indiscrezioni, avrebbe stretto alleanze con le compagine provinciale di Fratelli d’Italia. Si ipotizzò inoltre la volontà del meloniano Di Battista di occupare un posto nel consiglio regionale. Ambedue però smentirono tempestivamente le suddette voci, definendole delle vere e proprie “fake news”.
Ma la più grande bugia mai detta è quella che più si avvicina alla verità. E infetti, il desiderio di Tutolo di indossare nuovamente la fascia tricolore non era totalmente infondato. Alcuni piccoli segnali — passati inosservati — sono stati lanciati dall’ex Pagnotta, fino all’estate scorsa. Sebbene poi si sia rivelato solamente un fuoco fatuo.
Attualmente, invece, è quasi garantita la ricandidatura di Tutolo in regione, alla guida del suo gruppo consiliare “PER la Puglia”, supportando la fantomatica designazione di Antonio Decaro come Presidente della giunta regionale. Un trait d’union in cui prenderebbero parte anche i tutoliani del neo gruppo consiliare “PER Lucera”, con Fabrizio Abate nelle vesti di aspirante sindaco alle elezioni comunali del prossimo anno.
Paura e delirio a Palazzo Mozzagrugno. Ancor prima che diventasse una notizia del giornale online summenzionato, la tavolata politica — imbandita di piatti, calici di vino e accordi strategici — è stata ben presto oggetto centrale di gossip tra i corridoi di Palazzo Mozzagrugno. E il vocio ha allarmato non poco il sindaco Pitta, tant’è che ha convocato una riunione con i vari consiglieri di maggioranza e i segretari dei partiti alleati all’interno dell’aula consiliare del Comune. Un mero pretesto per sondare il terreno di gara, in cerca di sodali a favore della sua nuova campagna elettorale per il secondo mandato; nonostante sapesse perfettamente quanto sarebbe stato imprudente adunare la sua legione al completo, considerando il clima di tensione che si respira già da diverso tempo e che hanno sempre cercato di mascherare in pubblico. L’assemblea, infatti, ha avuto un pessimo risvolto. Un confronto senza esclusione di colpi sin dall’inizio, accendendo i riflettori su problematiche di varia natura: sia per i partiti con diversi colori politici non complementari tra loro, che per le liste civiche unite al primo cittadino per un proprio fragile tornaconto. In seguito alla discussione, Pitta avrebbe poi abbandonato il gruppo Whatsapp della sua brigata denominato “Area Nuova”, dicendosi rammaricato per lo spiacevole episodio e per la presentazione, priva di tempra, del proprio programma politico. L’epilogo di questo triste scontro, quindi, ha fatto presagire le sue eventuali dimissioni.

Il sindaco Pitta assieme ad alcuni consiglieri di maggioranza e assessori
La notte porta consiglio (ma non a quello comunale). Era risaputo, specialmente nella trincea di opposizione, che la squadra della maggioranza scricchiolasse da tempo. E l’aver disertato il consiglio comunale, datato 25 febbraio, è stata prova certa del loro recente terremoto politico. Un’assenza strategica che ha invalidato la prima seduta consiliare per mancanza di numero legale, pari ad almeno alla metà dei consiglieri comunali assegnati, computando anche il sindaco. Al contrario della seduta di seconda convocazione, valida purché intervengano per lo meno otto consiglieri: vale a dire un numero estremamente irrisorio di voti, ma bastante, per l’approvazione degli accapi all’ordine del giorno prettamente d’impronta urbanistica. Quest’ultima, una materia di cui la delega è sempre stata esclusivamente in possesso del sindaco Pitta, fin dal suo insediamento. La sua condotta autoritaria ha creato, nel mentre, conflitti intergruppo di interessi dentro il proprio stuolo. Ma la sua autonomia decisionale è stata proprio assecondata e permessa dagli stessi consiglieri, che molto spesso in assise hanno ratificato, senza cognizione di causa, numerosi progetti proposti da enti privati. Soltanto a giochi chiusi sono poi emerse macabre mene, non ancora completamente nitide alla comunità.


Consiglio comunale, 25 febbraio 2025. Presenti in aula soltanto sei consiglieri di minoranza, ossia: F. Niro, F. Abate, F. Aquilano, V. Checcia, F. Di Battista
Il giorno seguente alle defezione, il governo ha tentato comunque di placare i pettegolezzi, alimentati dai quotidiani, sulla loro presunta crisi interna. “La maggioranza — recita il comunicato — prende fortemente le distanze dalle chiacchiere e le strumentalizzazioni che si leggono a mezzo stampa negli ultimi giorni, smentendo e condannando senza mezze misure i contenuti, politici ed amministrativi. Il Consiglio Comunale del 27 febbraio prossimo venturo dimostrerà in modo plastico la piena adesione al percorso politico dell’Amministrazione Pitta.”
Quiete apparente sul fronte di maggioranza. Il consiglio si è svolto in seconda seduta straordinaria, per l’appunto, giovedì 27 febbraio, con l’assenso saettante di tre accapi su quattro. L’ultimo punto è inerente al piano progettuale di un impianto agrivoltaico in località Vaccarella, procrastinato per la prossima assise, a seguito della richiesta di rinvio del consigliere di maggioranza Iannatuoni, durante la Commissione consiliare antecedente. Un argomento che meriterebbe disamine più approfondite, dove il consiglio comunale è stato riunito anche per deliberare sulla convenzione siglata circa le compensazioni ambientali. Un importo pari a 1,6 milioni di euro, che il Comune dovrà riscuotere dall’azienda proponente del progetto, Ine Vaccarella srl, e impiegare per la costruzione di opere — non ancora definite — di riqualificazione paesaggistico-ambientale, in assenza di entrata nelle casse comunali e né di gare d’appalto.

Consiglio comunale, 27 febbraio 2025
Clima apparentemente mite in maggioranza durante il consesso, dovuto ad un ulteriore riunione di Pitta assieme ad alcuni suoi sostenitori, che ha ravvivato la sua cupidigia riaffermazione politica; al tal punto da esortarlo a ricomporre l’intricato puzzle della sua coalizione, anche con alcuni pezzi che avevano espresso il proprio limpido giudizio di insanabile spaccatura. Malgrado la fittizia distensione in aula, non sono mancati, durante la fase di interrogazioni, berci e toni accesi (con una punta di alterigia), da parte del sindaco Pitta nei confronti della consigliera di minoranza Francesca Niro, tanto da costringere il Presidente del Consiglio Comunale, Pietro Di Carlo, a sospendere la sopraccitata fase.
Abiura di sé. L’effimera riunificazione della propria squadra, ha permesso al sindaco Pitta di tirare un ansimante sospiro di sollievo. Tuttavia, basterebbe un leggero soffio avverso per far crollare il suo delicato castello di carte. Qualche figura continua ancora a vacillare, ma per adesso il sentore della sua abdicazione rimane piuttosto impreciso. Ponendo mente sull’attitudine dispotica di Pitta: la presunta intenzione di rinuncia alla carica, potrebbe essere stata soltanto una mera arma politica, atta a far pressione sui propri adepti ostili e/o incerti.

Il sindaco di Lucera, Giuseppe Pitta
Una situazione analoga avvenne nel maggio 2021, quando fu indotto a sollevarsi dall’incarico, dopo essere stato abbandonato da alcuni membri della sua lega. Nelle intemperie di una spiacevole crisi politica, Pitta riuscì tuttavia a costruire una maggioranza assieme a molti componenti dell’opposizione di quel periodo. Un’alleanza priva di una reale visione amministrativa condivisa, che col tempo ha generato una misera impasse interna. Dell’odierna permanenza a Palazzo di Città, né da conferma la cerimonia di inaugurazione, in data 15 marzo, del progetto “Lucera 2025 — Capitale Cultura Puglia”. La preminente iniziativa prevederà un anno ricco di eventi culturali in città e terminerà a ridosso delle elezioni comunali, dando un notevole slancio alla plausibile futura campagna elettorale del sindaco per la sua riconferma.
L’unica abiura di Pitta è solo quella di sé stesso, dove la velleità politica ha soppresso la persona.
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- 2026-07-20 17:03:49