Lessico militare
A cura della classe 1BS (supervisione della Prof.ssa Ramona Miconi)
Termini ed espressioni militari in latino
Lessico militare
A cura della classe 1BS (supervisione della Prof.ssa Ramona Miconi)

L’accampamento militare (castra, castrorum ) era attraversato da due vie perpendicolari, disposte da nord a sud (cardo, cardĭnis = “cardo”) e da est a ovest (decumānus, decumani =”decumano” ). L’accampamento era generalmente fortificato con una palizzata in legno (vallum, valli ), spesso collocata sopra un terrapieno (agger, aggeri = il terrapieno è un accumulo di terreno realizzato artificialmente per vari scopi) e circondato da un fossato pieno d’acqua (fossum, fossi ). L’accampamento era solitamente mobile e il comandante (dux, ducis ) poteva spostare l’accampamento (castra movēre ) e collocarlo (castra pònere ) nel luogo di volta in volta più favorevole (locus secundus / aequus ).
Gli accampamenti invernali (hiberna, hibernorum) erano invece accampamenti più stabili e da molti di essi si svilupparono poi vere e proprie colonie (colonia, coloniae ) che diedero origine a città (vicus, vici = “villaggio senza mura di cinta” , *oppidum, oppidi = “città/villaggio cinto da palizzata in legno”; urbs, urbis* = “città cinta da mura in pietra” ).

L’anno solare, dal punto di vista della vita militare, era suddiviso dai Romani in due grandi tempi o stagioni (tempus, temporis ): il periodo di pace (pax, pacis ), che coincideva con i mesi freddi, in cui ci si dedicava alla vita civile ( attività giudiziarie, processi, legislazione, feste religiose …); e il periodo di guerra (bellum, belli ), in cui tutte le attività civili venivano sospese per dedicarsi completamente ad essa. L’espressione con cui si designavano questi due periodi era espressa in caso locativo (domi bellique // domi militiaeque = “in pace ed in guerra” o “nella vita civile e militare” ), il che ci fa capire che, nella mentalità romana, la guerra era concepita come un tempo normale della vita!

Le armi (*arma, armorum ) impiegate dal soldato semplice romano (legionarius, legionarii ) comprendevano: — Un elmo di cuoio o di metallo (gàlea, galeae ); — Una corazza di metallo leggero (lorìca, lorìcae ) — Uno scudo grande e rettangolare (scutum, scuti ), oppure piccolo e rotondo = clìpeus, clìpei, o piccolo e ellittico = parma, parmae ). — Sul fianco un fodero (vagìna, vagìnae ) per una corta spada (gladius, gladii* ), usata nel combattimento corpo a corpo (pugna, pugnae ), oppure per una spada più lunga, a doppia lama (ensis, ensis ). — La spada in generale era detta ferrum, ferri (ferrum igniqueque vastare = “mettere s ferro e a fuoco” ). Alla spada corta , si aggiungeva un’arma da getto (*telum, teli ), che poteva essere una lancia (hasta, hastae ), un giavellotto (pilum, pili ). — Alcuni soldati specializzati, detti sagittarii = “arcieri”, erano armati di arco (arcus, -us ) e frecce (sagitta, sagittae* ), oppure di fionde (funda, fundae ). L’esercito (*exercitus, -us o agmen, agminis* = “esercito in movimento” o acies, aciei = “esercito schierato in file” ) era spesso dotato anche di armi pesanti, le cosiddette macchine da guerra ( machinae , machinarum o tormenta, tormentorum ), costituite essenzialmente da torri ( turris, turris ) e da catapulte ( ballistae, ballistarum ).
“Dichiarare guerra” ( *bellum indicere ) costituiva l’atto formale di inizio delle operazioni belliche: sul campo di battaglia, il segnale d’attacco era dato al suono della tromba ( signum tuba dare = “dare il segnale di battaglia con la tromba” ); la guerra , una volta portata a termine ( bellum componere = “concludere la guerra”), si concludeva con un trattato di pace ( foedus, foederis* ). Lo scontro o la battaglia di una sola giornata era definito proelium, proelii. La battaglia poteva essere interrotta da una tregua ( indutiae, indutiarum ), concessa solo in casi particolari.

Dopo la vittoria decisiva, il comandante assumeva il titolo onorifico di imperator, imperatoris ( = “generale vittorioso”) e veniva richiamato a Roma, dove il popolo ed il Senato ( Senatus popolusque Romanus = S. P. Q. R.) gli attribuiva il trionfo, consistente in un corteo solenne ( pompa, pompae ), nel quale i soldati ( miles, militis ), i cavalieri ( eques, equitis ) e i fanti ( pedes, peditis ) dell’esercito sfilavano insieme ai prigionieri catturati in guerra ( captivus, captivi o obses, obsidis ).
Sitografia
L’antica Roma e la guerra giusta, il Iustum Bellum — Scripta Manent Italia
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